Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
03 Gennaio 2011
LA STRAORDINARIA METAMORFOSI DI FRANCESCO BARBATO. IL DIPIETRISTA CHE HA AVUTO PAURA DI AVERE RAGIONE.
IL DEPUTATO NOLANO E' STATO IL PRIMO A SOLLEVARE LA QUESTIONE MORALE MA OGGI NEGA PERSINO CHE ESISTA E ATTACCA DE MAGISTRIS COME DONADI E LA DESTRA DEL PARTITO. E ORA TUTTI SI CHIEDONO: E' QUESTA LA FINE DI CHI VUOLE CAMBIARE DALL'INTERNO L'IDV? ACCADRA' LA STESSA COSA A DE MAGISTRIS E ALLA ALFANO? DI PIETRO SAPRA' AMMANSIRE ANCHE LORO? LE PREMESSE CI SONO TUTTE.
In questo articolo il Tribuno.com ricostruisce lo scontro nell'Idv fomentato da Barbato nel 2009. Il dipietrista usava parole di fuoco contro la gestione del partito in Campania, parlando apertamente di Idv a rischio camorra. E come contro De Magistris oggi, i vari Donadi, Mura e Formisano si scagliavano contro di lui, difendendo i bersagli oggetto degli strali di Barbato, tra cui quell'Americo Porfidia che poi è passato con Berlusconi. Ora, anzichè trarre insegnamento dalle figuracce rimediate, il partito continua a negare l'evidenza della crisi morale che lo investe, fornendo false versioni dei fatti. Come Di Pietro e gli altri i quali sostengono di aver espulso Porfidia quando in realtà se ne è andato di sua spontanea iniziativa dopo aver gestito il partito a Caserta per due anni anche da "autosospeso". Ma De Magistris saprà evitare gli errori di Barbato? O farà la stessa fine?

Un paio di anni fa, proprio in questi giorni, l'Idv veniva investito per la prima volta da una polemica sulla famosa "questione morale". A sollevarla era il deputato, Francesco Barbato, l'ex esponente della Lista civica nazionale di Elio Veltri e Oliviero Beha, che nel 2008 ha deciso di passare con l'Idv. Sono trascorsi appena 24 mesi, eppure sembra un secolo perchè Barbato appare irriconoscibile: il "ribelle" che come un Don Chisciotte si scagliava contro i "signori del partito" in Campania accusandoli addirittura di avere rapporti con la camorra, sembra aver subìto una terapia da elettroshock tanto è diventato mansueto e ubbidiente. La domanda che sorge spontanea è: accadrà la stessa cosa a De Magistris e alla Alfano? In molti si stanno preoccupando perchè i due non hanno di fatto replicato al fuoco di sbarramento di Di Pietro e dei suoi colonnelli. Inevitabile perciò che la memoria vada al caso Barbato che rappresenta un pericoloso precedente proprio a proposito di patologiche metamorfosi che nell'Idv trasformano gli incendiari in pompieri.

Oggi Barbato rinnega quanto sostenuto fino a poco tempo fa: "Nell'Idv non esiste un problema di questione morale (...) parlare di questione morale e fare l'esempio di Porfidia che io ho fatto per primo e che poi è stato espulso dal partito, è strumentale". E ancora: "Flores su Di Pietro si sbaglia di grosso, il partito a livello nazionale e locale è fatto di gente onesta e per bene". E su De Magistris ripete quanto detto in sostanza da Donadi: "mi sembra che faccia politica più per annunci o tramite interviste che stando sul territorio in mezzo alla gente a sporcarsi le scarpe di fango come facciamo io e Di Pietro." (Libero, 31.12.2010) 

