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Alberico Giostra 07 Settembre 2011
TONINO FOR EVER?
Intanto partiamo dalla notizia buona: il centrosinistra, quello doc, quello senza Terzo polo, secondo un sondaggio Demos surclassa il centrodestra di nove punti. Il Pd arriva al 29,5%, il quattro per cento sopra il Pdl. In sei mesi il partito di Bersani sale di 5,2 punti. 

E ora veniamo alle note negative, due soprattutto. L’Idv è dato al 9,2%, mentre Sel rispetto al febbraio scorso scende dall’8,2 al 5,3%. Ma soprattutto c’è un altro dato che colpisce: Antonio Di Pietro è schizzato in testa al gradimento tra i leader con il 39,4%, superando di poco Niki Vendola, ma anche Tremonti, crollato dal 54,5 al 37,8% e Bersani, il cui consenso dal giugno scorso è diminuito di quasi 5 punti, 30,4/34,7%. 

Che cosa è successo? Tanto per cominciare la gente non ne può più di Berlusconi e soci e li vuole mandare a casa. E questo è senz’altro positivo. Il problema però, come nota anche Ilvo Diamanti, è che quella che esce fuori dal sondaggio è l’immagine di un paese “senza luce”, “senza governo e senza guida, che tuttavia non sembra disporre di alternative credibili”. Non a caso è in questa situazione che Antonio Di Pietro primeggia. 

Da cosa è dipeso questo nuovo primato? Da quattro fattori: il primo è l’appannamento evidente di Niki Vendola. Il secondo è l’onda lunga dei referendum di giugno sui quali come al solito il rais molisano è riuscito a mettere il cappello. Il terzo è stato l’opposizione alla manovra fatta dal leader Idv con il solito protagonismo mediatico, vedi la vicenda dell’abolizione delle province. Il quarto è stato il caso Penati. Di Pietro continua ancora ad apparire presso gli strati più epidermici dell’opinione pubblica, che sono i prevalenti, come l’erede di Mani pulite, il giustiziere anticorrotti per eccellenza. E almeno in questo caso sappiamo quanto sia falso, visto che il leader Idv e l’ex sindaco della rossa Sesto erano ottimi amici. 

L’aspetto più misterioso resta la flessione di Vendola. Che cosa diavolo è successo al rampante governatore pugliese appena reduce dall’ottimo risultato delle amministrative di maggio? Di sicuro ha influito il caso Tedesco, una vicenda per Niki senz’altro infelice e nella quale ha sbagliato sin dall’inizio, cedendo ai diktat dei Ds e di D’Alema e fidandosi dell’esponente ex craxiano. 

Ma è anche probabile che a condizionare il gradimento di Vendola sia la crisi economica, di fronte alla quale l’opinione pubblica si mostra impaurita e tende istintivamente a scegliere soluzioni protettive, difensivistiche, rafforzando il centro dello schieramento. Non a caso il 35% degli elettori del Pd e quasi il 50% di quelli di Idv non hanno appoggiato lo sciopero della Cgil del 6 settembre, schierandosi sulle posizioni di Veltroni, Fioroni e Bonanni.  La mancanza di luce di cui parla Diamanti è questa: la gente ha paura, non sa cosa chiedere per uscire dall’angoscia del default, non vede ricette e strategie e cerca consolazioni o soluzioni tanto forti quanto demagogiche. Il limite di Vendola in questa fase è consistito nel non offrire una strategia chiara e convincente contro la crisi, lasciando il pallino in mano ai soloni economisti che come al solito non ne azzeccano una, salvo tutelare gli interessi dei loro padroni. 

L’altro aspetto fondamentale è la propaganda antipolitica sulla quale la grancassa dipietrista ha dato ancora una volta il meglio di sé. Vedi il caso dell’abolizione delle province, un episodio che si è rivelato una manna fortunata per il rais molisano e che ha colto in contropiede il Pd. Per la verità l’Idv ha presentato la proposta di abolire le province già nel 2009 e se ne è parlato adesso solo per una tempistica parlamentare, ma, grazie anche al megafono filodipietrista del “Fatto quotidiano”, Tonino è riuscito incredibilmente ad apparire l’implacabile nemico dei privilegi della Casta e il Pd il difensore. La seconda cosa può essere anche vera ma la prima, ormai lo sappiamo, è totalmente falsa. E che l’abolizione delle province sia una soluzione irrilevante ai fini di una svolta di sistema lo prova il fatto che anche l’Udc la chiede con forza. E il governo l'ha addirittura approvata. 

Il punto critico di questo sondaggio dunque è tutto qui. Il centrosinistra è maggioranza nel paese ma lo è sacrificando la sua ala sinistra, il che vuol dire che ancora una volta, se andrà al governo con questi equilibri, si limiterà a fare da notaio agli interessi forti del paese e senza metterli in discussione, venendone travolto appena questi troveranno una soluzione politica a loro più confacente. Che poi è il copione di tutti o quasi gli esperimenti progressisti degli ultimi anni. Di questo copione è stato primo attore Antonio Di Pietro, un politico dal cui disinvolto trasformismo possiamo tranquillamente aspettarci il sostegno alla Fiom quando è all’opposizione e quello alla Confindustria quando è al governo. Ma questo ai profeti dell’antipolitica interessa poco.               







