- Professor Tranfaglia perché si è dimesso dall’Idv?
Io mi sono avvicinato nel 2008 dopo la grave sconfitta del centrosinistra e da quella data ho passato a girare l’Italia invitato da tutte le strutture territoriali non soltanto dell’Idv ma di tutto il centrosinistra, persino da Rifondazione, anche se è noto che appartengo alla tradizione del partito d’azione. Ho parlato per tre anni a favore del centrosinistra e contro il berlusconismo. Da questo punto di vista mi consideravo dell’Idv visto che il partito conduceva un’opposizione netta a Berlusconi e in tutte le occasioni ho difeso il partito. Anche per questo ho fondato la scuola nazionale di formazione dell’Idv che c’è stata a Chianciano nell’ottobre del 2010. In quell’occasione l’onorevole Di Pietro è venuto e disse che la scuola era stata una grande idea da parte mia e che lui nel 2011 avrebbe voluto passare da 200 a 400 studenti. Dopo un anno mi ha nominato responsabile dell’istruzione e della cultura del partito e ho cominciato a fare il mio lavoro culturale in giro per l’Italia convinto che fosse il mio compito. Dopo questo lavoro di tre anni mi sono trovato un mese e mezzo fa di fronte alla tesoriera nazionale Silvana Mura che è venuta al mio studio al partito a dirmi che per difficoltà economiche il partito non poteva più versarmi l’esigua cifra di 1500 euro al mese che servivano a pagare le spese di trasferte e anche il lavoro di mia moglie, mia collaboratrice culturale. Pochi giorni dopo è venuto Di Pietro nel mio studio e mi ha detto che a lui della cultura e dell’istruzione non gliene importa nulla e che si sente come Bossi, perché Bossi in parlamento è l’unico che come lui ha fondato un partito.
Per la verità ci sarebbe anche Berlusconi che di partiti ne ha fondati due…
E’ vero, ma in quel momento non ho replicato, gli ho detto solo che se le cose stavano così non me la sentivo di rimanere nel partito. Adesso Di Pietro, non sapendo che cosa dire contro di me, ha avuto il coraggio di dire al sito del Corriere della Sera e a Radio 24 che lo ricattavo. Io mi sono riguardato tutti i messaggi che gli ho mandato e vi assicuro che non c’è alcun ricatto, di ricatto ne parla solo lui in un’occasione e io gli ho risposto subito che non stavo ricattando nessuno.
- Di che ricatto parla Di Pietro?
Lui parla di ricatto solo perché gli ho chiesto spiegazioni con dei messaggi. Ma i miei messaggi, che ho conservato, sono a disposizione sua e dei giudici per dimostrare che non ho mai parlato di ricatti.
- Lei ha intenzione di querelare Di Pietro?
Adesso vedrò che cosa ha intenzione di fare lui, ma ho tutti gli elementi per querelare io lui. Se vedo che lui sta per querelarmi lo precedo.
- Lei ha mai parlato con Di Pietro di una sua eventuale candidatura in parlamento?
No, assolutamente no, non ne abbiamo mai parlato. Il cambiamento nei miei confronti risale a un mese e mezzo fa. Lui probabilmente sente odore di elezioni e per questo si è voluto liberare di me.
- Silvana Mura per giustificare il taglio del suo rimborso spese ha parlato di difficoltà finanziarie del partito. Lei crede a questa giustificazione?
E’ una spiegazione che fa ridere. L’Idv dovrà incamerare quasi 100 milioni di euro di rimborsi elettorali e per credere alle parole della Mura bisognerebbe essere persino più ingenui di me che ho fatto sempre lo storico e ho le mie ingenuità. Però questo è davvero troppo anche per me.
- Nella sua lettera di annuncio delle dimissioni, a proposito di soldi e di rapporto con Di Pietro, ha citato Elio Veltri e Giulietto Chiesa.
Certo, Veltri e Chiesa hanno conosciuto Di Pietro prima di me e hanno perso tutti i rimborsi elettorali delle europee 2004 incamerati poi da Di Pietro.
- Che conclusioni politiche trae da questa vicenda?
L’Idv è un partito personale guidato con mano di ferro da Di Pietro, con una specie di numero due che è Silvana Mura, che non è neanche in grado di fare un’interpellanza in parlamento, e secondo me questo partito, gestito in questo modo dall’ex pm, andrà a sbattere appena cadrà Berlusconi. I metodi infatti nel gestire il partito sono gli stessi tra i due soggetti per cui non potrà sopravvivere al berlusconismo.
- Lei disse tempo fa che Di Pietro non era più populista come Bossi e Berlusconi. E’ sempre della stessa idea?
Di Pietro è un leader populista come Bossi e Berlusconi, non c’è dubbio, difficile trovarne uno più simile a questi due suoi amici.
- Dell’antiberlusconismo di Di Pietro che cosa pensa?
Il suo antiberlusconismo è l’altra faccia della medaglia del berlusconismo. E’ un alter ego di Berlusconi.
- Come spiega la credibilità che Di Pietro conserva ancora a sinistra, pensiamo a trasmissioni di punta come “Annozero” o a giornali come “Il Fatto quotidiano”?
Secondo me gli opposti in certi casi si attraggono e si equivalgono. Questo ce lo dimostra la storia perché spesso questi opposti si attraggono, litigano ferocemente e finiscono per trovarsi nella stessa situazione.
