 COMMISSARIATO L'IDV DI VARESE. LA DECISIONE DI PIFFARI DOPO L'ARTICOLO DEL TRIBUNO.COM.
IL COORDINATORE REGIONALE INTERVIENE ANCORA UNA VOLTA IN DIFESA DI ALESSANDRO MILANI (foto) CHE ERA STATO A SUA VOLTA COMMISSARIATO DA MARCO BERTOLDO. A VARESE NEL PARTITO DI DI PIETRO INFURIAVA DA MESI LA GUERRA CIVILE E LA MOGLIE DELL'EX PADRE-PADRONE DI IDV, WILMA BORSOTTI, CONSIGLIERA PROVINCIALE, AVEVA GIA' MINACCIATO DI PASSARE AL GRUPPO MISTO. LA DECISIONE DI PIFFARI E' LA CONFERMA CHE I VERTICI REGIONALI E NAZIONALI SONO TUTTI CON L'ANZIANO MILANI E NON HANNO ALCUNA INTENZIONE DI LASCIARE IL PARTITO IN MANO AD UN GIOVANE DI 22 ANNI. CHE A QUESTO PUNTO SE HA UN MINIMO DI DIGNITA' FAREBBE BENE A FARE LE VALIGIE.
Un altro disastro in provincia in un partito che ormai fa acqua da tutte le parti. A Varese l'Idv ha solo due iscritti e non è nemmeno in grado di presentare una lista alle prossime comunali. All'origine di questo sfascio le scelte autolesionistiche di Piffari e Rota che hanno preferito espellere i dissidenti locali guidati da Alessandra Piva e appoggiare Milani, precludendosi in questo modo l'apporto della parte più motivata e disinteressata della militanza. Anche da Varese emerge dunque l'immagine di un partito che sceglie sempre di difendere la casta interna e gli equilibri più stagnanti.
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A Varese l'Idv non esiste più e il coordinatore regionale Piffari, dopo l'articolo del Tribuno.com che ha dato notizia della grave crisi interna, è stato costretto a commissariare il coordinamento provinciale. A Varese città nel partito di Di Pietro infuria infatti una vera e propria guerra civile e finora solo due risultano le persone iscritte. Al culmine di una fase di tensioni laceranti il coordinatore provinciale Marco Bertoldo aveva defenestrato Alessandro Milani inibendogli la possibilità di parlare a nome del partito dopo che peraltro l'ex coordinatore provinciale si era reso protagonista di una clamorosa gaffe in cui aveva denigrato i portatori di handicap. Alla mossa di Bertoldo la famiglia Milani aveva reagito minacciando di far passare Wilma Borsotti, la consigliera provinciale Idv, moglie di Milani, al gruppo misto. Ipotesi vista come il fumo agli occhi da Piffari e Rota.
L'Idv in ogni caso era in difficoltà persino per mettere insieme 34 persone e formare una lista alle prossime elezioni comunali e non aveva nemmeno gente in grado di raccogliere firme. Da qui la inevitabile decisione di Piffari che tuttavia suona come una nuova sconfessione di Bertoldo. A questo punto se il giovane coordinatore ha un briciolo di dignità se ne dovrebbe andare da un partito che è ridotto ad un fantasma e che non intende lasciare spazio ai giovani.
Lo scontro interno all'Idv è nato perchè Milani avrebbe voluto presentare una lista autonoma dal centro sinistra, cosa che gli avrebbe consentito di entrare più facilmente in consiglio comunale in qualità di candidato sindaco. Finora infatti Milani non è mai riuscito a farsi eleggere consigliere comunale. Bertoldo invece intendeva privilegiare l'intesa con il Pd, partito dove peraltro Milani non gode di alcuna simpatia. A prevedere un ruolo per l'anziano dipietrista come possibile assessore all'economia in una ipotetica ma alquanto improbabile maggioranza di centrosinistra, era stato infatti solo S.e.L. venendo subito sconfessato dal partito di Bersani.
Marco Bertoldo aveva già tentato di fare fuori il vecchio padre-padrone di Idv nel varesotto, ma Piffari lo aveva subito stoppato. E anche stavolta è finita allo stesso modo, con il ristabilimento di un ordine che vedrà sicuramente Milani tornare in sella al partito, magari solo nelle retrovie.
La crisi varesina ha cause molto precise e risale alla decisione di Piffari e compagnia di privilegiare la difesa di Milani rispetto alla fortissima fronda interna contraria ai metodi di gestione dell'anziano dipietrista. Alessandra Piva e altri militanti storici sono stati buttati fuori proprio per tutelare la gestione di Milani e famiglia, ma che la casta regionale avesse puntato sul cavallo sbagliato e avesse soprattutto sbagliato a fare i conti lo si è capito lo scorso luglio quando Milani fu sconfitto per un solo voto da Bertoldo, che al congresso si era alleato proprio con i dissidenti rappresentati da un altro fuoriuscito, Marco Busacca, consigliere comunale di Azzio e ora esponente dell'Italia dei veri valori.
Se Piffari e Rota avessero avuto il coraggio di non appoggiare per partito preso Milani reprimendo la rivolta contro di lui con metodi asburgici, adesso l'Idv a Varese esisterebbe ancora.
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In IDV apprezzano molto i giovani, gli appassionati e soprattutto gl'infaticabili, se basso prezzo. Sapete com'é, a tonino piace molto il risparmio, perciò non é raro che nelle sue sezioni vi stazionino anche giovani e bravi stranieri, perchè gl'italiani, conoscendolo, hanno capito subito che a certi prezzi nel Congo guadagnerebbero di più.
;-)