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La Redazione 01 Febbraio 2011
FUGA DI MASSA DALL'IDV DELLA PROVINCIA DI FROSINONE VERSO D.L. DI ELIO VELTRI.

COMUNICATO STAMPA COLANTONIO, INCITTI, DAMIZIA, PANTELLINI, ZONFRILLI, MANOVALE 

 

Un nutrito gruppo di dirigenti dell’Italia dei Valori abbandona il partito in provincia di Frosinone.

Il vice coordinatore provinciale Vincenzo Colantonio, con altri tre membri del coordinamento provinciale, Tommaso Damizia Nicola Incitti, e Massimo Pantellini, oltre a vari iscritti e dirigenti locali, tra gli altri Ludovico Zonfrilli, responsabile cittadino di Pontecorvo e Saturnino Manovale di Fiuggi, già membro del precedente direttivo provinciale. 

In prospettiva c’è la volontà di avviare un progetto civico a livello provinciale. Un’associazione che diventi il punto di riferimento dell’area progressista frusinate affinché non si disperda quel patrimonio di nobili idee e di impegno civico ed etico che pure erano alle origini di IDV.

Nicola Incitti: “Idv è un partito verticistico, un partito che non recepisce le istanze della base, dei propri elettori, dei tesserati e delle persone che vivono e fanno azioni civiche sul territorioE’ un partito dove spesso si lotta per la conquista di improbabili spazi politici lasciati da altri, per avere visibilità; senza idee e senza programma. A Frosinone abbiamo un coordinamento che non coordina e un direttivo che non dirige non ha ragione di essere e riduce tutti a meri esecutori di ordini provenienti da Roma. I componenti del coordinamento provinciale sono solo un gruppo di sbandieratori, a chiamata, alle manifestazioni del partito. Altra funzione non hanno. Io, da uomo libero, ho cercato di portare avanti le mie idee, di fare qualcosa ma ho capito presto che questo non sarà mai possibile all’interno dell’IDV. Restare all’interno dell’IDV avrebbe voluto dire calpestare la mia dignità e la mia libertà”.

Vincenzo Colantonio: ”Il mio partito ideale è quello che costruisce la proposta politica sulle vertenze del territorio e che, mano a mano, le fa salire di livello affinché siano un contributo alla formazione di programmi e di azione politica complessiva. In definitiva il mio partito è quello che si costruisce ogni giorno dalla base e dove gli eletti e i dirigenti sono la punta, l’acme della rappresentatività: le donne e gli uomini migliori per ottenere il miglior risultato possibile, politico e non solo elettorale. Ma essi devono rappresentare il partito, non sono il  partito. Il partito sono gli iscritti, gli elettori, le sezioni, le assemblee, le iniziative. Purtroppo in Idv questa parte del partito non ha nessuna voce.”

Tommaso Damizia: “E’ un partito dove le istanze tese alla  creazione di spazi di dialettica democratica in seno al partito, come l’apertura di un Circolo Tematico pur prevista all’articolo 5 dello statuto dell’IDV, vengono continuamente ignorate. Dove lo statuto nazionale viene interpretato sommariamente ed utilizzato esclusivamente per le esigenze propagandistiche dei quadri politici superiori.

“Dove persiste, aggiunge Massimo Pantellini che presentò nel precedente congresso provinciale, tenutosi a luglio 2009 la mozione -Democrazia Partecipativa-, “uno stato di inerzia politica e di confusione operativa che, a vari livelli, attanagliano ormai da lungo tempo i vertici politici di IDV, impegnati esclusivamente in una sterile attività propagandistica fatta di slogan, bandiere e palloncini”.

 

Chiosa Saturnino Manovale: “E’ necessario recuperare nell’elettorato quell’area etica, e non solo quella, che fin dalla fondazione di IDV aveva fatto della questione morale il suo elemento fondante. A questo scopo noi di Democrazia Partecipativa (Pantellini, Damizia e gli altri amici di Isola Liri, di Serrone, di Fiuggi, ecc., oltre a me) vediamo molto positivamente l’azione politica che sta conducendo Elio Veltri, padre fondatore dell’Italia dei Valori, che con il suo movimento Democrazia e Legalità, al quale noi tutti di “Democrazia Partecipativa” ci federiamo, ha intrapreso il cammino a suo tempo interrotto.

 



La Redazione

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