Il Tribuno
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News by Dire
27 Giugno 2011
ANTONIO DI PIETRO E LA TAV TORINO-LIONE. BREVE STORIA DELL'ENNESIMA PIROETTA DELL'EX EROE DI MANI PULITE.
QUANDO ERA MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE DEL GOVERNO PRODI, IL LEADER DELL'IVD ERA UN PASDARAN DEL TRENO AD ALTA VELOCITA'. POI PASSATO ALL'OPPOSIZIONE E' DIVENTATO UN SOSTENITORE DELLE RAGIONI DELLA POPOLAZIONE. IL SOLITO TRISTE SPETTACOLO DI UN PERSONAGGIO PERENNEMENTE IN CERCA DI AUTORE.
Che cosa pensa Di Pietro dell'opera che magnificava quando era Ministro alla luce della svolta moderata dell'Idv? Non si sa bene. Quello che è certo è che molti militanti se lo chiedono e vorrebbero saperlo, a cominciare dall'europarlamentare Gianni Vattimo che è spesso andato a manifestare insieme al popolo No Tav. Da ricordare quando il 23 ottobre scorso Massimo Donadi alla camera impedì a Barbato e Zazzera di intervenire contro l'infrastruttura mentre il gruppo Idv votò a favore della mozione del Pd che chiedeva di realizzare il tracciato in Val di Susa, con il parere favorevole del governo.

Che cosa pensa Antonio Di Pietro della Tav, “Torino Lione” e della protesta della popolazione? Non si sa. Mentre aspettiamo di conoscere la sua posizione illuminata dal nuovo corso responsabile e moderato, andiamo a vedere che cosa pensava in passato. Buona lettura.

 INFRASTRUTTURE: DI PIETRO,MEGLIO LA TAV DEL PONTE DI MESSINA    (ANSA) - ROMA, 21 giu - Piu' che il ponte di Messina, ''mi sembra urgente dar seguito a quello che e' un impegno europeo'', la Tav Torino-Lione nell' ambito del corridoio 5. Il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, torna cosi' a sottolineare di ritenere la legge obiettivo giusta come principio, ma ''diventata un corpo abnorme'', per le opere da realizzare rispetto alle risorse disponibili. Serve ''una rivisitazione del piano delle infrastrutture individuando priorita'''. Quanto al ponte sullo Stretto, per esempio, il ministro ritiene ''che non ha senso realizzarlo se prima, per esempio, non si fa la ferrovia Battipaglia-Reggio Calabria''. Sul fronte delle risorse, ''non siamo senza una lira, ma con poche lire: siccome ci sono molti meno soldi bisogna individuare le priorita'''. (ANSA).      21-GIU-06 13:22  

