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La Redazione 26 Maggio 2011
L'ULTIMA UDIENZA. IN AUTUNNO LA SENTENZA DELLA CAUSA DI WANDA MONTANELLI CONTRO DI PIETRO.
PRESTO SAPREMO SE IL LEADER DELL'IDV HA DANNEGGIATO MORALMENTE LA EX RESPONSABILE DONNE DEL SUO PARTITO NEGANDOLE I FONDI CHE PER LEGGE AVREBBE DOVUTO EROGARE ALLE ATTIVITA' FEMMINILI. FONDI CHE NEI BILANCI DEL PARTITO SONO STATI INDICATI COME EROGATI.
I legali della Montanelli si sono accorti che il difensore di Di Pietro, Sergio Scicchitano, nel respingere le richieste della ex responsabile donne, ha sostenuto nella sua memoria esattamente il contrario di quello che l'ex pm ha sostenuto a Roma, ovvero che il partito e l'associazione familiare a tre, quella che gestisce i finanziamenti pubblici, sono due cose diverse. E che per questo motivo, la Montanelli non avendo fatto parte dell'associazione a tre non ha alcun diritto a reclamare quei soldi. C'è qualcuno che ha ancora intenzione di credere ad Antonio Di Pietro?

Giunge a conclusione il procedimento contro Antonio Di Pietro avviato tre anni fa presso il Tribunale di Milano dalla ex coordinatrice nazionale donne Idv Wanda Montanelli per discriminazione femminile. La giudice Orietta Miccichè ha stamani trattenuto la causa in decisione sulle questioni preliminari concedendo alle parti un breve termine per la comparsa conclusionale.


“E’ ragionevole ritenere che in un breve volgere di tempo, verosimilmente entro l’autunno, il procedimento arriverà a sentenza – ha affermato l’avv. Maddalena Claudia del Re che coordina il team legale che difende Montanelli, spiegando anche di aver chiesto, nell’udienza odierna “il rigetto di tutte le istanze, domande ed eccezioni di controparte Idv. 


Ciò che abbiamo da stabilire – ha aggiunto la coordinatrice del team legale, di cui fanno parte anche il prof. Michele del Re e l’avv. Gianmarco Cesari – è l'approfondimento di tutti gli elementi processuali non ancora emersi al momento dell’avvio della causa, come le dichiarazioni dei legali di controparte nella vertenza promossa presso il Tribunale di Roma contro l’Italia dei Valori da Elio Veltri, palesemente confliggenti con le eccezioni preliminari avanzate nella comparsa di costituzione e risposta del procedimento milanese. 


Mentre nella causa di Roma si è infatti dichiarato che l’associazione a tre ed il partito Italia dei Valori sono la stessa cosa, a Milano si è tentato di dimostrare che si tratta di soggetti distinti e separati”.


“Sebbene i recenti accadimenti politici abbiano certificato che la condotta di Antonio Di Pietro tesa a privilegiare le cooptazioni in fase di definizione delle candidature sia stata largamente improduttiva – ha dichiarato Wanda Montanelli – non mi pare di aver ancora ravvisato in lui alcun segnale di ravvedimento verso questo criterio anti meritocratico che in primo luogo ha penalizzato le donne del partito. 


La discriminazione femminile ostinatamente perpetrata e le scelte errate di nomine-candidature blindate hanno premiato, salvo pochi soggetti di qualità,  personaggi di squallore esistenziale e politico che alla prima occasione hanno fatto fagotto per andarsene, approfittando di campagne acquisti della controparte politica. Il nostro obiettivo – ha concluso Montanelli – è solo quello di ottenere il rispetto di quanto previsto dagli art. 2, 3 e 51 della Costituzione. La nostra è una causa pilota che dovrà stabilire per sentenza ciò che il partito Idv non ha messo in atto come dovere sociale e politico”.

 

 

 






La Redazione

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