Il Tribuno
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News by Dire
Alberico Giostra 27 Febbraio 2011
LETTERA APERTA A VENDOLA: "CARO NIKI NON TI FIDARE DI TONINO".

Non è la prima volta che Antonio Di Pietro è sgradito in un’alleanza di centrosinistra. Alla fine però è sempre spuntata qualche anima pia che è riuscita a convincere i renitenti a riaprirgli le porte. Stavolta tocca a Niki Vendola. Secondo il leader di S. e L. Bersani e D’Alema sbagliano a voler escludere Di Pietro: per il governatore pugliese il leader dell’Idv deve assolutamente trovare posto nella coalizione che sfiderà Berlusconi. Con Fini e Casini, sostiene, si possono fare al massimo due o tre riforme, quella elettorale, il conflitto di interessi e una legge sull’informazione. Poi basta perché non è con loro che si potrà combattere il liberismo o difendere l’ambiente. Noi del Tribuno.com vogliamo molto bene a Vendola ed è proprio per questo che gli chiediamo a mani giunte: 

"Caro Niki su Di Pietro devi cambiare posizione. Siamo convinti che sei in perfetta buonafede e non ci sfiora nemmeno l’idea che conservando un posto a Tonino tu voglia in questo modo salvare la tua giunta regionale in Puglia dove l’Idv è determinante. Ma il fatto che tu sia in buona fede non ti esime dal doverti rendere conto che con l’ex eroe di mani pulite stai prendendo un granchio colossale. Caro Niki, Di Pietro è molto più simile di quanto pensi a quei Fini e Casini verso i quali mostri una comprensibile diffidenza. Ed è molto più simile di quanto appaia a quel Berlusconi che giustamente intendi combattere senza mezze misure. Sappiamo bene che il leader dell’Idv ha monopolizzato la scena dell’antiberlusconismo, ma devi convincerti che è solo apparenza. Di Pietro ha spesso salvato il cavaliere, nel 2001 e lo scorso 14 dicembre. Il tradimento di Razzi e Scilipoti non è un evento fortuito ma è un episodio che rivela la natura profondamente inquinata del dipietrismo. 

La verità sull'ex eroe di mani pulite la intravedi nella gestione del suo partito che è la più berlusconiana e autoritaria che esista. Chiedi ai dissidenti, alle migliaia di fuoriusciti ai quali è stata impedita la libera manifestazione del loro pensiero, che alla prima critica sui fenomeni di malcostume interno sono stati espulsi o mobbizzati. Chiedi delle decine di congressi farsa, delle liste degli iscritti negate ai candidati delle minoranze per impedire loro di fare campagna elettorale, chiedi di sapere quanti sono gli iscritti, e chiedi di vedere un bilancio del partito. L’Idv è un partito “personale” e “proprietario” esattamente come il Pdl o la Lega. Vi vige un autentico culto della personalità. E’ severamente proibito criticare il raìs Di Pietro. E’ lui che decide tutto e ogni regola interna è sottoposta alla discrezionalità della casta di zelanti e curvilinei gerarchi che starnazza attorno al sultano.  

Quando difendi l’alleanza con l’Idv ricordati che ha votato per il federalismo leghista, che pochi giorni fa ha bocciato insieme a Pdl e Lega un emendamento che dava la possibilità a chi rischia l’ergastolo di partecipare ai riti abbreviati. Tra le fila dei dipietristi ci sono persone convintamente di destra come il senatore ex missino, Luigi Li Gotti, che ha criticato la sentenza della corte d’appello di Genova che ha finalmente fatto giustizia dei massacratori del G8 e che per due anni ha votato insieme al Pdl la riforma della professione forense. C’è Antonio Borghesi, quello che voleva prendere le impronte ai bimbi rom e c’è Gabriele Cimadoro, il cognato del capo, quello che ha presentato una proposta di legge che abolisce il reato di bracconaggio. Tutta gente, caro Niki, che in ogni esecutivo nazionale si produce in ridicole giaculatorie contro la sinistra e contro di Te, il cui unico argomento gira attorno al grande tabù dei piccolo borghesi nostrani: il tuo orecchino. Mi spieghi che c’entri con questa gente? 