 TAV:DI PIETRO; SI FARA', PREOCCUPA DISSENSO FINE A SE STESSO AVREMO CONSENSO DELLA GENTE ANCHE SE CI VORRA' PIU' TEMPO    (ANSA) - TORINO, 31 LUG - La Torino-Lione ''si fara', con il consenso della gente, e, anche se ci vorra' piu' tempo, sono convinto che alla fine si trovera' un punto d'incontro''. E' l'opinione espressa dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che, tuttavia, non ha nascosto la ''preoccupazione per la presenza di un'area di dissenso fine a se stesso''.    Di Pietro oggi a Torino ha incontrato amministratori locali e rappresentanti delle societa' concessionarie autostradali e delle Ferrovie, per fare il punto sulle priorita' della rete infrastrutturale del Piemonte. ''Domani - ha ricordato Di Pietro, al termine della riunione nel palazzo della Giunta regionale - partira' il nuovo iter del progetto della linea Torino-Lione con l'avvio della Conferenza dei servizi. L'opera verra' realizzata tenendo conto dei diritti dei cittadini. Mi auguro che in Valle di Susa torni la serenita', ma preoccupa chi dice di no solo per una sua ragione di vita esistenziale''. (ANSA  31-LUG-06 18:58TAV: AGNOLETTO, DI PIETRO E' ULTRAS DELL'ALTA VELOCITA' BARROT NON SPINGA GOVERNO ITALIANO A DIRE SI' (ANSA) - BRUXELLES, 17 OTT - Sulla Tav ''nulla e' ancora deciso''. E' quanto afferma, in una dichiarazione, l'europarlamentare del Prc Vittorio Agnoletto che critica sia le affermazioni del ministro Antonio Di Pietro definito ''un ultras dell'alta velocita''' che quelle del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot accusato di ''spingere il governo italiano ad un pronunciamento definitivo a favore dell'alta velocita' in Val Susa''.    Il pronunciamento sulla Tav ''fino ad ora non c'e' stato'', osserva Agnoletto secondo il quale ''le dichiarazioni dei singoli ministri non sostituiscono la formalizzazione in sede europea delle scelte del governo: fino ad ora nessuna comunicazione ufficiale e' giunta a Bruxelles''.    ''Il commissario Barrot, forse incoraggiato dell'ambiente fortemente favorevole alla Tav nel quale si trovava, ha rilasciato dichiarazioni che non corrispondono, al meno fino ad ora alla realta' dei fatti'', sottolinea l'europarlamentare per il quale ''tutte le opzioni sono ancora possibili, compresa la scelta di potenziare la vecchia linea ferroviaria''.    ''Resta una domanda inquietante da rivolgere al ministro Di Pietro che pare essersi trasformato, nelle ultime ore, in un ultras dell'alta Velocita': anche qualora l'Ue dovesse decidere di finanziare il 20% del tratto transfrontaliero, dove pensa il governo italiano - si chiede Agnoletto - di trovare gli altri 6-7 miliardi di euro necessari per realizzare tutto il tratto Torino-Lione? In una situazione economica difficile e con una finanziaria di 35 miliardi, qualcuno puo' pensare, in un governo di centro-sinistra, di tagliare spese sociali per realizzare un'opera non necessaria che rischia di creare gravi danni alla salute e all'ambiente?''.(ANSA).      PUC 17-OTT-06 19:03

 GOVERNO: DI PIETRO; SU TAV BASTA OSTACOLI, SI DECIDA    (ANSA) - CASERTA, 12 GEN - Sulla Tav ''si voti in seno al governo e si prenda una decisione definitiva'', perche' ''quello che non e ' ammissibile e' che si continui a rimandare, a porre ostacoli, a creare lacci e laccioli per arrivare al risultato finale''. A chiederlo e' il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che, pur incalzando sul tema della Tav, commenta con ''soddisfazione'' la centralita' data al tema della realizzazione delle infrastrutture dal presidente del Consiglio''. Per Di Pietro ''il grande banco di prova che ci attende quest' anno sara' la linea ferroviaria ad alta velocita' tra Torino e Lione. E' un punto su cui il governo deve prendere una decisione, in un senso o nell' altro. Si decida di realizzare e non realizzare quella tratta, ma si decida. Anche perche' e' un tema su cui l' Europa ci guarda e ci giudica''. Per il ministro ''quello che non e' ammissibile e' che si continui a rimandare, a porre ostacoli, a creare lacci e laccioli per arrivare al risultato finale di non realizzare l' opera. Se quello e' l' obiettivo lo si dica chiaramente, si voti in seno al Governo e si prenda una decisione definitiva''. Di Pietro giudica invece positivamente l' attenzione riservata da Prodi alle infrastrutture. ''Dopo le decisioni della finanziaria il problema del finanziamento delle opere passa in secondo piano - afferma Di Pietro -. Solo per l' anno appena iniziatosi saremo in grado di mobilitare circa 20 miliardi di investimenti pubblici, il 40% rispetto a quanto fatto nel 2006. La questione centrale diventa allora decidere, nella collegialita' del Governo, quali siano le opere prioritarie da realizzare e partire alla realizzazione delle stesse, senza ulteriori perdite di tempo''. Di Pietro spiega cosi' che ''da questo punto di vista mi sento di accogliere positivamente l'appello di Prodi a scelte coraggiose che comprendano anche il definanziamento delle opere che non rispettano i requisiti. E' un metodo di lavoro che abbiamo gia' applicato, per esempio, al ponte sullo Stretto. Le risorse che abbiamo a disposizione non sono illimitate e per questo motivo devono essere concentrate sulle opere prioritarie e prioritariamente realizzabili''. (ANSA) 12-GEN-07 11:00 

