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Alberico Giostra 20 Giugno 2011
LA PROVA DEL NOVE PER TONINO.
C’è un modo per mettere alla prova la genuinità della presunta svolta “moderata” di Di Pietro, ovvero la nascita del cosiddetto Idv 2: verificare se il clima interno del partito cambierà diventando più simile a quello di un partito democratico, dove sia possibile dissentire dal leader senza essere espulsi, dove le minoranze non siano vessate ed emarginate, dove a tutti sia concesso conoscere le liste degli iscritti prima dei congressi, dove i ricorsi alla disciplinare non vengano insabbiati a seconda di chi li inoltra e dove soprattutto sia possibile sapere come vengono effettivamente spesi i soldi del finanziamento pubblico. 

Tutto ciò finora nel “sultanato” Idv non è stato concesso e lo sanno i tantissimi militanti costretti ad andarsene per le violenze psicologiche e morali, le calunnie e le diffamazioni subite solo per aver osato mettere in discussione le cricche locali. Tale deprecabile e intollerabile gestione era giustificata, ammesso e non concesso che potesse esserlo, dal clima di “guerra civile” contro Berlusconi, con la continua emergenza morale provocata dagli attacchi del cavaliere alla democrazia e con la conseguente tensione anche psicologica necessaria a combattere il Caimano.

Insomma l’Idv finora è stato immaginato come un partito “resistenziale”, una formazione di stampo militare dove la disciplina doveva essere ferrea, il dissenso era bollato come intelligenza con il nemico e dove ogni divergenza era un tradimento. Ora tutto ciò non è più proponibile. La presunta svolta dipietrista lascia pensare che la guerra civile sia finita, che Berlusconi non rappresenti più un pericolo mortale per la democrazia e che pertanto sia possibile allentare la ferrea logica da chiamata alle armi con la quale è stato disciplinato l’Idv. 

Di Pietro in sostanza è ora tenuto a dimostrare che il ridicolo culto della personalità che ha imposto alla sua creatura con le relative, miserabili manifestazioni di servilismo e piaggeria che ne sono scaturite, siano tutti fenomeni transeunti legati ad un clima politico che li rendeva necessari e non piuttosto effetti concreti della sua personalità autoritaria e poliziesca, sospettosa e diffidente, tutte caratteristiche queste, tipiche dei tiranni. 

Noi siamo certi che la svolta “moderata” annunciata da Di Pietro sia solo uno dei tanti espedienti mediatici che l’ex eroe di mani pulite ha escogitato per farsi notare e lanciare un segnale ai propri alleati. Siamo convinti che la preoccupazione di riposizionarsi in uno scenario post berlusconiano sia per Di Pietro assolutamente fondata, ma siamo altresì certi che il “prefetto di ferro” dell’Idv non abbia gli strumenti per potersi reinventare politicamente dopo la fine della seconda repubblica. E la prova di quanto sosteniamo verrà proprio dalla vita interna dell’Idv. Se Di Pietro vuole cambiare davvero, indìca primarie per la scelta del leader del partito e faccia eleggere il tesoriere dall’assemblea nazionale. Due soli provvedimenti e in un attimo l’Idv cambierebbe davvero volto, accreditandosi come un partito che può legittimamente aspirare a sopravvivere al disastro del berlusconismo. Altro che Idv 2….





Alberico Giostra

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Commenti
tommaso morlando 2011-06-21 10:19:46

Un analisi corretta e veritiera. Di Pietro per anni ha analizzato, ascoltato e valutato le strategie e i metodi dei maggiori partiti italiani e da questi ha imparato molto, compreso come utilizzare i media e le TV. In un momento storico nazionale, dove gli italiani si sono identificati in Berlusconi... anche Di Pietro ha avuto il suo spazio e il suo momento storico ... la sua "naturalezza" spesso colpiva, in modo particolare coloro che cercavano una strada realmente nuova e che attraverso Di Pietro si potesse costruire un alternanza ai partiti. Parlava di Movimento, di essere alternativi a destra e sinistra, poi...poi... alla fine ha creato una struttura partitica personale, familiare e antidemocratica. Lui ha un unico scopo e detto dai suoi più fedeli collaboratori...restare al 7% - 8% il resto non gli interessa... Che delusione!

 

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