Alberico Giostra

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Commenti
Gabriele 2011-09-18 20:53:16

...che si permette di fare l'editore di un partito serio come idv, nell'interesse dei cittadini....

Allora non hai capito proprio niente, Alessandro.

alessandro ruperti 2011-09-12 20:43:06

La sede dell'editrice mediterranea, è in un appartamento in via della vite a Roma. Di proprietà di propaganda FIde. La storia è nei verbali della cricca di anemone balducci e zampolini. COme de gregorio, anche la vitola tenta l'ingresso diretto in politica. Alle elezioni europee del 2004, valter laitola si candida con forza italia. Cicchitto gira il sud a fare comizi. NOn basta. Con 51283 voti, l'ambizioso socialista di destra non riesce a farsi eleggere a strasburgo in compenso , continua a teessere rapporti".

Il fatto da la notizia che il cugino del latitante Valter, ha svolto un ruolo di autorizzato , fino all'ottobre 2007 e dal 28 giugno 2006, ad editare il giornale denominato "ITALIA dei VALORI" , con la speciale menzione di testata " organo ufficiale del partito italia dei valori", testata registrata con quel nome e poi sostituita con un altra dal nome IDEA DEMOCRATICA e contemporaneamente dismessa dal tuolo di organo ufficiale del partito.

MA la domanda sorge spontanea ma chi è ANTonio LAVITOLA ?

IO vi segnalo questi fatti affinchè voi con coscienza , trasferiate al publico che conta, l'analisi politica ed eventualmente ulteriori notizie circa questo strano personaggio che si permette di fare l'editore di un partito serio come idv, nell'interesse dei cittadini....

alessandro ruperti 2011-09-12 20:40:01

La strana storia di Antonio LAVITOLA ex editore di ITALIA DEI VALORI

Dovete sapere che Valter Lavitola, indagato nello scandalo delle navi a panama , probabilmente massone, ex forza italia , ex psi, amico di cicchitto e colucci (psi) , amico di quel fenomeno dell'ex parlamentare IDv DI GREGORIO, è lucano, così come lucano è suo cugino Antonio, detto Tonino.
Ma chi è Antonio- Tonino- Lavitola ? Antonio Lavitola è specializzato nella professione di edizioni di giornali per conto terzi. MA non terzi qualsiasi intendiamoci. Partiti, e come ti sbagli ?

Già in passato Libero news aveva pubblicato la notizia che antonio di pietro http://www.libero-news.it/news/425103/Di-Pietro-sul-blog-mai-avuto-case-in-affitto-dalla-cricca-.html, "ingiustamente" accusato per essere il beneficiario diretto , lui o la sua famiglia, di un appartamento di propaganda fide , in Roma in via della vite, provvedeva a smentire allegando i verbali del comitato presidenza IDv in cui ivi veniva autorizzato la coop. Ediz MEditerranea con socio unico ANTONIO LA VITOLA a svolgere il ruoolo di editore del giornale di Partito ( ITALIA DEI VALORI ) fino all'ottobre 2007.

MA chi è questo strano personaggio ANTONIO LAVITOLA, cugino di un latitante, dal nome Valter LAvitola ?

A fare luce Fortunatamente ci pensa il FATTO QUOTIDIANO .

Il Fatto Quotidiano ( pag 5 8.9.2011)con un articolo di Fabrizio d'Esposito , pubblica la notizia assolutamente di riliievo che Antonio Lavitola è oggetto dell'attenzione dei PM di napoli per un potenziale rapporto con berlusconi in qualità di beneficiario di "soldi provenienza berlusconiana".

Ma il problema è che il fatto, in quello stesso articolo , pubblica che i rapporti tra antonio di pietro e di gregorio restano buoni anche dopo la separazione e il passaggio a forza italia , e mentre accenna a questo fatto, parlando della carriera del più famoso la vitola, parla dei rapporti tra la vitola antonio e l'antonio di montenero... . leggiamo insieme, : " con la gestione dell'"Avanti" lavitola rinsalda un amicizia fondamentale nella sua irresistibile ascesa, quella con un napoletano spregiudicato, e tondo di nome sergio de gregorio. I due hanno preso casa al parco dei fiori , speculazione sulla collina di posillipo che finì in un processo per camorra. LA vitola e deGREGORIO viaggiano insieme . IL secondo è piu scaltro in politica- Tenta la scalata nella regione Campania, nel 2005 con la nuova dc di rotondi ma gli va male. un anno dopo trasloca nell'italia dei valori e centro l'obiettivo alle elezioni politiche. Senatore. Tempo qualche mese e de gregorio riapproda a destra con berlusconi. I rapporti con antonio di pietro restano buoni : é il cugino di LAvitola ( antonio detto tonino -beneficiario di parte dei soldi di provenienza berlsuconiana, secondo i pm di napoli ) a mettere su la redazione del quotidiano di IDV.

La sede dell'editrice mediterranea, è in un appartamento in via della vite a

 

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