 TAV: BIANCHI,QUASI SI' DA SINDACI MA SCONTENTA DI PIETRO/ANSA    (ANSA) - TORINO, 23 GEN - La due giorni torinese del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sulla Torino-Lione si e' conclusa con un successo sul fronte degli agguerriti sindaci della Valle di Susa, che si sono detti disposti a dialogare con il governo, ma anche con l' apertura di un nuovo fronte interno nello scontro a distanza con il collega titolare delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. I primi, soddisfatti per ''la chiarezza'' delle parole pronunciate ieri e oggi da Bianchi (che intende chiedere la sospensione della Conferenza dei Servizi fino alla fine dei lavori dell' Osservatorio, ndr), hanno detto di essere pronti a dialogare. Unica condizione, che sia il presidente del consiglio Romano Prodi ad avallare la presa di posizione del ministro dei Trasporti. ''Parlero' con Prodi appena possibile - ha assicurato Bianchi - e gli chiedero' di convocare al piu' presto il Tavolo di Palazzo Chigi sulla Torino-Lione. Sara' in quell' occasione - ha spiegato - che il presidente Prodi fornira' le indicazioni del governo sui tempi e i modi dell' opera''.    Di Pietro pero' non e' d' accordo a relegare in secondo piano la Conferenza dei Servizi e richiama il collega al ''rispetto del cronoprogramma europeo'', che richiede ''una decisione definitiva sul tracciato entro il settembre 2007''. Bianchi, da Torino, gli ha risposto che per ottenere i risultati auspicati ''sarebbe opportuno modulare i calendari di lavoro della Conferenza dei Servizi e dell' Osservatorio in modo che la prima possa utilizzare al massimo i risultati degli approfondimenti svolti dal secondo''. Cioe', come chiedono i valsusini: prima lavori l'Osservatorio, poi decida la Conferenza. Sul fronte tecnico, dopo gli incontri torinesi si profila una soluzione che manterrebbe il tunnel contestato dai valsusini, ma senza farlo sboccare a Venaus, e che includerebbe l'interconnessione della nuova linea con l' agglomerato urbano di Torino sollecitata dalla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso e dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Il centrodestra ironizza sulla situazione parlando di ''parodia'' (Osvaldo Napoli, Fi), sostenendo che ''i treni Tav sfrecceranno in Germania tagliando fuori la Pianura Padana'' (Crosetto, Fi), e chiedendo con forza di dire ''basta ai rinvii'' (Michele Vietti, Udc). Napoli, ex sindaco di Giaveno in Valle Sangone (la valle che e' si offerta di ospitare l' opera che i valsusini rifiutavano, ndr) si chiede come mai in questi giorni a Torino ''non sia sia vista una sola bandiera No Tav'' e neppure ''i soliti 150 contestatori di professione che a ogni incontro si sono sempre radunati a fare pressioni psicologiche con le loro invettive''. (ANSA). 23-GEN-07 21:13 

