Il Tribuno
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Alberico Giostra 05 Giugno 2011
DI PIETRO, LA MORATORIA SUL NUCLEARE E I CAMBI DI PASSO SUI REFERENDUM.
Il solito Di Pietro. Il leader dell’Idv fino al 15 maggio a proposito dei referendum si esprimeva così: ”Le manifestazioni di piazza che abbiamo organizzato ed il referendum sul legittimo impedimento possono offrire ai cittadini la possibilità di dare dalla piazza una spallata ad un governo che ha una maggioranza composta da comprati”. (Ansa 3.2.’11). “Il voto referendario è il naturale sbocco politico della protesta di piazza che sta montando contro Berlusconi”. (Ansa, 16.2.’11). “Il voto referendario sul legittimo impedimento, sarebbe un vero e proprio voto referendario sulla persona di Silvio Berlusconi”. (ivi). ”Chiediamo a gran voce che il referendum sul legittimo impedimento promosso dall'Idv si trasformi in un ballottaggio per dire in modo chiaro se i cittadini stanno dalla parte di Berlusconi o non più”. (Ansa, 28.2.’11).

Poi l’11 marzo arriva la catastrofe di Fukushima e Di Pietro, che finora aveva parlato solo del referendum sul legittimo impedimento, si ricorda di aver presentato anche un quesito contro le centrali nucleari. E, udite udite, in un comizio a Campobasso tre giorni dopo la tragedia, ha la splendida idea di suggerire la seguente trovata al governo: ”quello che sta succedendo in Giappone dimostra che il nucleare è un’energia troppo rischiosa rispetto alle altre. Ecco perché noi diciamo che bisogna fare subito una MORATORIA, perchè altrimenti i cittadini vanno a votare al referendum e scelgono in modo netto e chiaro per impegnare il governo a fare scelte diverse”. (Ansa, 14. 2.’11). 

Avete capito? Di Pietro suggerisce una moratoria sul nucleare per evitare che i cittadini si pronuncino con il referendum!!! Esattamente quello che quattro giorni dopo sceglie di fare il governo provocando la furiosa reazione dell’ex eroe di mani pulite. ”Non può esserci moratoria che tenga e che possa fermare il referendum perchè delle due l'una: o il governo cancella la norma che consente la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano o la mantiene. Ma la moratoria di un anno è un chiaro raggiro che serve a scavallare la data del referendum". (Ansa, 22. 3.’11). Stupefacente no? 

Quindi, come se niente fosse, Di Pietro riparte con la strategia di politicizzazione dei referendum e come al solito impartisce lezioni di diritto al capo dello stato: “Abbiamo a portata di mano la soluzione: far cadere il governo con il referendum. Dovrà essere un referendum politico per mettere spalle al muro Berlusconi e far rendere conto al Presidente della Repubblica della dicotomia tra la maggioranza rappresentata e quella rappresentativa e a quel punto anche dell'esigenza di andare ad elezioni anticipate”. (Ansa, 5.4.’11).”Se si vince il referendum il Capo dello Stato dovrebbe sciogliere le Camere”. (Ansa,17.4.’11). “La vera prova per questo governo non saranno tanto le amministrative, quanto il momento referendario”. (Ansa, 28.2.’11).

Poi, di colpo, dopo aver toppato la previsione sulle amministrative risoltesi, quelle sì, in una vera spallata a Berlusconi, opera il suo ennesimo rovesciamento di strategia: “E' vero, abbiamo detto che il referendum sarebbe stato una spallata al governo ma da oggi facciamo un cambio di passo tenendo l'attenzione puntata sul contenuto dei quesiti. Acqua, aria e legalità sono tre temi che poniamo all'attenzione di tutti i cittadini a prescindere che siano elettori di centrodestra o di centrosinistra. Questi sono temi che interessano tutti e quindi noi vogliamo 'sberlusconizzare' il referendum. (Ansa, 1.6.’11). 

Posto che ormai (quasi) tutti hanno capito chi sia Antonio Di Pietro e quanto sia prodigiosa la sua capacità di recitare a soggetto sulla scena politica, bisogna chiedersi il perché di quello che lo stesso leader dell’Idv ha la decenza di definire “cambio di passo”. Il motivo è semplice, Tonino non vuole perdere contatto con il Pd. Il tracollo elettorale del 15 maggio ha messo con le spalle al muro non solo Berlusconi ma anche Di Pietro. A livello nazionale il voto ha collocato l’Idv al di sotto del 4%. Al Nord, dove ancora una volta si sono fatti i giochi politici decisivi, l’Idv sta al 3,4%. Se ha tenuto, ha tenuto al massimo in qualche città del Sud, a parte il caso Napoli dove il miracolo è targato Luigi De Magistris e l’Idv non c’entra nulla. 