- Di Pietro non è di sinistra ma in fondo si può dire non sia nemmeno di cultura liberale.
L’Idv a livello europeo è legato ai liberaldemocratici e bisognerebbe chiedere a loro perché l’hanno accettato visto che di somiglianze proprio non ce ne sono dal momento in cui l’Idv è un partito retto da un demagogo che parla solo per cercare di strappare il massimo di voti. Questo infatti secondo me resta il suo problema fondamentale. Io ho la netta sensazione che mi ha fatto fuori perché non mi ritiene un portatore di voti e per sostituirmi con qualche parente o ragazzino.
- Un partito personale come l’Idv, protagonista della seconda repubblica, ha un futuro?
Io non credo alla prima, alla seconda o alla terza repubblica, visto che abbiamo sempre la stessa costituzione, però credo che quando il berlusconismo come fenomeno, un fenomeno non certo piccolo, andrà a finire, l’Idv non avrà più spazio perché non ha niente da dire se escludiamo le demagogie e le chiacchiere di Di Pietro. L’Idv non ha nessuna chance di sopravvivere alla fase iperpopulista in atto.
- Nel progetto strategico che lei stava elaborando e che Di Pietro ha cestinato che cosa c’era?
C’era soprattutto una concezione della politica non come professionismo ma come servizio, non come un mestiere ma come una missione per la collettività. Inoltre posso aggiungere che sul Manifesto ho pubblicato un articolo nel quale ho ricordato che i parlamentari che si lamentavano tanto di Berlusconi avrebbero potuto dimettersi in massa e costringere Napolitano a sciogliere le camere. Ecco questo credo che lo abbia irritato molto.
- E’ la stessa proposta fatta da Flores D’Arcais, Camilleri, Hack e altri.
Certo, persone libere. A Di Pietro non vanno bene le persone libere, le teme. Uno che gestisce con questo piglio demagogico e personalistico il partito di fronte a persone che vogliono vederci chiaro nella politica che fanno, lui è in difficoltà.
- La rottura con Di Pietro l’ha spinta anche a rileggere la vicenda “mani pulite”?
Di Pietro è diventato popolare di colpo grazie a quell’operazione giudiziaria, e questo a differenza di Bossi che ha costruito la sua popolarità lentamente. Quello che le posso dire è che su “mani pulite” sto preparando un lavoro che però non so dirle quando finirò perché ho molto lavoro da fare, grazie a dio.
CONTANO I FATTI E NON LE CHIACCHIERE, tantomeno le calunnie degli ultimi aficionados inossidabili che restano qualsiasi cosa succeda appunto perché sperano in trattamenti di favore e candidature (ché la gran parte dei militanti sono all'oscruto di quello che fanno dirigenti e meriterebbero molto di meglio). E i fatti sono INCONTESTABILI: basta andare sui siti di Camera e Senato per constatare che l'IDV ha nei due rami del Parlamento due disegni di legge sulla rappresentanza sindacale ASSOLUTAMENTE CONTRAPPOSTI NEL MERITO (uno scritto dall'Unicobas sulla democrazia sindacale e l'altro - al Senato - che nega persino il diritto d'assemblea sindacale al sindacalismo di base, nonché il voto e la candidatura ai precari). Idem dicasi per il ddl sulla scuola scritto dall'Unicobas e depositato dall'IDV presso le Commissioni Cultura di Camera e Senato e le dichiarazioni pubbliche di Zipponi che vanno nel senso opposto (nonché il ddl del PD sullo stato giuridico e gli organi collegiali della scuola firmato anche da Zazzera ed Orlando, nel quale al posto del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione eletto da docenti e non docenti si preconizza un organismo quasi interamente nominato dal Ministro).
Del resto anche le calunnie bisogna saperle confezionare: d'Errico non ha promosso se stesso alla guida dell'area dipartimentale scuola creata dall'IDV - sic! - proprio su suo suggerimento, bensì due precarie dell'Unicobas (che poi si sono accomodate nel partito senza proferir verbo mentre il partito tradiva tutti gli impegni col loro stesso sindacato: forse sono altri gli esempi da fare. Parliamo di quelli che restano negli organismo dirigenti di un partito che - come ci dice il Prof. Tranfaglia - "liquida" un membro della Direzione Nazionale con una mail dell'amministratrice che - sarà bene ripeterlo - recita più o meno: "con la presente consideri esaurito il suo impegno nell'IDV". Ma avete organi statutari? Sapete cos'è la dialettica politica? Conoscete la differenza fra un partito e un'azienda?).
COSE DEL GENERE NON SONO RINTRACCIABILI IN NESSUN PARTITO ITALIANO, né nella storia del "palazzo", neppure se si risale ai tempi di Crispi!
Il discorso è sempre lo stesso. Faremo un esempio in linea con la demagogia dipietrista: Chi non ha argomenti risponde a coppe quando briscola sta a bastoni. Per rimanere in sintonia, aggiungeremo anche Caterina Caselli: la verità vi fa male lo so... E nel frattempo che fate per la scuola?
NO INVALSI!
SCIOPERO GENERALE SCUOLA
12 Maggio 2011 sciopero dell'ultima ora
...
13 Maggio 2011 sciopero dell'intera giornata con manifestazione nazionale a Roma.
UNICOBAS SCUOLA
No al minimalismo culturale, alla schedatura degli studenti, al nozionismo, alla deprofessionalizzazione dei docenti