 TAV: DI PIETRO A BIANCHI, SI FA E CONFERENZA SERVIZI DECIDE    (ANSA) - ROMA, 23 GEN - ''La legge assegna alla Conferenza dei servizi il compito di realizzare la valutazione di impatto ambientale della Tav Torino-Lione. L'Osservatorio dell'alta velocita' non e' un organo previsto in una legge e quindi, per legge, non si puo' sostituire alle funzioni della conferenza dei servizi''. Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, precisando di non volere aprire nessuna polemica, risponde tuttavia al titolare dei Trasporti Alessandro Bianchi, che ha espresso perplessita' sul lavoro della Conferenza e ha detto che per la Tav non c'e' nessuna fretta.    ''L'Osservatorio - prosegue Di Pietro - ha una funzione importantissima, che va confermata e rivalutata positivamente: quella di essere un punto di ascolto e fare da promozione di tutte le diverse valutazioni che possono essere portate all'interno della Conferenza dei servizi. Il solo osservatorio, pero', senza la Conferenza non puo' prendere alcuna decisione perche' non avrebbe alcun valore giuridico e legale''.    Sui tempi di realizzazione dell'opera, il ministro delle Infrastrutture ricorda le scadenze: ''Siccome parliamo di un'opera in cofinanziamento europeo e in corresponsabilita' con altri stati, i tempi non possono essere dettati solo da esigenze locali o dalla politica nazionale. Il 'cronoprogramma' che ci ha dato l'Europa  e' ben stabilito: prevede il completamento prima dell'estate della valutazione di impatto ambientale da parte della Conferenza; e la decisione sulla linea del tracciato entro settembre 2007. La decisione se fare la Torino-Lione e' gia' stata presa dal governo precedente e questo governo la ha confermata''.''Il come e il dove passera' in quella tratta - aggiunge - e' cio' che dobbiamo decidere: tutte e quattro la soluzioni oggi sul tappeto sono al vaglio della Conferenza dei servizi, che entro maggio deve decidere. Sentendo le parti interessate''. Non manca una stoccata ai sindaci No-Tav: ''Quando sento che ci sono organi istituzionali, tipo i sindaci, che non si presentano e rendono la conferenza non in condizione di funzionare, deduco che lo scopo ultimo e' quello di fare ostruzionismo per impedire la realizzazione della Tav''. ''Invito dunque - conclude Di Pietro - tutte le parti a procedere''.(ANSA  23-GEN-07 15:20  

TAV: DI PIETRO, IL NO DEI VERDI E' UNA SCIOCCHEZZA. (ANSA) - ROMA, 18 FEB - ''Tanto per non dire sciocchezze, consiglierei al portavoce dei Verdi di leggersi il rapporto appena redatto dalla Commissione europea riguardo alla Tav Torino-Lione''. E' quanto dichiara il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, replicando alle affermazioni di Angelo Bonelli.''Il rapporto - prosegue Di Pietro - di cui un'ampia sintesi e' riportata da 'Il Sole 24ore' di oggi, evidenzia il grave problema che conseguirebbe, anche in termini ambientali, se non fosse fatta subito l'opera''.    ''Tutta l'area, infatti, sarebbe invasa - osserva il leader dell'Italia dei valori - da una marea di Tir i quali transiterebbero carichi e non di merci, in un 'colorito' carosello. E quindi chi dice che non vuole la Tav propone qualcosa che sarebbe ben piu' grave, in termini d'inquinamento''.''Come dimostra il rapporto - aggiunge Di Pietro - l'aumento delle merci che transiterebbero su quel territorio passerebbe dai 90 milioni di tonnellate ad oltre i 300 Milioni nel 2020. Altra questione, infine, sono i costi per la realizzazione della linea ad alta velocita'. Recenti analisi - si sottolinea nella nota di Di Pietro - hanno dimostrato che per la linea Milano-Torino il costo in Italia e' di 60 milioni di euro al Km rispetto ai 16 milioni che identici lavori costano in Francia. Ed e' per questo che siamo intervenuti revocando le concessioni ai privati gia' date per affidarle a bandi di gara in un ottica di buona gestione del pubblico denaro: questo - conclude - per dire qualche altra 'sciocchezza''.(ANSA). 18-FEB-07 21:25  