Questo vuol dire che se il trend rimarrà tale il sedicente partito delle mani pulite senza un apparentamento rimarrebbe fuori dal parlamento. E l’aria che tira dalle parti di Via del Nazareno è proprio questa, lasciare l’Idv fuori da un eventuale cartello elettorale antiberlusconiano, ovvero evitare di commettere il clamoroso errore di Veltroni nel 2008. Di Pietro lo sa e per questo cerca di restare attaccato a Bersani a tutti i costi, anche a quello di smentirsi così platealmente. A difendere Di Pietro sono purtroppo rimasti solo Vendola e Ferrero, i quali in questo modo dimostrano tutta la loro debolezza politica e la scarsa capacità di capire il fenomeno Di Pietro. Il resto poi come al solito lo fa il Pd, che anche in occasione dei referendum ha scoperto di avere al suo interno gente che voterà No a quello sull'acqua, vedi l'insopportabile sindaco di Firenze. 

Al netto di ogni tatticismo resta in ogni caso scolpito negli archivi della cronaca politica lo spettacolare trasformismo dell’ex eroe di mani pulite. Ciò che colpisce tuttavia non è solo la traiettoria ondivaga del personaggio, ma il fatto che di fronte a questi sfacciati e irresponsabili “cambi di passo”, nessuno nel suo partito si alzi in piedi per contestare il leader chiedendogli ragione delle sue scelte. Ciò non deve  meravigliare. E’ questa infatti una delle caratteristiche portanti dei partiti “personali” della famigerata seconda repubblica: la struttura antidemocratica e verticistica, l’avidità oligarchica, familistica e proprietaria con cui vengono diretti, la cancellazione di ogni forma e luogo di elaborazione collettiva delle decisioni politiche, sono fenomeni che si rivelano del tutto funzionali al trasformismo e opportunismo politico che li connota. E ciò accade non a caso perché questi partiti cosiddetti post-ideologici hanno strenuo bisogno di avere le mani libere modificando come meglio aggrada ai loro “capi” le strategie politiche. Perché ciò rientra nella loro stessa natura, parassitaria e “impressionistica”. Personalizzazione, trasformismo e post-ideologismo sono dunque tutte facce di una stessa medaglia. 

Non è stato forse Bossi protagonista di clamorosi ribaltoni e cambiamenti di prospettiva? Non era il leader leghista che nel ’94 faceva cadere il governo Berlusconi descrivendo il cavaliere alla stregua di un mafioso. Non è stato forse Bossi a lanciare dapprima il federalismo per poi abbracciare la secessione ed infine ritornare al federalismo camuffandolo da “fiscale” per evitare i referendum costituzionali e di fatto nascondendone la natura “secessionista”? E Berlusconi e Tremonti? Prima della crisi del 2009 erano i cantori del più sfrenato dei liberismi, poi, come se niente fosse, hanno riscoperto le virtù dell’economia sociale di mercato, ovvero il cavallo di battaglia del loro acerrimo nemico Romano Prodi, avendo la spudoratezza di tesserne le lodi pubblicamente. Questa signori è la seconda repubblica, quella tanto invocata sin dagli anni 80 dai neofascisti del MSI, e che ormai si sta rivelando per quello che è, una solenne truffa politica e mediatica. Di questa truffa i padri putativi sono ancora tutti sulla scena. Mandiamoli a casa il prima possibile.       








Alberico Giostra

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Commenti
paolo surini 2011-06-06 19:32:29

Ovviamente a qualche giorno dal voto ogni persona intelligente comprende che bisogna depoliticizzarlo. Io non lo faccio in questo spazio, visto che siamo in famiglia (neanche troppo allargata).
Comunque mi piace pensarti con la matita in mano a concrettizzare qualcosa che noi abbiamo fortemente voluto e che te (e quelli come te) hanno fortemente ostacolato.
Ti ho riscritto dopo tanto solo per ricordarti le tue previsioni (si farà un regalo a Bersluconi....) ma devo dire di essermi già annoiato.
Criticare Minzolini può avere un senso, prendere in giro Vellutino è veramente, come si dice a Roma, sparare sulla crocerossa.
Ciao

P.S. Sappiamo già che se il quorum non verrà raggiunto è colpa di ADP se viene superato è merito del PD e di Vendola.
Ma ricorda sempre quandoa luglio scrivevi il fallimento nella raccolta firme dei referendum, OGGI VAI A VOTARE SUL NUCLEARE E FORSE VIVRAI TUTTA LA VITA SENZA.....grazie a NOI.