Eppure fino al 2009 l'ex sindaco anticamorra aveva idee molto diverse sulla situazione del suo partito. Barbato, salvando il solo Di Pietro, aveva attaccato frontalmente tutto lo stato maggiore dell'Idv proprio dopo il caso Porfidia, sostenendo che l'ex sindaco di Recale fosse  sotto inchiesta per associazione camorristica e che fosse protetto dai due boss del partito campano, Nello Formisano e Nicola Marrazzo. Barbato, inoltre, attaccò proprio quest'ultimo sottolineando i suoi rapporti con la camorra: "é immorale", dichiarava il 15 gennaio 2009 a Panorama, "che vada a fare il capogruppo dell'Idv in consiglio regionale dopo aver remato contro l'Idv". Al Corriere della Sera il 15 gennaio 2009 dichiarava: "ci sono molte brutte storie legate allo scandalo della sua famiglia, suo fratello Angelo, le loro aziende dei rifiuti e i legami con il clan dei casalesi. (...) Casandrino, il comune da lui amministrato venne sciolto per infiltrazioni camorristiche. I carabinieri di Napoli (rapporto 013365/115) hanno indicato Marrazzo come legato ad un clan della camorra, i Puca". E concludeva: "in Campania l'Idv rischia di essere travolto dal sistema politica-affari-camorra." Barbato chiedeva in sostanza che il partito si liberasse di queste persone, che Di Pietro rispolverasse quei "valori di riferimento" che stava perdendo.

In un'altra intervista al Corriere della Sera del 4 gennaio 2009, il deputato nolano, a proposito dei metodi di gestione del coordinatore campano, Nello Formisano, dichiarava: "ai tanti esecutivi ai quali ho partecipato io, si proclamava l'acquiescenza alla camorra. (...) ho sentito frasi tipo, in politica la legalità va bene dal Nord al Garigliano, poi dal Garigliano bisogna applicare altri metodi". Il deputato campano allora sembrava indomabile. Di lui si cominciava a parlare come di un pericoloso antagonista di Di Pietro stesso, tanto che qualche mese dopo i primi dissidenti organizzati nella Base Idv, lo contattarono per eleggerlo a loro nume tutelare. Il 2 gennaio 2009 Barbato fu protagonista di un furibondo esecutivo nazionale convocato anche per affrontare la cosiddetta questione morale. In quell'occasione sfiorò lo scontro fisico con Silvana Mura che cercò di sfilargli una cartella che avrebbe dovuto contenere i documenti con le accuse a Porfidia e Marrazzo: "Dacci queste carte stronzo", disse cortesemente la tesoriera a Barbato secondo quanto riporta La Stampa del 3 gennaio 2009. "Mi sono molto incavolata", spiegava la Mura, "perchè Barbato continua ad accusare esponenti del partito senza avere le prove. Accuse gratuite dicendo di avere i documenti ma non ce li fa vedere. Abbiamo visto", concludeva la Mura "come è finita la vicenda di Porfidia accusato di associazione a delinquere, non c'è niente". Si abbiamo visto com'è finita, Porfidia è passato con Berlusconi. In occasione di quell'esecutivo, quando veniva accusato da Formisano e Marrazzo di essere un "esibizionista", e "un professonista dell'anticamorra", Barbato non risparmiava critiche severe nemmeno a Di Pietro accusandolo di "mischiare la merda con la cioccolata" (La Stampa 2.1.2009) ovvero i delinquenti con le persone per bene.