INFRASTRUTTURE: DI PIETRO, USCIRE DA PSEUDO AMBIENTALISMO    (ANSA) - RHO-PERO (MILANO), 20 MAR - ''Il problema e' uscire dallo pseudo ambientalismo. Tutti noi vogliamo vivere in un ambiente sano, ma nel nostro Paese si aggirano due fantasmi''. Lo ha affermato il ministro per le infrastrutture, Antonio Di Pietro, che oggi alla Fiera di Rho-Pero ha partecipato alla seconda giornata del convegno organizzato dalla Regione su Ambiente e Mobilita', al quale partecipano rappresentanti di 34 Paesi.    ''Ogni volta che si fa qualche cosa - ha detto Di Pietro - si tira fuori la parola ambiente, non per salvarlo ma per conseguire risultati politici''. A questo proposito ha citato la vicenda della Tav: ''prendiamo - ha detto - la Torino-Lione, una linea fondamentale perche' riduce il traffico dei camion. Prima qualcuno dice che bisogna portare il trasporto merci tutto sui treni, poi quando si fanno le linee ferroviarie dice di no''.    Il secondo 'fantasma', per Di Pietro, e' la burocrazia. ''Pensate che prima di iniziare un cantiere, dopo la mia firma, che sono il ministro, ne servono altre 42, figuratevi quante ce ne sono prima''. Il ministro delle Infrastrutture ha quindi sottolineato come sia pero' necessaria nella realizzazione di grandi opere, come per esempio la Tav, la concertazione e il dialogo. Anche qui, pero', ha precisato: ''una cosa e' chiedere garanzie per fare meno danni, altra cosa e' utilizzare il proprio diritto di mettere una firma per bloccare tutto''.    Quindi ha aggiunto: ''per tradurre in dipietrese, mi spieghero' meglio: una cosa sono le opere di compensazione, per una grande opera, come, per esempio, il ripristino del verde, altra cosa e' pretendere che si sistemi una piscina comunale, che si metta a posto il cortile del sindaco o lo scivolo dell'assessore per andare in garage''.    Di Pietro, nel suo intervento, ha ricordato che per il sistema delle infrastrutture e' necessario il completamento delle linee ferroviarie ''per il quale sono stati stanziati 7 miliardi di euro''. Inoltre ha precisato che l' impegno del governo e' anche quello di affrontare il deficit che l'Italia ha nel sistema portuale: ''l'Italia e' il porto d'Europa per l'India, dobbiamo consentire di poter dragare nei porti per essere competitivi e poter far attraccare piu' navi''. (ANSA).      BAB/LP  20-MAR-07 13:39 NNNN

 

TAV: TORINO-LIONE; DI PIETRO, VITTORIA DEL PARTITO DEL FARE (V. ANSA ' TAV: COMMISSIONE UE...'  DELLE 13:48 CIRCA)    (ANSA) - ROMA, 19 NOV - ''Obiettivo raggiunto, nonostante i tanti tirapiedi che hanno sempre remato contro e polemizzato a non finire, con il malcelato obiettivo di poter attaccare il Governo''. Cosi' il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha commentato la notizia del cofinanziamento alla Torino-Lione deciso dalla Commissione europea. ''Una cosa e' certa - dice Di Pietro -, quando si e' insediato il Governo del centrosinistra e io ho assunto l'incarico di Ministro delle Infrastrutture, ci siamo trovati di fronte a una situazione completamente bloccata: scontri tra forze dell'ordine e manifestanti e Unione europea scettica sulle nostre possibilita' di portare avanti l'opera''.    ''Oggi - ha aggiunto il ministro - abbiamo una progettazione in corso, una concertazione avanzata e un cofinanziamento approvato. Questi sono fatti e non parole, e rappresentano una importante vittoria del metodo del dialogo e del partito del fare''. (ANSA).      RUB 19-NOV-07 14:34  

TAV: DI PIETRO, SE SI TORNA INDIETRO VALSUSA COME IL LIBANO    (ANSA) - TORINO, 29 MAR - ''Pensare di tornare indietro rispetto al lavoro di concertazione fatto negli ultimi 18 mesi e' un'idea irresponsabile: trasformerebbe la Valle di Susa in un nuovo Libano, in preda alla ribellione''. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, commentando l'ipotesi di un cambiamento nel tracciato della tav Torino-Lione fatta da alcuni esponenti del Pdl, fra i quali l'ex viceministro Ugo Martinat.     ''E' un' ipotesi e' pericolosa e dannosa - ha affermato Di Pietro, oggi a Torino per un'iniziativa elettorale dell'Idv di cui e' leader - pensare ad una ferrovia che passi sulla testa della gente e' una logica da Ventennio. Oggi si procede con il dialogo e la concertazione, la strada seguita in questi ultimi 18 mesi con la creazione dell'Osservatorio tecnico. Siamo ancora aperti al dialogo perche' il progetto su cui si discutera' e' un'operazione complessiva che riguarda lo sviluppo di tutta la valle di Susa, e' un'opportunita' irripetibile''.    Proprio domani a Chiomonte si terra' la firma di acquisto collettivo (1.250 persone) di un terreno interessato dall'attuale progetto della tav, su iniziativa dei movimenti No Tav: ''Rispetto le scelte di ognuno - e' il commento di Di Pietro - ma invito gli abitanti della Valle di Sua a non farsi tirare la giacchetta ne' da una parte ne' dall'altra. C'e' chi gioca sulla loro pelle per fare prevalere la politica del no a tutti i costi''.  (ANSA).      BOT 29-MAR-08 15:19  



