Mentre a Roma attacca il Pd accusandolo di proteggere la casta, a Bologna Di Pietro incassa dai democrat nomine e prebende per i suoi accoliti. Insomma la solita storia di Tonino che predica in un modo per infinocchiare i mass media e la pubblica opinione e razzola in un altro per soddisfare gli appetiti del suo partito di "assessori". Nel capoluogo emiliano il portavoce di Silvana Mura, Paolo Vicchiarello, un quarantenne romano fedelissimo della tesoriera Idv, è stato nominato nei giorni scorsi ai vertici della "Qua.s.co", una società "in house" della Regione Emilia Romagna che si occupa di appalti. Guadagnerà circa 50.000 euro all'anno. Sostituisce un altro uomo dell'Idv, il pensionato delle ferrovie Gabriele Rossi, appena eletto presidente della Provincia di Ravenna. (A proposito di abolizione delle province). Un altro fedelissimo della Mura, Gianluca De Filio è stato invece nominato membro del Cda di Ervet, un'altra società della Regione Emilia che si occupa di "sviluppo sostenibile del territorio". Qual è la competenza dei due nelle materie di cui si occupano le società? Da verificare. Quello che è certo è che la Quas.s.co prima che diventasse presidente l'ex ferroviere Rossi godeva di ben altro prestigio e salute economica, come ci garantisce chi il Qua.s.co ha guidato per anni, ovvero l'ingegnere Ivan Cicconi, uno dei massimi esperti italiani di appalti.
Ma non finisce qui. Nei prossimi giorni a Bologna andrà in scena un'altra infornata di nomine che riguarda stavolta le 12 società partecipate del Comune felsineo. Tra queste ci sono dei pezzi pregiati come l'Aeroporto Marconi spa, la Fiere Internazionali spa, e l'Atc spa. Da questa partita la Mura e Sandro Mandini, il responsabile provinciale Idv, sperano di ricavare almeno tre poltrone con le quali cercheranno di placare le ire dei "trombati" alle ultime comunali. Per l'Aeroporto Marconi si fa il nome dell'autista dell'Atm, Domenico Trapasso, ex consigliere comunale che nel maggio scorso non ce l'ha fatta ad essere rieletto e a diventare assessore.
Nel partito però c'è un forte malumore. All'assemblea cittadina bolognese del 24 giugno 29 iscritti hanno discusso un documento di forte dissenso nei confronti della gestione politica della coordinatrice regionale Silvana Mura. L'Idv dalle ultime comunali in Emilia Romagna è uscito con le ossa rotte e non è riuscito ad arrivare al 4% dei suffragi venendo surclassato dai grillini e da Sel. Il documento, come tutti i documenti di dissenso interno, presenta delle colossali ingenuità. La più imbarazzante è nella premessa dove si afferma che i firmatari non intendono mettere in discussione i valori fondanti dell'Idv ma solo la gestione del partito in Emilia Romagna, quando in verità il problema risiede proprio nella fasullaggine dei presunti valori del dipietrismo. Il lato positivo dell'iniziativa è solo nel fatto che a Bologna ancora una volta c'è chi non ha rinunciato del tutto all'utilizzo della propria spina dorsale.
La reazione al documento da parte della Mura e del fido Mandini non si è fatta attendere. I due non appena si sono accorti che le 29 firme sono sufficienti per presentare un candidato segretario al congresso cittadino dell'autunno, (lo statuto parla di 30 firme) temendo un'altra figuraccia con l'elezione di un dissidente si sono affrettati ad avvertire i militanti che difficilmente il congresso si terrà perchè mancano gli iscritti. E' probabile che non sia vero ma nessuno può saperlo perchè il numero delle tessere è tenuto rigorosamente segreto e soprattutto c'è un particolare: l'articolo 1 dello statuto dei coordinamenti cittadini recita che i congressi si possono celebrare solo "previa autorizzazione dell'ufficio organizzativo (UNO)", ovvero se lo decide Di Pietro. Se qualcuno per caso se lo fosse dimenticato questa è la singolare democrazia che vige nel sultanato del rais molisano.
Poveretto il fido de rosa...trombato da mandini per far posto a claroni...