 IL RICHIAMO DELLA FORESTA. FAVIA ANNUNCIA CHE VOTERA' CON IL CENTRODESTRA CONTRO LA GIUNTA DI CENTROSINISTRA DI ANCONA.
PER IL DEPUTATO MARCHIGIANO, EX FORZA ITALIA E UDEUR, E' UN RITORNO A CASA. L'IDV VOTERA' A FAVORE DELLA MOZIONE DI SFIDUCIA DEL PDL CONTRO L'ASSESSORE BORGOGNONI RITENUTO RESPONSABILE DEL CAOS IN CUI E' PIOMBATO IL CAPOLUOGO MARCHIGIANO DURANTE LA NEVICATA DI DICEMBRE. MA IN QUEI GIORNI BORGOGNONI ERA ASSENTE E LO SOSTITUIVA L'ASSESSORE PESARESI CHE E' DELL'IDV.
Favia metterà a disposizione del centrodestra i voti dei sei consiglieri dell'Idv. In realtà lui parla di cinque voti perchè non vuole contare quello di Serenella Moroder, a lui ostile ma ancora nel partito e soprattutto assessore regionale in carica. Un caso di espulsione virtuale. L'Idv da quando si è insediata la giunta comunale retta dal sindaco Gramillano provoca continue crisi e non pare che lo faccia per motivi ideali o per governare meglio la città. I suoi voti sono comunque determinanti, (la maggioranza ora può contare su 24 voti) per cui il Pd sta pensando di aprire all'Udc, con il consenso di S.e L. proprio per neutralizzare il ruolo destabilizzante di Favia.
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Il richiamo della foresta. E' quello che sta subendo in questi giorni il leader dell'Idv marchigiano, Davide Favia, fondatore e per anni magna pars di Forza Italia nella sua regione, che ha annunciato che il 24 gennaio voterà con i suoi ex amici dell'opposizione di centrodestra la mozione di sfiducia all'assessore del comune di Ancona, Fabio Borgognoni. Secondo il Pdl l'esponente socialista è colpevole di aver fatto andare in tilt il capoluogo marchigiano durante la nevicata del 16 e 17 dicembre scorsi. E secondo Favia il Pdl non ha evidentemente tutti i torti. Peccato che i dipietristi locali trascurino un particolare non del tutto secondario: a gestire l'emergenza in quei giorni non è stato Borgognoni che era assente dalla città per impegni istituzionali, bensì l'assessore ai lavori pubblici e vicesindaco, Carlo Pesaresi, che è dell'Idv. Pesaresi è diventato titolare anche alle manutenzioni, al centro storico e alle frane con l'ultimo rimpasto che la precaria giunta Gramillano ha subito nell'agosto 2010. Rimpasto che ha fruttato all'Idv anche il secondo assessorato affidato al medico Aldo Pirani, che ha ottenuto la delega al Welfare. Per cui votare quella mozione assomiglia ad un singolare gesto autolesionistico di chiaro stampo "tafazziano", una pratica peraltro assai diffusa di questi tempi nell'Idv a cominciare dal leader nazionale Di Pietro.
Ma tant'è, a Favia non importa nulla e va dritto per la sua strada. Il punto è sapere qual è questa strada. Finora è stata quella della continua destabilizzazione. Da quando si è insediata la giunta di centrosinistra di Ancona, era il giugno 2009, il leader dei dipietristi locali tiene sulla corda il sindaco Fiorello Gramillano con un asfissiante pressing e con continue minacce di crisi. Una strategia che evidentemente paga perchè l'ex leader regionale dell'Udeur (Favia dopo essere stato un berlusconiano è stato anche un mastelliano) dai tre consiglieri inizialmente eletti se ne ritrova ben sei avendone nel frattempo cooptati tre, due dal Pdci, Andrea Filippini e Bruno Brandoni e uno dal Pd, Serenella Moroder. Il legame dell'Idv con il Pd è in questo senso molto radicato. Anche l'assessore Pirani e il consigliere eletto Daniele Micheli, provengono entrambi dal Pd. E la cosa più sconcertante è che David Favia è stato l'esponente politico che ha firmato per primo la candidatura di Fiorello Gramillano alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco. E allora come si spiegano tanti colpi bassi? Secondo alcuni giornalisti locali, Favia vuole tenere sulla corda Gramillano perchè aspira a mettere le mani sulla poltrona più importante della Fondazione teatro delle Muse alla quale mira sin dal settembre 2009 quando inaugurò la prima crisi di maggioranza. E' lì, rivelano fonti locali, che vorrebbe piazzare una sua "fedelissima", Paola Giorgi, sua ex segretaria nonchè coordinatrice donne regionale dell'Idv e consigliere regionale. La Giorgi infatti di professione fa l'attrice e ha competenze nel settore dello spettacolo. Una richiesta, quella di Favia, che sarebbe dunque tecnicamente motivata. Peccato solo che per realizzare i suoi disegni ci siano di mezzo gli alleati cui invitabilmente bisogna concedere ogni tanto qualcosa, (ma nel caso di Favia solo ogni tanto) e anche i compagni di partito. A cercare di frenare lo slancio contro il centrosinistra del leader dell'Idv marchigiano c'è Serenella Moroder, l'assessore regionale ex Pd che da tempo Favia sta cercando di buttare fuori dal partito senza riuscirci. La Moroder non è affatto d'accordo con la strategia anti Pd di Favia e non è affatto certo che voterà a favore della mozione anti Borgognoni. Per decidere cosa fare attende la riunione dell'esecutivo regionale del partito che Favia ha convocato per lunedì 10 gennaio in concomitanza con la riunione di maggioranza indetta dal sindaco Gramillano. Perchè questa concomitanza? Forse per evitare che la Moroder partecipi all'esecutivo? La cosa non meraviglierebbe: Favia ha già dichiarato che il sindaco Gramillano sul caso Borgognoni può contare sul voto contrario dei cinque consiglieri dell'Idv. Cinque appunto e non sei. Favia la Moroder non la conta nemmeno. Nonostante sia assessore regionale in carica e regolarmente iscritta, per lui è fuori dal partito.
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MA PERCHE' HANNO TUTTI QUELLA BRUTTA FACCIA??????