In quei giorni accadde in sostanza quello che è accaduto con De Magistris, Alfano e Cavalli. Tutto il partito si è rivoltato contro i tre esponenti dell'ala sinistra e movimentista negando, oggi come allora, che ci sia una questione morale. Eppure proprio quanto successo con Porfidia & co. dovrebbe insegnare qualcosa ai dirigenti dell'Idv. Purtroppo invece di imparare la lezione tutti si dilettano a falsificare i fatti. Ad esempio non è affatto vero quello che oggi Di Pietro vanta a Marco Travaglio, ovvero di aver "cacciato" Porfidia dal partito. In realtà fu l'ex esponente dell'Udeur ad andarsene: "Porfidia ha già fatto il suo gesto etico lasciando il partito", dichiarava il molto comprensivo Massimo Donadi il 2 gennaio 2009 al Corriere della Sera, "sarebbe stato troppo chiedergli di lasciare il parlamento subito solo perchè era finito in un'indagine". E anche Formisano confermava che ad andarsene era stato Porfidia: "si è autosospeso dal partito quando ha saputo di essere coinvolto in un'inchiesta di camorra. Cos'altro si vuole dall'Italia dei Valori? (Corriere della Sera, 5 gennaio 2009). La parola espulsione in quei giorni non la pronunciava nessuno. Secondo Donadi Barbato doveva dimostrare le accuse che faceva a Porfidia. Ma Barbato era stato molto preciso in merito sostenendo che Porfidia era sotto inchiesta per iniziativa di Raffaele Cantone per il 416 bis, aggiungendo che proprio per questo, "qualche domanda ce la dobbiamo porre". Formisano e Donadi tuttavia preferivano credere al diretto interessato Porfidia che invece dichiarava che non era affatto inquisito per camorra ma solo per violenza privata, al punto che  Formisano per due anni gli ha lasciato gestire indisturbato l'Idv nel casertano fino al voto di fiducia al governo Berlusconi di settembre e il successivo passaggio a "Noi Sud".

Ma se nessuno degli uomini ai vertici dell'Idv, da Di Pietro a Donadi, da Formisano alla Mura, ha saputo trarre giovamento dalle figuracce rimediate con i tradimenti dei vari Razzi, Scilipoti e Porfidia, e anzichè fare autocritica, producono versioni di comodo e del tutto false, che cosa dobbiamo pensare di Barbato? Come dobbiamo giudicare la sua metamorfosi? Perchè una cosa è certa: dopo le sparate di inizio 2009, il deputato campano è rientrato giudiziosamente nei ranghi, evitando di continuare a fare le sue battaglie e anzi chiudendo colpevolmente gli occhi sulla situazione del suo partito al punto di essere diventato ormai un complice di una gestione che solo pochi mesi prima attaccava pesantemente.  In questi due anni infatti mai una volta Barbato ha pubblicamente denunciato che Porfidia, nonostante l'autosospensione, continuasse ad essere il capo del partito nel casertano. A denunciarlo è stato piuttosto l'europarlamentare Vincenzo Iovine, un cattolico moderato, che per questo motivo nel luglio 2010 ha lasciato il partito. I bersagli polemici di Barbato, Formisano e Marrazzo, stanno ancora tranquillamente al loro posto. Quest'ultimo nel 2010 è stato rieletto in consiglio regionale raccogliendo la bellezza di 10.000 voti di preferenza. Barbato ha taciuto, ad esempio, quando in campagna elettorale Formisano & Marrazzo evitavano accuratamente di dare indicazioni di voto a favore del candidato di punta della lotta alla camorra, Lorenzo Diana, che non ce l'ha fatta ad essere eletto. Ha taciuto quando il responsabile legalità dell'Idv campano, Tommaso Morlando, in procinto di essere espulso, se ne è andato dicendo a Di Pietro: "scegli o i voti o la lotta alla camorra". Ha taciuto di fronte allo svolgimento di congressi dell'Idv che solo gli uomini di De Magistris hanno osato definire delle farse. Ha taciuto quando il partito votava e difendeva scandalose regalie ai consiglieri regionali campani. Fino a che punto sono cambiati i metodi di gestione del duo Formisano & Marrazzo, rispetto a quando quest'ultimo, a proposito dell'informativa dei Carabinieri che lo descriveva legato al clan Puca, spiegò che non ne aveva parlato al partito perchè era segreta e che quindi non la poteva conoscere, quando in realtà ne aveva fatto menzione la Gazzetta Ufficiale?

Ma il punto è un altro. Atteso che Di Pietro disponga di capacità persuasorie che nemmeno il San Francesco che a Gubbio ammansì il ferocissimo lupo poteva vantare, che cosa ci dobbiamo attendere da Luigi De Magistris e da Sonia Alfano? La stessa metamorfosi? Speriamo di no, ma per ora i presupposti ci sono tutti. 