23-10-2010 Tav, il Pd in soccorso del governo

La Camera approva all’unanimità la mozione che impegna l’esecutivo ad andare avanti sulla Torino-Lione. Vota a favore anche l’Idv. Un Parlamento lontano e opposto alla volontà popolare.

Di Salvatore Cannavò

Con un voto praticamente unanime, 512 voti a favore e 1 solo contrario, la Camera ha approvato la mozione del Partito democratico, su cui il governo ha espresso parere favorevole, che spinge per fare la Tav in Piemonte. La mozione ha avuto come primo firmatario il deputato Esposito ma è stata firmata anche da Piero Fassino, Cesare Damiano, Salvatore Merlo, dai deputati rutelliani dell’Api, Vernetti e Calgaro, ma anche da Renato Cambursano dell’Italia dei Valori, partito che deve registrare qualche problema.
Oltre alla mozione Esposito sono state approvate con larghissima maggioranza anche le altre mozioni presentate rispettivamente da Ghiglia (Pdl), Delfino (Udc), Misiti (Mpa) e Allasia (Lega) anch’esse con il parere favorevole del governo. Un parlamento “bipartisan”, quindi, come si usa dire e unanimemente favorevole a costruire l’Alta velocità in Val di Susa nonostante la netta contrarietà di tutta la valle come ha dimostrato l’imponente manifestazione del 9 ottobre che ha visto sfilare circa 50 mila persone.
Essendo stata presentata dall’opposizione la mozione più rilevante è quella di Esposito che impegna il governo «a confermare la valenza strategica della realizzazione della Torino-Lione come asse decisivo per i collegamenti europei, attraverso l’adozione di tutte le iniziative e gli atti necessari anche sulla base del lavoro condotto dall’osservatorio». La mozione poi chiede di «garantire un adeguato piano finanziario con programmazione pluriennale che copra l’intero ammontare dell’opera», impegna l’esecutivo ad «accelerare la firma di un nuovo accordo tra Italia e Francia» e «a promuovere una campagna di informazione sulla realizzazione della Torino-Lione da realizzarsi in accordo con gli enti locali interessati e la regione Piemonte».
Insomma, un approccio molto realista e che contribuisce non poco ad aiutare il governo a proseguire con un’opera che invece, da diversi mesi, sembrav in difficoltà proprio per l’opposizione incontrata sul territorio e per i distinguo che sono arrivati fin dentro al Pdl. Solo qualche settimana fa, è stato il deputato europeo del centrodestra, il potente Vito Bonsignore, a sottolineare i suoi dubbi e l’antieconomicità del progetto. Una posizione che ha avuto, tra le reazioni più agguerrite, quella del presidente Pd della provincia di Torino, Saitta.
Per capire il ruolo decisivo del Pd, resto, basta leggere la dichiarazione dei deputati piemontesi Merlo, Esposito e Lovelli: «Ora la Torino-Lione può decollare. L’approvazione unanime – l’unica – della Camera della mozione che abbiamo presentato con l’Idv, i Moderati e l’Api, oltre a impegnare il governo sulla certezza delle risorse necessarie per la realizzazione dell’opera e a assumere tutte le iniziative per accelerare l’iter procedurale, ha raccolto le sollecitazioni provenienti dal mondo economico e produttivo piemontese». Difficile che raccolga i consensi dei cittadini interessati, che già alle ultime elezioni regionali hanno votato massicciamente per la lista 5 Stelle di Grillo.
A colpire di più, però, è la posizione dell’Idv, che ha partecipato alle manifestazioni della Val di susa e che non a caso è costretto a registrare uno scontro interno. «Ci eravamo iscritti a parlare – dicono i deputati Idv Barbato e Zazzera, accusando il capogruppo Donadi – ma alla fine non ci è stato consentito. Per questo durante la votazione ci siamo alzati mostrando la scheda magnetica in segno di dissenso e protesta».

