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News by Dire
Elio Veltri 16 Febbraio 2011
IN POLITICA GLI ERRORI SI PAGANO.

ll ministro dell'interno è in agitazione perchè migliaia di nord africani lasciano i loro paesi e sbarcano sulle coste della Sicilia, della Spagna e della Grecia a seconda del paese di origine. Dal Marocco e Mauritania in Spagna; dalla Tunisia e Libia in Italia; dall'Egitto e Siria in Grecia. Sono disperati che fuggono da paesi governati da regimi autoritari, con divisioni e scontri religiosi ed etnici e con un tratto comune: la miseria e la fame. E fuggono anche se le proteste popolari, con il loro contributo, hanno rovesciato gli oligarchi, dal momento che non si fidano di coloro che gli oligarchi hanno sostituito. Ma soprattutto non credono che la loro vita e quella dei figli possa cambiare. In mezzo alle moltitudini che lasciano i loro paesi e, spesso mogli e figli, può esserci di tutto: delinquenti comuni, soldati del terrorismo islamico, oppositori dei regimi in cerca di asilo politico. Maroni ha ragione ad essere preoccupato e rischia di perdere la faccia perchè è costretto dai fatti, che sono più duri delle pietre, ad accoglierli. E l'accoglienza diventa ingombrante e difficile in assenza di una politica lungimirante.  Immagino la faccia feroce dei militanti della Lega e di tanti dirigenti che avevano teorizzato respingimenti, processi veloci, emarginazioni etniche, di fronte alla necessità di riaprire il centro di accoglienza di Lampedusa, con tanto di battimani e al grido di Viva l'Italia.  Gli errori in politica si pagano e il conto prima o dopo viene presentato. Gli errori sono evidenti. Avere sottovalutato migrazioni bibliche in tempi di globalizzazione dell'economia, di caduta delle frontiere, di libera circolazione di merci e di capitali, di miseria che attanaglia miliardi di persone. Con il diritto e la legge impotenti a intervenire perchè la loro potestà si ferma all'interno delle frontiere nazionali e con la criminalità che la fa da padrona. Al punto che il villaggio globale di Mac Luhan diventa sempre più un villaggio criminale. Altro errore avere pensato che un problema gigantesco e politico di prima grandezza, che richiede una strategia internazionale e la cooperazione costante dell'Unione Europea, potesse essere affrontato come un problema di ordine pubblico e per di più facendo passare un messaggio fuorviante secondo il quale immigrati e delinquenti sono la stessa cosa, con la conseguenza di solleticare gli istinti peggiori contro il diverso per cultura, colore della pelle, religione,  ecc. Se uno è convinto che bastano carabinieri e polizia e che la politica non serve, non si attrezza, chiude le strutture di accoglienza, non chiede solidarietà all'Europa, fa accordi bilaterali con i Gheddafi di turno e ignora le ansie di libertà e di liberazione di milioni di persone che vivono sull'altra sponda del Mediterraneo. Maroni è una persona civile, ma dovrebbe spiegare ai suoi amici di partito che anzichè tenere chiuso il Parlamento italiano in attesa di decidere se andare o no alle lezioni anticipate per castigare Fini e compagni, sarebbe necessario chiedere di convocarlo e di presentarsi con serio Progetto di accoglienza e integrazione, che preveda diritti e doveri, da approvare con il voto di maggioranza e opposizione, per chiedere poi su di esso e in tempi rapidi il pronunciamento e l'impegno, anche finanziario, dell'Unione europea.

Elio Veltri

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