 


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Commenti
Giulio Albi 2011-01-06 23:45:29

SaraH Parisi, se confondi la VERITA' con la CRITICA con ci capiremo mai.

Sarah Parisi 2011-01-06 11:31:42

@ Pinto, cosa le fa credere che sia più credibile la critica che non l'elogio? In una realtà difficile e complessa come la Campania lei è in grado di proporre un'alternativa che sappia arginare la deriva camorrista standosene fuori dalle istituzioni?
Che il Tribuno faccia una sua campagna denigratoria nei confronti di IDV lo ritengo naturale in un contesto democratico e liberale; sempre in questo contesto mi sento libera di non condividere e contestare questa posizione.
Travaglio è uno spirito libero che sicuramente non ha mai mancato i suoi severi giudizi nei confronti di IDV ma, al contrario di altri, le sue critiche sono costruttive e non distruttive.
Piaccia o non piaccia IDV c'è e, per piccola che sia, rappresenta qualche cosa; chi la critica cosa rappresenta al di la se stesso?

Monia Lustri 2011-01-06 00:09:47

Gabriele Pinto condivido al 100% quanto hai scritto!!!

Gabriele Pinto 2011-01-05 22:16:25

IDV e' un partitucolo da 4% che ha fatto l'exploit con l'aiuto dell'enorme successo mediatico di De Magistris e Forleo che rappresentano la rivolta della magistratura al potere politico mafioso. Una piovra a due facce che da un lato fa le leggi contro se' stessa con tante lacune e dall'altro approfitta di queste lacune per sfuggire alle maglie della giustizia che i giudici cercano di applicare.

In Campania IDV si astenne alla sfiducia a Bassolino. Ad ogni suo rimpasto, IDV ha collaborato e avuto poltrone in cambio. La Jervolino a stento riesce a riunire il Consiglio vista la costante mancanza del numero legale. Gli articoli in tal senso su Il Mattino di Napoli sono a cadenza quasi settimanale. Eppure IDV non le toglie la fiducia... e anche qui fra assessori suicidi, inquisiti, condannati, dimessi, espulsi, IDV rappresenta una costante: Qualunque cosa pur di avere o mantenere poltrone.

A me non interessano i nomi o le sigle politiche ma e' ovvio che pur non conoscendoli posso immaginarmi chi componga questo partito in Campania e non mi stupisce tutta la storia dei fuoriusciti da IDV che hanno sostenuto Berlusconi con la fiducia.

Quello che mi stupisce e' vedere un sito, cioe' iltribuno.com elencare sistematicamente tutte le PORCATE che succedono in IDV alla stessa stregua di come fa Travaglio con Berlusconi.

Ma guarda un po' Travaglio su Berlusconi ne dice 10 al giorno, sul PD 5 al giorno ma su IDV ne dice 1 all'anno. E non e' un caso ... quindi complimenti a iltribuno.com che rappresenta una fonte alternativa su un panorama completamente sconosciuto ai piu' e che, non essendo associabile al PDL non puo' essere tacciato di essere un organo di informazione di parte volto a delegittimare la parte avversaria e che quindi ne risulta piu' credibile.

Marco Busacca 2011-01-05 17:23:42

Usiamo lo stesso rispetto che usate voi ne di più ne di meno o forse pensate di avere la verità in tasca

Sarah Parisi 2011-01-05 16:47:15

In poche parole chi è contro IDV e i suoi Dirigenti ha torto marcio; chi invece si mette contro, li critica e li delegittima è un eroe da esaltare e da portare in processione. Alla faccia dell' obiettività e del rispetto delle opinioni altrui!

