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IDV TREVISO. LA LETTERA DI UN GRUPPO DI ISCRITTI CHE PROTESTA CONTRO LE NUOVE ESPULSIONI. "DI PIETRO E' COME BERLUSCONI E LA LEGA, METTE IL BAVAGLIO AGLI OPPOSITORI. ALMENO NEL PD SI PUO' DISCUTERE".
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Gli ultimi colpi di coda di Berlusconi faranno molto male all'Italia, ma il suo
governo nonchè modello puttanesco d'Italia sta per morire e si sente, si percepisce
nell'aria, nelle voci, nella pelle un bisogno ormai univoco e compatto di rinascita.
Si dice, a ragione, non con questa opposizione, intendendo per essa quasi solo
il Pd. Vi è, però, un solo elemento che mi piace del Pd su cui sono solitamente
critica, l'unico che alcuni altri partiti d'opposizione possano copiare: la
democrazia interna per cui tutti possono dire la loro senza che si minacci
l'espulsione contro chi ha opinioni diverse. Le critiche forti di Parisi, insomma,
hanno dato voce a intensi dibattiti, ma nessuno si è permesso di usare l'espulsione
come arma per tacitare il dissenso motivato. Questo non succede nel bosco troglodita della Lega, ma nemmeno in quello solo apparentemente aperto alla società
dell'Idv. Il 7/10/11 sera si è consumata nella provincia trevigiana e nella regione
veneta l'ennesima forzatura di due "urlatori" di professione dell'Idv, qui noti
per la loro arroganza comunicativa stile Lega, noti come M&M (Maschera-
Marotta) o, a piacere, G&G (Gianluca -Gennaro), che hanno chiesto ed ottenuto
l'espulsione di tre iscritti rei di aver reso pubblico, ai cittadini che li hanno
votati (uno di loro è consigliere comunale) e dopo aver cercato inutilmente ascolto
nel partito, il modo gerarchico e autoritario di gestire il coordinamento
provinciale e regionale dei due di cui sopra. Perchè l'Idv può fare le pulci in
casa degli altri, ma non sopporta che qualcuno gliele faccia nella sua, tanto da
anticipare nel proprio statuto ciò che Berlusconi vuole fare con le
intercettazioni: i militanti non possono rivolgersi ai giornali se le loro denunce
non ottengono ascolto all'interno del partito stesso, pena l'espulsione (documento
di Tivoli). Insomma, anche Di Pietro e prima ancora Donadi, hanno voluto al loro interno il "bavaglio" alle verità. Dunque, hanno ragione coloro che dicono che
Berlusconi e Di Pietro sono speculari: stessi atteggiamenti e gerarchizzazione del
partito, ma momentaneamente Di Pietro si trova dalla parte giusta. Noi critichiamo
spesso e giustamente il Pd; ma gli altri partiti? Per quel che mi riguarda alle
prossime elezioni cercherò nei movimenti , in accordo su questo con la linea che
sta cercando di sviluppare De Magistris.
Barbara
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Posso confermare tutto, il partito usa lo stesso metodo ovunque, il dissenso interno non è tollerato, parlo per esperienza diretta.