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Anna R.G. Rivelli 10 Marzo 2011
BELISARIO ATTACCA UN ASSESSORE DEL PD MA IL VERO BERSAGLIO E' UN'ASSESSORE IDV VICINO A DE MAGISTRIS.
MENTRE A NAPOLI DI PIETRO PORTA SUGLI SCUDI L'EUROPARLAMENTARE, A POTENZA DON FELICE PROSEGUE LA SUA GUERRA FRATRICIDA CONTRO ANTONIO AUTILIO, LEGATO A DE MAGISTRIS E CUI FA RIFERIMENTO ANCHE L'ASSESSORE PROVINCIALE MACCHIA. E' LUI LA VITTIMA PREDESTINATA DEL SULTANO LUCANO. IL PD QUESTA VOLTA E' SOLO UN PRETESTO.
Il Pd lucano offre sicuramente molti spunti a chi vorrebbe moralizzare la vita pubblica, ma della buona fede di Belisario è lecito dubitare. Perchè da buon democristiano eccelle in tranelli e congiure e la prima preoccupazione non è la cosa pubblica ma quella privata del suo partito.

Mentre con quello che si vuol far credere uno scatto di reni improvviso (e che forse è in realtà solo una nuova succulenta esca per tentare di riacciuffare l’ormai disilluso popolo dei militanti) l’IdV a Napoli si gioca la carta De Magistris, a Potenza l’eminenza grigia del partito dipietrista, Felice Belisario, tenta tutte le carte per silurare Antonio Autilio che in Basilicata è proprio l’uomo più vicino all’ex pm napoletano. Poco importa, però, perché si dà il caso che Autilio sia anche l’unico rimasto nel partito lucano che potrebbe con la forza dei suoi voti insidiare il primato del Senatore. 

La faida, dunque, si rende necessaria e la strategia è scoperta, perché già più e più volte utilizzata con tutti gli altri personaggi di cui in precedenza Belisario si è servito per rimanere a galla nonostante la sua ben nota mancanza di consensi elettorali. E di certo queste lotte senza quartiere contro i suoi stessi uomini devono costare al senatore un notevole spreco di tempo e di energia, tale addirittura da impedirgli di svolgere il compito per cui è stato eletto (pardon, blindato da Di Pietro) e fargli accumulare un vergognoso 48% di assenze ingiustificate in senato.

Questa volta la miccia per far saltare in aria un fedelissimo di Autilio, l’assessore provinciale Massimo Macchia, Belisario se l’è andata a cercare addirittura nel partito alleato, il Pd, che già solitamente offre il fianco agli strali moraleggianti del senatore. E se il Pd si presta da bersaglio, quale freccia far scoccare se non quella della questione morale? E così l’IdV lucano, tacito e consenziente in mille scandalose questioni in cui il centrosinistra lucano si sta arrovellando, l’IdV che per bocca del consigliere regionale Enrico Mazzeo, Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Potenza, interviene con un insolito garantismo a rampognare la stampa per aver troppo evidenziato certi particolari e certi nomi di un’inchiesta sulla sanità lucana, quell’IdV che poco si è curato delle doppie indennità indebitamente percepite da ex consiglieri regionali poi diventati senatori, quello stesso medesimo IdV si arrampica adesso sugli specchi di una determina dirigenziale per rendere necessario un rimpasto in Provincia e coltivare la speranza di mandare a casa Macchia. 

A farne le spese per il momento è un giovane, ormai ex assessore del Pd, Vito Di Lascio, che qualche mese fa si trovò sotto gli strali dell’opposizione, e forse più ancora dei cittadini, per un concorso da funzionario vinto proprio nella Regione Basilicata. In realtà Di Lascio sarebbe stato nell’immediatezza in buona, anzi ottima compagnia, perché più o meno in contemporanea altre appetibili sistemazioni l’avrebbero trovate, sempre con tanto di concorso vinto, un ex portavoce di un ex presidente del consiglio regionale, una moglie e una cognata di due deputati del Pd, un fratello del Presidente della Provincia. Di fronte a tutto questo, però, nessun fiato aveva levato l’IdV per sottolineare, se non l’incompatibilità di certe partecipazioni eccellenti ad altrettanto eccellenti concorsi, almeno la strana coincidenza che non poteva non generare il dubbio di una parentopoli/amicopoli locale.

Oggi, invece, a distanza di quasi cinque mesi, Sergio Manieri, segretario provinciale dell’Italia dei Valori di Potenza e uomo di Belisario, si vede costretto ad attaccare Di Lascio per poter preparare la strada al rimpasto e al conseguente allontanamento di Macchia. “E’ sconcertante – scrive Manieri -  la vicenda della determina dirigenziale della Provincia di Potenza a firma di Pafundi, Dirigente Generale della Provincia e stretto collaboratore del Presidente Lacorazza, nella quale si affida la fornitura dei carburanti dei mezzi della Provincia ad un distributore appartenente alla famiglia dell’attuale Assessore provinciale al Bilancio, Di Lascio. Peraltro, già nell’occhio del ciclone qualche mese prima per un concorso da lui vinto alla Regione Basilicata in circostanze discutibili”. Poi incalza facendo ricorso al solito repertorio dipietrista (“conservare un comportamento eticamente corretto… opportunità politico-amministrativa…mai sovrapposizioni tra funzioni di controllo e ruolo di controllati ecc…”), probabilmente pago di aver assolto il compito affidatogli con una puntualità sicuramente meritevole di future ricompense. 

Può darsi che Manieri sarà costretto ad accorgersi di quanto “discutibili” possano essere le circostanze che hanno visto Giovanni Lacorazza, fratello dell’attuale Presidente della Provincia, vincitore di ben due concorsi, solo quando Belisario avvertirà la necessità di attaccare con forza il Pd per alzare il prezzo della sua ormai non più tanto appetibile alleanza. Ma tant’è. Se ne faccia una ragione Autilio (latitante nei tempi in cui un minimo di militanti attivi dell’IdV lucano cercavano disperatamente il modo di bloccare lo stato di putrefazione del partito); se ne faccia una ragione Macchia ( anche lui colpevole della sua attuale solitudine); se ne faccia una ragione il Pd, perché tra tutti i peggiori alleati, alleato peggiore non poteva trovare. E se ne faccia una ragione anche De Magistris: a’ Luigi! La monnezza, non sta solo a Napoli!

Anna R.G. Rivelli

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Commenti
pasquale caroppo 2011-03-11 09:31:08

Cara Anna,e non finirà qui.Fra quanto tempo toccherà al Mazzeo,al Benedetto ed allo stesso Segretario del Partito non appena non saranno in sintonia con il pensiero del Caimano locale.Ma una cosa appare certa a noi non sprovveduti:sarà difficilissimo,oserei dire quasi impossibile,che alle prossime votazioni politiche il Partito dell'IDV riuscirà ad eleggere,alla Camera o al Senato,qualunque candidato.Lavoreremo per questo obiettivo con rinnovato entusiasmo e faremo ritornare questo Partito alla soglia del 2006.Un abbraccio.

 

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