Marco Busacca 2011-01-05 16:31:56

Il 9 Gennaio 2009 Francesco barbato dichiarava:
“Non ho nulla di cui pentirmi, vado avanti anche a costo di esser bruciato vivo come Giordano Bruno. L’Italia dei valori in Campania non deve trasformarsi nell’Idv della camorra, le minacce dei miei compagni di partito non mi fermeranno”. muove nuove accuse contro l’intera gerarchia, i collaboratori più fidati del leader, in una guerriglia senza quartiere. La slavina delle raccomandazioni di Cristiano Di Pietro si trasforma in valanga. La questione morale sfianca il partito.
La situazione dell’Italia dei valori in Campania è sempre più insostenibile. Dopo le infiltrazioni della camorra arrivano le minacce.
Sono questi i metodi dell’Italia dei valori, minacce e intimidazioni?
Se l’Italia dei valori strappa la bandiera della legalità, io, costi quel che costi, rimarrò sempre a fianco dei cittadini per l’altra Campania.
http://blog.panorama.it/italia/2009/01/09/il-jaccuse-di-francesco-barbato-ora-nellidv-bisogna-fare-pulizia/

Claudio Battaglia 2011-01-05 15:04:09

mah, sinceramente ho visto molto spesso gli interventi in parlamento. e devo dire che se gli altri deputati (di tutti gli schieramenti, idv compreso) lavorassero con la serietà di uno come Barbato, recupererei quel minimo di credibilità verso quella istituzione.

Marco Busacca 2011-01-05 09:54:37

Ora capisco perchè in parlamento quelli dell'opposizione lo pigliano a schiaffoni

sergio 2011-01-05 09:00:26

E questo sarebbe il sindaco anticamorra? uno che si abbassa i pantaloni per una candidatura non so come definirlo. Si era pure proposto per essere il riferimento dei dissidenti dell'Italia dei Valori. Bene...

Claudia Frau 2011-01-04 22:32:17

Caro BARBATO, è normale avere paura, basta avere anche un po' di coraggio. Almeno ogni tanto.

Emilia Romagna dei veri valori 2011-01-04 15:36:39

@ Marco la storiella è tratta da una storia vera eheheh


@ Mirco non ho nessun commento per lei, faccio tesoro del suo consiglio (lo diceva Artur Bloch ed erano gli idioti) sul parlare con i cretini...anche se come diceva François de La Rochefoucauld : Un uomo intelligente si troverebbe spesso in imbarazzo senza la compagnia di qualche sciocco, quindi se vuole continuerò a leggerla.


Mauro 2011-01-04 14:57:16

@ALBERICO GIOSTRA

egregio direttore e' vero che IDV ha fondato una banca? Di stanislao presidente??

Se si mi piacerebbe conoscere il suo pensiero a riguardo.

Grazie pre l'attenzione.

Mirco Marchetti 2011-01-04 14:50:03

Comunque, al di la delle nomenclature, dei nominati, dei trombati e, lasciatemelo dire, di questa politichetta di inizio millennio governata da veri filibustieri quali Marchionne ed i novelli Pareti o elitisti vari, vi sono problemi e che manco il TRibuno affronta e, se non li si risolverà, sarà guerra civile e la destra, ma ancor più la pseudosinistra tracvestita da PD sta ostacolando:

http://www.youtube.com/watch?v=fwzOpo5QMoE

Mirco Marchetti 2011-01-04 11:27:27

La sua non è satira, caro italiadeiverivalori, come ovviamente non lo è la mia nel darle risposta. Anzi, la mia risposta è puerile quanto la sua, essendomi dovuto io accordare al suo registro comunicativo. Ed in questo ho commesso un errore, poiché come diceva qualcuno, non bisogna parlare con un cretino, poiché prima ti porta al suo stesso livello e poi ti batte con l'esperienza.

