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News by Dire
07 Giugno 2011
L'IDV STA CERCANDO DI SABOTARE IL LABORATORIO MARCHE.
DALLA REGIONE ADRIATICA, IL CUI MODELLO E' STATO MAGNIFICATO DA D'ALEMA E CASINI, ARRIVA UN CHIARO SEGNALE SULLA INAFFIDABILITA' POLITICA DEL PARTITO DI DI PIETRO.
Naturalmente il sabotaggio non nasce da critiche di natura politica alla deriva neocentrista del Pd, ma solo dalla volontà di puntare i gomiti nei fianchi degli alleati, rivendicando poltrone, candidature e persino meriti. A Civitanova Marche, Paola Giorgi, la vicepresidente Idv della Regione Marche, (con trascorsi in An), ha violentemente attaccato il Pd pretendendo di esprimere il candidato sindaco nel 2012. In Ancona una nuova coalizione di centrosinistra formatasi dopo la fuoriuscita dei dipietristi ha sfiduciato il presidente del consiglio comunale, l'Idv Andrea Filippini, che minaccia azioni giudiziarie contro i suoi colleghi. Nonostante non faccia più parte del centrosinistra, Favia non intende però mollare la poltrona di consigliere dello Stabile Le Muse e nemmeno quelle dei suoi uomini ad "Ancona ambiente" e "Prometeo", società pubbliche del Comune dorico. E poi accusa gli altri partiti di pensare solo alle poltrone. Nel partito però cresce il malessere: il direttivo anconetano dell'idv ha bocciato un documento di appoggio alla sua linea politica.
L'Idv sta facendo franare il cosiddetto Laboratorio Marche e presto però potrebbe franare lo stesso Idv marchigiano. A tenere banco sono le polemiche scoppiate tra Pd e Idv a Civitanova Marche e naturalmente la "guerra civile" in atto ad Ancona, le cui ostilità sono state aperte dall'Idv. In questo senso la labirintite che ha colto Massimo D'Alema a Macerata dove era corso per magnificare la coalizione PD-IDV-UDC, appoggiata al ballottaggio da SEL e che ha eletto presidente della provincia Antonio Pettinari, appare non una semplice malattia ma un oscuro presagio politico. Nel consiglio provinciale appena insediatosi sono infatti cominciate le manovre dei dipietristi per cercare di strappare qualche consigliere al Pd, finora però senza risultato. Una notizia che dovrebbe far riflettere il Pd sulla lealtà e sull'affidabilità come alleato dell'Idv. Alla Regione Marche intanto la coalizione di centrosinistra PD-UDC-IDV, sta aprendo a SEL. E chissà che un domani i vendoliani non possano sostituire in maggioranza i dipietristi. 

L'altro focolaio di crisi è a Civitanova Marche. Paola Giorgi, la ex militante di An diventata con l'Idv vicepresidente della Regione, è stata protagonista di un violento attacco al segretario del Pd di Civitanova Marche, Giulio Silenzi. L'ex presidente della provincia di Macerata, un amministratore di lungo corso che proviene dal Pci, si era permesso di definirsi "allenatore" in relazione alla vittoria elettorale alle provinciali di Macerata. Non l'avesse mai fatto. Con una rabbia degna di miglior causa l'esponente dell'Idv ha subito precisato che "gli allenatori per le provinciali sono stati Ucchielli, Favia e lo stesso Pettinari, non certo Silenzi, il quale esprime", prosegue la Giorgi, "una volgarità politica quando dice che l'asse politico che ha vinto le elezioni è Pd-Udc, allargato a Idv, Sel e liste civiche. L'asse vincente è Pd-Idv e Udc e nasce dall'alleanza Pd-Idv, dove i simboli non sono formule chimiche, ma rappresentazione di programmi condivisi. Una tale dichiarazione, da una persona che aspira a fare il sindaco di Civitanova è un suicidio politico. A tali condizioni", ha concluso la ex attrice, "è chiaro che l’Idv non appoggerà un candidato del Pd”. 