Se ti allei con Di Pietro sappi che prima o poi quei colonnelli costringeranno il loro leader ad attaccarti o a tradirti, a votare contro qualche tua proposta o qualche tuo candidato. Di Pietro è alleato infido perché è diviso e contradditorio, perché è come un mostro a più teste ciascuna delle quali reclama la sua razione di cibo altrimenti azzanna le altre. Tu dici sempre di voler combattere il liberismo. Niente di più giusto, ma sappi che Di Pietro è sempre stato un convinto liberista. Ha sempre fatto suo il tipico armamentario del populismo berlusconiano, quello della politica del “fare”, della lotta contro i cosiddetti “lacci e lacciuoli” della burocrazia e della partitocrazia. Come Berlusconi, ad esempio, Di Pietro ha attaccato gli ambientalisti perché ostacolavano, diceva, “lo sviluppo” e “la “crescita economica”. Quando è stato ministro, sia nel 1996 che nel 2006, ha pensato solo a fare autostrade. Anche nel suo Molise, come un vecchio ministro democristiano. E’ sempre stato favorevole al Ponte sullo stretto e all’energia nucleare, agli inceneritori e ai rigassificatori. Di Pietro si è schierato con la Fiom? Vero. Ma in questo senso va ringraziato Maurizio Zipponi che per ora ha una certa presa su di lui. E sottolineo il “per ora”, perché tutti sanno quanto Di Pietro sia un tiranno capriccioso e umorale che si stanca dei collaboratori con estrema facilità e con estrema facilità li rottama. E poi scusa, se è vero che nell’Idv c’è “l’operaista” Zipponi è anche vero che c’è il confindustriale Sandro Trento, che insieme a Massimo Donadi ha subito stroncato l’apertura di Di Pietro alle tute blu costringendolo ad una serie di manovre correttive.

Di una cosa devi essere certo. Se continuerai a difendere Antonio Di Pietro ti capiterà quello che è capitato a Romano Prodi che ha voluto Di Pietro ministro nel 1996 e nel 2006. Nel ’96 il professore lo ha inserito nella lista nonostante avesse trattato fino all’ultimo con il centrodestra e nonostante si fosse rifiutato di appoggiare in campagna elettorale il centrosinistra. E lo ha ripagato introducendo da par suo continue occasioni di polemica con i verdi e la sinistra. Nel 2006 ha fatto anche di peggio, votando diverse volte contro il governo e attaccandolo a palle incatenate assai più della sinistra radicale. Perché vedi Niki, Di Pietro nella sua contorta psicologia di solito fa male a chi lo aiuta. E siccome in molti l’hanno aiutato, a molti ha fatto male. 

Nel ‘97 è stato Franco Marini a convincere D’Alema a candidarlo al Mugello. Appena eletto con i voti degli odiati comunisti, l’ex poliziotto che ha sempre votato Dc e Msi e persino Forza Italia e Ccd, non solo non ha più messo piede nel collegio rosso, ma ha preso a sparare ad alzo zero contro il Pds, il Ppi e il centrosinistra e come unica preoccupazione ha avuto quella di organizzare il suo gruppetto di parlamentari con i quali ha dato vita nel ’98 all’Idv. Alle politiche del 2001, (non senza aver nel frattempo sfasciato i Democratici dell’Asinello, menando colpi bassi soprattutto a quelli come Bordon e Parisi che lo avevano sempre difeso) ha dato il contributo decisivo alla vittoria di Berlusconi correndo da solo. Dopo un comportamento così vergognoso giustamente nessuno ne voleva più sapere di lui nel centrosinistra. Nel 2002 non lo fecero nemmeno salire sul palco della manifestazione di San Giovanni. Fu Bassolino in quell’occasione a convincere Fassino e gli altri ad ospitarlo. E Tonino come ha ripagato l’ex governatore campano? Appena caduto in disgrazia è uscito sdegnosamente dalla giunta regionale della quale l’Idv faceva parte diventando uno di più velenosi critici del suo ex amico. Perché Tonino quando vede un cane affogare lo bastona senza pietà. Nel marzo del ’94 ha votato per Berlusconi ed era pronto a fare per lui il ministro dell’Interno grazie alla mediazione di Previti, poi nell’ottobre successivo, quando il cavaliere era già in crisi politica, pronunciò la fatidica frase “io quello lo sfascio”. Qualche mese dopo, nel febbraio ’95, era ad Arcore a manifestare il suo dissenso per il famoso invito a comparire spedito a Berlusconi durante il G7 di Napoli. Gli amici del pool mani pulite lo perdonarono ancora una volta. Come sempre. 

Caro Niki vuoi commettere anche tu lo stesso incomprensibile errore di Veltroni nel 2008? Sai bene com’è andata a finire: il giorno dopo aver incassato il tesoretto di parlamentari ha dato un calcio in culo a Walter e al gruppo unico con il Pd. Oggi Tonino ti corteggia perché sei in ascesa. Ti giura amicizia e fedeltà solo perché sei l’astro nascente del centrosinistra, perché vede che sai scaldare i cuori di tanti elettori delusi. Non ti fidare Niki: Tonino è un opportunista che sale sempre sul carro del vincitore per poi scenderne precipitosamente alle prime difficoltà. Ricordati che fino al dicembre del 2009 ha detto di te peste e corna, che alle primarie l’Idv pugliese ha dato indicazioni di voto per il tuo rivale Francesco Boccia. Non dimenticare che dal 2005 al 2010 ha attaccato la tua giunta per un solo motivo: non avevi concesso neanche un assessorato all’Idv. Era in maggioranza con te e per questo motivo ne è uscito e l’unico consigliere regionale eletto nell’Idv, Vito Bonasora, costretto dai vertici locali ad attaccarti ogni giorno, se ne è andato schifato dal partito. 

