Lettera Pubblica al Presidente dell'Italia dei Valori On. Di Pietro









Leggendo questa mattina i giornali sembra che la mia iniziativa sia una iniziativa personale.

Al fine di fugare ogni dubbio allego la nota di accompagnamento alle redazioni ed il testo integrale della lettera.

 

Gentile redazione

contrariamente a quanto può sembrare, la lettera è un atto di rispetto nei confronti di Di Pietro. Se, il coinvolgimento di De Magistris e di Sonia Alfano alle Europee non è stata una semplice mossa mediatica ma il segnale di un avvio di cambiamento, ora, appoggiando la nostra azione, il Presidente ha la concreta possibilità di rinnovare la classe dirigente. Infatti, questa lettera aperta, pur indicando anche un problema locale, è rappresentativa di un malessere nazionale di Idv, dato che casi simili sono ormai all’ordine del giorno nel partito. E’ per questa motivazione che chiediamo ne sia data visibilità negli organi di stampa nazionali: speriamo ancora, infatti, che il presidente Di Pietro sia all’oscuro di tante storie contrarie ai principi fondanti del partito.

 

Le minacce di espulsione e le ritorsioni sono all'ordine del giorno, pertanto la lettera la firmo come Sergio Balliana (referente IDV Vittorio Veneto, vediamo se hanno coraggio di espellermi, prima delle elezioni) ma è stata approvata e sottoscritta da numerosi iscritti storici del partito, 45 dei quali hanno anche sottoscritto la richiesta, indirizzata al Collegio di Garanzia, di provvedimenti, nei confronti del coordinatore provinciale Maschera, per grave condotta deontologica in contrasto con i principi fondanti del partito.

 

Sergio Balliana

Vittorio Veneto

 

 

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Gent.mo Presidente,

 

siamo un gruppo di militanti che rappresenta più della metà degli iscritti della provincia di Treviso. Siamo molto dispiaciuti nel dover rendere pubblica questa nostra denuncia, ma questa è la lettera “ riservata personale” che Le abbiamo consegnato a Treviso e che Lei, con nostro disappunto e stupore , non solo non ha aperto, ma con un gesto incomprensibile ha girato immediatamente al segretario regionale Marotta.

 

Molti di noi hanno partecipato al congresso fondativo del partito svoltosi a Roma nel febbraio del 2010.

 

Le parole d’ordine da Lei usate in quella occasione ci avevano convinto che essersi iscritti al nostro partito fosse, finalmente, la scelta giusta per poter incidere nella politica e gettare le basi per un rapido cambiamento. Ad un anno distanza dobbiamo, invece, constatare che nulla di quello da Lei promesso si è avverato. Nella nostra provincia e regione un manipolo di carrieristi ha monopolizzato il partito locale e gestisce il potere con protervia ed arroganza. Questa gestione dissennata non solo demotiva e allontana le persone, ma non permette di proporre nessun progetto politico innovativo.

 

Nella nostra provincia, la sua immagine e quella che il partito di IDV si è costruito a livello nazionale hanno attirato persone per bene, culturalmente vivaci e gratuitamente impegnate che speravano in un partito diverso. Persone corrette che si rifiutano di tacere su quello che sta accadendo all’interno del partito solo per il fatto di farne parte; persone che non vogliono associare il loro nome e il loro impegno civile a gente tutt’altro che disinteressata che, pur di arrivare alla “poltrona” calpesta tutto e tutti.

 

Contrariamente a quanto ribadito dall’art. 11 della risoluzione di Tivoli (Ribadisce l’impegno a valorizzare le varie sensibilità politiche esistenti nel partito che vanno intese come valore aggiunto in un percorso di collaborazione che garantisca l’equa rappresentanza nei percorsi decisionali della vita politica del partito a coloro che si confrontano legittimamente nei rispettivi percorsi congressuali;) in Veneto l’aver presentato, democraticamente, un’altra candidatura oltre a quella di Marotta, ha scatenato l’azione di quest’ultimo e del suo braccio destro, il coordinatore provinciale (ex leghista) Gianluca Maschera, che da quel momento hanno cominciato una azione tendente ad estromettere coloro che auspicavano una rappresentanza più ampia e libera. Il segretario provinciale Maschera, in riunioni ristrette riservate, ha chiesto “su un vassoio” le teste (parole documentate) di alcuni militanti non perfettamente allineati; inoltre, ci risulta che il Segretario regionale Marotta, in occasione delle Assemblee provinciali, abbia impedito la verbalizzazione delle stesse in spregio allo statuto IDV.

 

L’allineamento pedissequo del Coordinatore provinciale è stato premiato con la sua candidatura, non condivisa dai più, nei collegi ritenuti sicuri; il segretario Marotta da parte sua, a copertura del proprio pre-scelto, si esprimeva con il solito linguaggio autoritario: ”Giù le mani da Maschera: è stato democraticamente eletto e democraticamente gestisce il partito. Chi lo accusa verrà espulso” ( Tribuna TV 25 Marzo 2011).

 

E’ stato detto che la lista provinciale IDV accoglie al suo interno numerosi giovani e viene presentata come una grande novità: la verità è che alcuni di questi giovani sono iscritti da pochissimo tempo e non sono conosciuti dalla base ed altri hanno già dato ampia dimostrazione di spregiudicatezza .

 

A conclusione, se ce ne fosse bisogno, citiamo testualmente alcuni articoli della risoluzione di Tivoli:

 

l’articolo 16: Impegna la propria classe dirigente - al fine di evitare che nel futuro ciò possa accadere - a migliorare i metodi di selezione delle candidature, coinvolgendo al massimo le strutture territoriali e gli organismi di valutazione statutariamente previsti circa l’affidabilità di chi chiede di candidarsi con IDV.

 

l’articolo 18 : Incarica l’Ufficio di Presidenza ad individuare metodi che consentano la più ampia condivisione nella scelta dei candidati e della classe dirigente.

 

L’ultimo comma dell’art. 25: alimentare il confronto reciproco e continuativo, nel rispetto dei ruoli e delle funzioni, tra gli iscritti, gli eletti, gli amministratori, i dirigenti del partito e i rispettivi gruppi consiliari che non possono considerarsi corpo estraneo ed autonomo dagli altri organi decisionali del partito.

 

Per brevità, non ci dilunghiamo ad elencare altri fatti. Ampia documentazione, caro Presidente, la trova presso gli uffici di garanzia preposti. La dirigenza nazionale l’ha ignorata. Lei, non ne è a conoscenza perché abbiamo scoperto che esistono dei filtri per tenerla all’oscuro delle negatività. Ora, siamo sicuri, non ignorerà la nostra denuncia ed interverrà. Siamo certi che contrariamente a quanto succede a Milano con il caso Lassini Lei sorprenderà ancora tutti e cancellerà la lista IDV dalle provinciali di Treviso. Potrà sembrare un’azione dannosa per il partito, ed invece sarà la prima pietra di un vero e serio cambiamento.

 

Indicherà un principio fino ad ora ignorato: il rispetto verso gli iscritti, i simpatizzanti e non da ultimi gli elettori.