Insomma la Giorgi ancora una volta conferma che lo stile politico che caratterizza l'Idv marchigiano è fatto di belluina aggressività nei confronti degli alleati, segnatamente il Pd. Appare inoltre piuttosto singolare che la Giorgi sottolinei che "Milano e Napoli sono state conquistate da due candidati esterni al Pd" e che pertanto, "serve una rottura decisa con il passato: un candidato che non ha le fattezze di un riciclato, ma sia espressione di credibilità e rinnovamento”. 

Affermazioni che in bocca alla Giorgi (e a Favia) suonano piuttosto male perchè i successi di Milano e Napoli sono dovuti a due candidati sindaci di sinistra, e non certo a due ex di Forza Italia o di An, perchè Favia è stato sempre fortemente critico delle posizioni politiche di De Magistris, e perchè la Giorgi e Favia prima di pronunciare in qualsiasi contesto la parola "riciclati" dovrebbero riflettere bene. Il rinnovamento emerso a Milano e Napoli va infatti in direzione del protagonismo di quella società civile e di quei movimenti che Favia e la sua collaboratrice hanno sempre osteggiato e subordinato a quei giochi di "palazzo" nei quali notoriamente eccelle l'ex esponente berlusconiano e mastelliano. 

In Ancona la guerra scatenata dall'Idv contro la giunta Gramillano ha provocato la prima vittima illustre tra le fila dipietriste. Il presidente del consiglio comunale Andrea Filippini, eletto con il Pdci e poi passato alla corte di Favia, è stato sfiduciato con 22 voti da una neocoalizione che comprende Pd, Psi, Sinistra per Ancona, M5S, ma non l'Udc che si è astenuto. A questa situazione si è arrivati in seguito al comportamento dell'Idv che dal 2009, appena insediata la giunta Gramillano, ha cominciato a sparare continue bordate contro un sindaco da Favia fortemente voluto, e che ora viene accusato di "protervia, ignavia e immobilismo". Il leader regionale dei dipietristi rilascia dichiarazioni nelle quali accusa il Pd di "pensare più alle poltrone che alle delibere" e di "sterili e dannosi personalismi". Parole che hanno dell'incredibile se solo si pensa che, come è noto, la crisi politica originata dall'Idv nasce dal desiderio di Favia di diventare sindaco di Ancona e che, soprattutto, l'Idv nonostante abbia scatenato la crisi non ha alcuna intenzione di mollare le poltrone di presidente di "Ancona Ambiente" e "Prometeo" e quella di consigliere del Teatro Stabile occupata proprio da Favia, limitandosi a far dimettere i due presidenti di commissioni comunali.  

Incredibile è stata poi l'iniziativa di Andrea Filippini che è arrivato al punto di far recapitare ai consiglieri comunali su carta intestata del presidente del consiglio la minaccia di azioni legali nel caso l'avessero sfiduciato. Questa serie di enormità politiche sta però provocando un significativo malessere all'interno dell'Idv. All'ultimo direttivo di Ancona è stato infatti bocciato un documento di appoggio alla linea politica di Favia, un evento che fino a qualche tempo fa sarebbe stato impensabile. 














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Commenti
Francesco 2012-01-21 19:53:30

E' una fogna a c ielo aprto:nelle Marche la puzza è insopportabile

david 2011-06-09 16:41:12

fanno terra bruciata ,sono violenti e feroci .idv è loro punto e basta

giovanni b. 2011-06-07 23:02:01

Ma cosa aspettano i dipietristi onesti a uscire dal partito marchigiano? Una buona parte lo ha già fatto l'anno scorso.
Se restano dentro sono d'accordo con Favia e la Giorgi e sono soltanto in attesa di poltrone.

susanna 2011-06-07 21:08:37

la giorgi e favia provengono da an, filippini dal pdc, di scillipoti e de gregorio non conosco la provenienza ma mi chiedo l'idv dove li recluta sti personaggi alla corte dei miracoli?

 

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