Dunque Niki, torna ad essere quello del 2005. Non fidarti di Tonino, non cedere alle sue lusinghe. Di Pietro non conosce fedeltà, non rispetta i patti e gli alleati, non mantiene le promesse. E’ un uomo senza amici. E gli uomini senza amici sono pericolosi. Il centrosinistra può vincere anche senza di lui. Cerca di crederci fino in fondo e in un colpo solo ci liberiamo sia del caimano di centrodestra sia di quello di centrosinistra. E sarà un nuovo 25 aprile".  

Alberico Giostra

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Commenti
antonio persichini 2011-03-11 09:56:59

De Magistris ha dimostrato anche lui di non avere peli sulla lingua sull'operato di Dipietro, io invece credo che il PD abbia finito le cartucce come é evidente, ragionando come al solito, o io o nessunaltro, vuole fare le scarpe a De Magistris perché la sua faccia riscuote consenso soprattutto nei giovani, e puo farcela al 1° turno, quindi fa paura piu al PD che al PDL. Una domanda mi sorge spontanea, parliamo sempre dei giovani che non trovano spazio, quando ne arriva uno abbiamo paura di rischiare di investire su di lui. Vendola non temere appoggialo e riportate Napoli allo splendore di un tempo, noi italiani all'estero vogliamo essere fieri di questa mitica città.
Un consiglio a tutti i napoletani , chi vincerà le elezioni D/S/C aiutateli a governare bene la città

mattia lonigro 2011-03-05 05:23:12

caro biagio mi complimento con la tua analisi...ahahahahahahahahahahahahahahah!!!! roba da sbellicarsi dalle risate!!! ma vi rendete conto a che punto arrivano questi dipietristi, si fanno i complimenti da soli. Elefante che si prende i complimenti dopo aver scritto le cose più sconclusionate e demenziali possibili, i principi, il popolo, roba da scuole serali!!! la cosa che poi colpisce è che continuano a leggere questo sito! ma se gli fa tanto schifo, se dicono che è pagato da berlusconi che è da neurodeliri solo perchè si occupa di di pietro e dell'idv e non della Puglia (ahahaahahahah!!!) ma perchè stanno sempre qua a fare commenti? La verità è che i dipietristi rosicano, che questo sito gli crea problemi perchè segue tutta l'italia e non solo il lazio come suini qui sopra e racconta cose vere che nessuno di fatto contesta mai. Quello che dà fastidio è che esiste un antidipietrismo di sinistra, antiberlusconiano, antibossiano, che esistono Pierfranco Pellizzetti e Curzio Maltese e non solo Marco Travaglio e Peter Gomez. E Maltese ha scritto sul Venerdì a dicembre quello che Giostra sta scrivendo da anni. E' questo che dà fastidio agli squadristi dell'Idv, ai manganellatori e diffamatori che puzzano di sacrestia, ai baciaturiboli ex dc che stanno nell'Idv a pietire qualche incaricuccio e qualche poltroncina. Forza Tribuno, dacci sotto, non mollare.

paolo Surini 2011-03-04 14:37:56

Caro Biagio, mi complimento con la tua analisi. Peccato che resterà ben poco in questa bacheca. Devi infatti sapere che “vellutino” non ama molto le critiche o le risposte, indipendentemente dal livello di civiltà e di educazione di queste.
Più di una volta mi sono interrogato sul tipo di giornalismo praticato dal di cui sopra e dai seguaci ”giostrai”, e pur guarandomi bene dal pensare che ci sia “qualcuno” dietro al sito resto convintoc he si tratti di un caso da neurodeliri.
Difficilmente potrei considerare diversamente una situazione in cui un giornalista limiti la sua professione all’abbandono di questo o quel consigliere di palazzina dell’Idv tralasciando la questione pugliese,il mancato accorpamento elettorale che costerà al nostro paese l’equivalente di una piccola manovra finanziaria e via dicendo.
Io invito tutti coloro che leggono “vellutino” a confrontare le notizie perchè a volte sono solo il copia incolla di qualche umore di FB.
Se volete metto a disposizione un dossier di notizie errate o volutamente ingigantite. Ovviamente parlo della sola situazione che conosco, ossia quella di IDV LAZIO