Stefano 2011-06-06 03:23:57

Mi permetto di aggiungere un'ulteriore considerazione a quelle condivisibili dell'articolo.
Data per scontata una 'attenzione' particolare al fattore 'soldo' del Sig. Di Pietro, non escluderei che a dettare il 'cambio' sui referendum sia stata prevalentemente una considerazione di carattere economico più che politico.
In altre parole l'appello all'elettorato di centro-destra percéè vada a votare e la dichiarazione di 'sberlusconizzare' i referendum dovrebbero servire a riportare verso il centro dello schieramento Idv e rendere validi i referendum stessi, con la conseguenza che scatterebbero i rimborsi elettorali per i promotori e quindi per Di Pietro. (Rimborsi per più di 20 milioni di euro!!).
Come spenderà tutti questi soldi il 'rais' di Montenero?? Al Tribuno l'ardua sentenza...

mattia lonigro 2011-06-06 01:48:38

l'unico a non farsi comprare da berlusconi è stato Di Pietro...ecco il livello dei militanti dipietristi, loro pensano che tonino è l'unico puro e che tutti gli altri sono venduti....ahahaahahahahahahah!!!!

carmen patanè 2011-06-05 22:48:12

Certo leggere certi commenti lascia sempre un certo amaro in bocca...
Il tribuno parla di idv..e il sig.Mammola parte all'attacco..anzi alla difesa..non entro nelle sue argomentazioni anche perchè si vede che crede nel partito e nel suo presidente e quindi rispetto le sue opinioni..ma..c'è sempre un ma..
Se non sbaglio proprio il suo presidente, quando Berlusconi parla male dei magistrati..ecc..ripete sempre la frase, che adesso la colpa è dei magistrati e non di chi ha commesso il male..ecc...
Allora sig. Mammola, adesso la colpa è del Tribuno se idv alle scorse amministrative è stata falciata dal "no" chiaro e secco degli elettori, o di un partito che non ha saputo, nè voluto , ascoltare la voce di tutti quei tesserati, che dal partito sono fuggiti via?..
il problema secondo lei è il Tribuno? se lo fosse..saremmo proprio di fronte un tipico esempio di messaggi subliminali , per cui, i cittadini delle varie città dove si vota..prima di entrare in cabina , si sono collegti ad internet, utilizzato la pagina del Tribuno e si sono messi lì a leggere..decidendo di votare altri..
Hmm se fosse così..direi a Giostra di correre ai ripari e di inventare una versione cartacea..perchè avrebbe la fila all'edicola...
Ma non è così, sig. Mammola, cerchiamo di vedere le cose come stanno...e lo sa anche lei..
IDV non è mai stata l'unica alternativa, non lo è mai stata, perchè non basta gridare in parlamento, fare i cartelli, chiedere fino al parossismo le dimissioni di Berlusconi, o fare un po' di casino alla Camera...lo avete fatto ? ben venga, mi sbaglio o i parlamentari sono pagati per fare il loro mestiere e qundi lavorare in parlamento?..
ma nelle realtà locali? è un caso che ci sono sedi di partito che sono state chiuse perchè non c'erano i soldi per pagarle, e i singoli simpatizzanti che già fanno fatica a pagare la loro di casa, non potevano pagare la sede e le varie spese? è un caso che la maggioranza dei congressi è stata un fallimento totale?
è un caso che adesso si osanna De Magistris, ma che senza quella elezione , idv non avrebbe preso nessun posto , se non , forse al consiglio di condominio?..
Vede, un buon leader, come si ritiene Di Pietro,a fronte di ciò che è accaduto, dovrebbe pensare e agire, trovare alternative..in un certo senso, Berlusconi nella sua limitatezza, con la mossa Alfano..ha dato un segnale...in IDV? cosa accade? nulla...anzi.
beh io credo sia quello il problema...non il Tribuno..mi sbaglierò..ma credo che Di Pietro aveva in mano una Ferrari, e invece a solo una motoape ...

salvatore mammola 2011-06-05 20:36:43

Vorrei prorpio capire come mai scrivete così tanto su Di Pietro e sull?italia dei Valori, se siamo un partito che non supererà mai il 10 % . Come mai l'unico a non farsi comprare da Berlusconi è stato Di Pietro? Per sua informazione abbiamo sempre parlato di tutti i quesiti referendari, sia noi che il nostro Presidente.
Le risulta che gli unici in Parlamento a fare opposizione è l'Italai dei Valori ? Quanto tempo perso a scrivere contro Di Pietro, cui prodest?

Tommaso (VA) 2011-06-05 19:29:23

NAVIGAVA

Tommaso (VA) 2011-06-05 19:13:12

E' vero che il partito personale offre a Di Pietro le mani completamente libere, ma é altrettnto vero che de Magistris sul Di Pietro ondivago non trovi mai nulla da ridire.

E' comunque di oggi la notizia secondo cui Bersani starebbe cercando un accordo con il Centro, di qui l'incompatibilità del partito di Di Pietro con Casini.

Si direbbe quindi che una scelta da parte del PD sia stata fatta in alternativa a Di Pietro il quale, dopo il voto, non ha il valore di prima, quando naviga intorno all'8%.

Ora finalmente rischia davvero di non farcela ma se anche dovesse raggiungere un accordo potrà contare solo in relazione a una percentuale inferiore al 4%. ;-))

 

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