Per quanto mi concerne, io ho sempre favorito i dissensi, li ho ascoltati e, a seconda dei casi, criticati o accolti, allungando anche di molto alcuni processi decisionali. Ma il suo sprezzo verso l'altrui appartenenza e l'attacco a persone come De Magistris, Cavalli o Sonia Alfano, di cui ricordo che tra 4 giorni ricorrerà l'anniversario della morte del padre, solo nel segno fazioso della non condivisione di un appartenere a qualcosa d'altro da ciò che lei reputa invece insindacabilmente vero, è gretto ed indebolisce quel confronto che lei predica a parole ma che nella realtà, probabilmente non pratica.

Tutto ciò, a mio vedere, lo colloca sulla stessa sponda di tal Priapo, che credo invece appartenga, come me ad IDV, e che sgraziatamente e volgarmente si rivolge al giovane che ha lasciato l'IDV. Come vede, io non attacco le categorie, quanto invece i comportamenti ed il suo mi pare, posso dire incomprensibile? Quello del tizio di cui dicevo sopra è invece inqualificabile. Poi, dopo aver dato pane al pane e vino al vino, ridiamoci pur sopra, ma sappia che per me, lei dei Veri Valori è un coniglio, l'altro dei Valori è un imbecille.

Marco Busacca 2011-01-04 11:02:36

Per Emilia Romagnia Dei Veri Valori

Mi sono ammazzato dalle risate leggendo la storiella.
Fantastica!!!!!!!!!
Ho avuto solo un dubbio, di quale razza sono?

Emilia Romagna dei veri valori 2011-01-04 10:40:49

Caro Mirco,

un po' di satira politica non ha mai ucciso nessuno, generalmente invece quello che uccide è il tentativo di tappare la bocca a chi dissente.

Complimenti per il suo di eloquio che è molto fine e forbito rispetto al mio ma mi sa dire perchè sarebbe meno gretto e puerile?

Mi permetto un consiglio Mirco, non si prenda troppo sul serio e se le faccia due risate, io me le sono fatte anche quando ho letto la sua appartenenza tra parentesi, pensi...

Buona giornata e buon Anno a tutti.

Mirco Marchetti 2011-01-04 01:51:11

Emilia Romagna dei veri valori, al di la della rozzezza che contraddistingue il suo eloquio ed il suo modo di interloquire, credo lei, lei che si firma per conto di una fazione pur essendo uno a battere sui tasti, seguendo il suo gretto e puerile sarcasmo, lasci che io, in prima persona e con firma in calce, la paragoni ad un coniglio. Almeno c'è che si firma e pone tra parentesi l'appartenenza. Lei è un coniglio. E come un coniglio fugge.

Mirco Marchetti (IDV)

Luigi Saporito 2011-01-04 01:45:57

La meraviglia non dovrebbe essere la "normalizzazione" di De magistris e compagni, ma l'aspettattiva del Sig. Giostra che ancora crede e spera in un cambiamento dall'interno di IDV, di volta in volta 'scommettendo' su personaggi che lei ritiene "di sinistra" e che puntualmente la mandano al diavolo, negando ogni contatto con il Tribuno, come si trattasse della peste bubbonica.
Con un sussulto di integrità le chiedo, Sig. Giostra, di mandarli al diavolo, con il loro padrone Di pietro; il massimo che possono fare è contrattare con il titolare qualche ruolo per sè o un uso delle risorse del partito più favorevole alla loro correntina. Vale la pena di inseguire questi De magistris della domenica? Perchè non dedica parte delle sue energie per parlare di uomini veri, di valore, come Don Ciotti, Veltri, Saviano, persone per cui la parola Valori ha ancora un senso?

Emilia Romagna dei veri valori 2011-01-04 00:33:10

è esattamente quello che succederà, ve lo dico senza bisogno di sfere di cristallo.

Immagino la scena così:

ADP. Hey voi tre tornate all'ovile
quei3. ma come all'ovile? noi siamo Cavalli, de m....
ADP. ma quali somari e cavalli, camminate e ripetete con me: beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh
quei3. bè ok vabbèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèh

Tommaso (VA) 2011-01-04 00:31:40

Barbato? Non é nuovo ai cambi repentini. In occasione del congresso nazionale IDV si presentò sul palco a nome de "La Base", un movimento di protesta che aveva raccolto firme per lui tra gli iscritti, candidandolo quale avversario di Di Pietro.