  

(AGI) - Roma, 27 giu. - Ex ministro dei Lavori pubblici, ed ex funzionario di Polizia agli inizi della carriera, Antonio Di Pietro sa di cosa parla quando commenta i nuovi incidenti ai cantieri per la Torino-Lione e dice che "le infrastrutture e l'intermodalita' sono fondamentali per lo sviluppo, ma non si costruiscono con i manganelli". Quindi il popolo No Tav puo' contare sull'appoggio Idv, con il suo leader che afferma: "Noi siamo senza se e senza ma per il rispetto dei diritti dell'uomo e delle popolazioni".

 

 

11:57Di Pietro: "Meglio il mulo che le botte"43"Le infrastrutture e l'intermodalità sono fondamentali per l'Italia. Ma riteniamo altrettanto fondamentale e prioritario che le infrastrutture non si costruiscano con il manganello". Lo dice il leader Idv Antonio Di Pietro

        

 

 










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Commenti
felice 2012-03-04 16:31:25

Quando le voci si accavallano e, com'è normale che accade, ognuno porta quel che crede possa essere utile alla sua storia; chi legge senza prove certe e inconfutabili deve fidarsi o estraniarsi. Io mi fido di Monti, ma se ciò non bastasse credo superficiale pensare di poter cambiare degli accordi internazionali che implicano anche il lavoro già iniziato di altri paesi(Francia) e non essere ritenuti INAFFIDABILI nei futuri possibili accordi per altre opere.
Cosa fareste o direste se dopo aver fatto un faticoso accordo per costruire una casa in comune con altri a metà dell'opera (fatta da voi e a spese interamente vostre)l'altro dicesse che è tutto sbagliato e che non vuole più partecipare?
Altre parole sarebbero inutili-

massimo laccisaglia 2011-07-03 11:20:09

Sulla TAV mi trovo anch'io nel gruppo di quelli che hanno cambiato idea. E non per le ragioni addotte dagli ambientalisti, ma per ragioni economiche.
Il costo della TAV Torino-Lione supera già nel preventivo i 20 miliardi, metà della manovra triennale per cui Tremonti sta cercando consenso . Il contributo europeo è limitato a circa 6oo milioni. Il resto rimane a carico dei contribuenti italiani.
Ora conosco bene le problematiche delle ferrovie, in quanto ho lavorato come consulente in Arthur D. Little al progetto TAV domestico (Milano-Napoli; Torino-Venezia), un grande progetto che sta dando i suoi frutti.
Per l'alta velocità domestica sono stati fatti numerosi studi di mobilità, che documentavano l'altissimo potenziale di traffico. Ma le persone si muovono principalmente nell'ambito nazionale. Mi sembra assai difficile che il traffico passeggeri prevedibile sulla Torino-Lione possa giustificare un investimento così enorme. Il progetto merci già per le tratte domestiche era del tutto secondario: avrebbe beneficiato del quadruplicamento delle tracce, nulla di più. Le merci non hanno necessità di correre veloci, ma di smistamento rapido in fase di carico e scarico, cosa che In Italia oggi non avviene, ed è per questo il traffico su rotaia non si sviluppa. Il progetto fu approvato inizialmente quando la situazione economica era ben differente dall'attuale. E' molto opportuno ripensarci ed evitare di spendere 20 miliardi di cui abbiamo bisogno in un'opera di cui non c'è certamente impellente neccesità.

 

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