Biagio Elefante 2011-03-04 08:53:00

E ci risiamo con l'analisi della politica fatta guardando soltanto ai principi, ed ignorando i popoli.
L'IDV è un grande partito, che si è appena dato organismi regionali democraticamente eletti, primo passo verso una strutturazione-ristrutturazione democratica nazionale, dallo stesso Tonino voluta e stimolata; come in nessun altro partito in Italia è mai avvenuto.
Di questo processo sono il frutto tutte le posizioni non già a favore di inceneritori e rigassificatori, ma contro questi e ogni altro strumento produttivo di morte; che viceversa è proprio Vendola a programmare in Puglia. E similmente di questo processo è frutto la nostra posizione decisa accanto alla FIOM e ai COBAS, molti dei cui storici fondatori e rappresentanti non a caso sono nel nostro partito, spesso dopo essersi allontanati da quelli in cui ha militato Vendola proprio per ragioni di mancanza di democrazia, e per schifo per il comportamento dei suoi esponenti.
Lo stesso schifo che oggi in Puglia il popolo dell'IDV e il suo segretario, come sempre da anni e per primi,hanno proclamato per una politica di debolezza da parte di Vendola e del suo assessore Fiore, che continuano a puntare sul gruppetto(lastricato di inquisiti e arrestati) di manager che hanno disastrato la sanità in Puglia gestendo il famigerato sistema tedesco in appalti, nomine e protesi. Una politica che oggi anche tutte le anime del PD criticano ponendo l'esigenza, dall'IDV sola posta in Puglia già negli anni 2005-010 di autonomizzare le ASL dalla politica e dalle imprese; e assoggettarle al controllo di operatori sanitari, utenti su una gestione affidata a personale nuovo, valutato per merito ed indipendente dalla cricca di sempre.
Ma tu, Alberico, come al solito, della realtà che ne sai, e che te ne importa? Tu Alberico alla conoscenza dei popoli e dei fatti sostituisci la raccolta delle frasi contraddittorie o apparentemente tali di Antonio Di Pietro e di qualche nostro esponente destinato a sloggiare(come abbiamo fatto sloggiare in Puglia Olivieri): come se il leader di un gran movimento fosse espressione non già del suo popolo e delle contraddizioni in cui esso si muove, ma espressione di una religione immutabile a cui perennemente attenersi.
Una religione la tua, che non parte tanto da un Dio, ma da te stesso e dalla tua personale rabbia privata contro il tuo personale anticristo Di Pietro; e che oggi vuol fare di Vendola un Dio, astraendolo dalla effettiva realtà inevitabilmente contraddittoria, e contro il suo stesso pensiero e la sua stessa visione e prassi della politica; un dio inesistente da poter contrapporre al demonio Di Pietro, in questo tale e quale alla destra berlusconiana!

Massimo Morandi 2011-02-28 11:19:36

Condivido assolutamente la lettera e lo spirito dell'articolo e propongo un'ulteriore riflessione: visto il trattamento riservato dalla "Iena" ad alleati ed amici, personali e di partito, mi chiedo, se questi fosse al posto di Berlusconi, come userebbe il potere?
Di certo creerebbe un regime parafascista dinastico per lasciarlo in eredità ai propri discendenti, dove il 'capo' assoluto non si discute e comanda a vita.
Per fortuna gli italiani un personaggio del genere lo hanno già sperimentato per 20 anni e si spera siano vaccinati dai fascistitelli di qualunque specie, o no?

Rossi Claudio 2011-02-28 11:08:42

Lucidissima analisi, Sig. Giostra. Oltre a condividerla al 100%, suggerisco a tuttii lettori del suo giornale di diffonderla a piene mani, ne vale la pena, perchè, come ha insegnato Gramsci, "La verità è sempre rivoluzionaria".
Un cordiale saluto ed un augurio, la fine contemporanea del Caimano e della Iena, due facce della stessa Seconda Repubblica.

enrico della gatta 2011-02-28 09:01:56

Nel condividere pienamente, desidero aggiungere che la fame di voti non deve essere motivo di alleanza ma ciò che può unire deve essere il profondo convincimento dei contenuti ideologici sul Progetto Politico di Società che si desidera e, essendo appartenuto all'IdV come dirigente nazionale, posso con convinzione e serenità affermare che un progetto politico non esiste e che se ciò che è scritto nei documenti di fondamento dello pseudopartito IdV o raccontato dal Capo dell'IdV non è conforme ai comportamenti tenuti da lui e dai suoi rappresentanti proprio quando, invece, è stato ed è necessario opporre moralità ed etica ad esibizioni addirittura illegali di noti personaggi pubblici.
Comportamenti, i suoi e dei suoi, questi, come dice Giostra, che hanno portato molti ad abbandonare la sua compagnia perchè neutralizzanti della competenza e della capacità rappresentata da costoro, rendendola isolata ed inefficace per una seria azione politica che potesse anche solo fare iniziare, ad una nuova classe dirigente, un percorso di rinnovamento dell'approccio alla gestione del Bene Pubblico.

 

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