Sul palco Barbato si ritirò dalla corsa ed ebbe parole di grande apprezzamento per il suo Presidente.

Il tutto senza che qeusti avesse concordato alcunché con le numerose persone che a suo fianco avevano lavorato fino a quel momento nella speranza di spiazzare Di Pietro.

In compenso, grazie alla candidatura di Barbato, Di Pietro seppe chi gli aveva firmato contro, non so quindi che fine abbiano fatto quegli iscritti, ma di sicuro non occupano alcun ruolo nel partito, se non sono stati espulsi.

In quel periodo avevo chiesto ai miei amici come potessero sperare che un signore candidato e fatto eleggere deputato da Di Pietro, a cui tutto questidoveva, potesse rivoltarglisi contro; sarebbe un po' come se al congresso in cui é stato eletto Berlusconi vi si fosse contrapposto Bondi!

Nessuno volle ascoltarmi e così i "ribelli" se ne accorsero al congresso, quando fino a quel momento erano convinti che avrebbe pronunciato un discorso opposto.

Si dice che dopo una riunione precongressuale tenutasi a Milano, nel corso di un suo intervento Barbato avesse chiesto un bicchiere d'acqua, che incredibilmente gli fu negato da un suo collega parlamentare.

Chiaramente se al congresso Barbato non si fosse ritirato si avrebbe potuto avere una qualche misura del dissenso, sebbene non avesse possibilità di elezione, perché la sua candidatura richiedeva un numero di firme troppo alto, fissato da Di Pietro o da gente a lui vicina.

Barbato invece si ritirò come a voler fare un atto di remissione, facendo fallire in toto il progetto di un'alternativa al dittatore Di Pietro.

Mi piacerebbe che altri qui rammentassero quel periodo, magari dando notizie più dettagliate.

Grazie

Marco Busacca 2011-01-04 00:30:54

Mi ricordo perfettamente quando Barbato girava l'Italia poco prima del congresso nazionale, chiamato da tutti quei movimenti che si stavano organizzando e proprio quel caso citato in quest’articolo dal giornalista Gabriele Malatesta, ricordo come se fosse oggi, la sua bella chiacchierata con "LA BASE IDV" a quei tempi, oggi solo "LA BASE".

Mi ricordo perché mi ero sentito con un fondatore del movimento “LA BASE” sia il giorno prima dell’incontro con Barbato che subito dopo e in quella telefonata facevo presente la poco, stima che avevo per codesto personaggio, anche non conoscendo personalmente il soggetto.

Era una sensazione direi strana, come quando sei costretto ad attraversare un prato per accorciare i tempi e arrivare il più presto possibile al tuo posto di lavoro, dove tutte le mattine proprietari di fantastici cani si recano affinché i propri animali possano compiere i bisogni, sei cosciente che alla fine calpesterai una “Mer…….” ma non sai QUANDO e COME, ecco questa era la sensazione perfetta.

Il QUANDO l’ho scoperto al congresso nazionale, quando non ha avuto neanche il coraggio di portare la sua mozione fino in fondo, anche se era chiara una sconfitta, il COME l’ho capito subito dopo il congresso dall’atteggiamento tenuto nei confronti di tutte quelle persone che avevano riposto in lui un’esile speranza.

Per quello che riguarda la Mura signora di specchiata eleganza e grazia non commento si commenta da sola.

Ho forti dubbi come giustamente rileva l’articolo sui tre “moschettieri” Luigi De Magistris Sonia Alfano e Giulio Cavalli, la sensazione non è la stessa le perplessità sono molte.
Mi girerebbero le scatole scoprire di aver messo il piede in una torta dal profumo vomitevole.

Altero Sanna (IdVV) 2011-01-04 00:28:59

Di questi pagliacci la gente è stufa. Forse non se ne sono accorti.

 

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