Il Tribuno
Fondatore: Alberico Giostra RSS Feed
"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
Alberico Giostra 15 Ottobre 2011
STA ARRIVANDO LA RIVOLUZIONE E IL CENTROSINISTRA NON HA NULLA DA METTERSI.

Le manifestazioni degli indignati globali del 15 ottobre cambieranno il mondo e non saranno duecento disperati violenti a frenarne la forza. Siamo di fronte ad una stagione di lotte che sancisce la fine del trentennio liberista e una nuova ripartenza anticapitalista. I sogni di una globalizzazione dorata, di un paradiso dei consumi planetario, le promesse di un facile arricchimento per tutti, si sono rivelate quello che erano, miserabili orpelli che hanno nascosto il vertiginoso ritmo con cui sempre più ristrette cerchie di nuovi “robber baron” hanno depredato ricchezze e risorse in tutto il mondo. 

Il sistema è crollato nel 2008 negli Usa proprio per aver promesso a tutti una casa e di fronte all’impossibilità di garantire ai ceti medi la prosecuzione di uno stolido consumismo, non ha esitato a manipolare le cifre stesse del proprio ormai disperato business. Da quel momento il capitalismo globalizzato, la finanza che domina il pianeta e tiene in pugno governi e istituzioni, sta cercando di far pagare le proprie truffe, la corruzione cui è ricorsa per comprarsi i figuranti della politica, ai lavoratori e alle grandi masse. 

Da qui nasce il terrorismo ideologico con cui si prospetta il ripianamento dei debiti pubblici attraverso tagli feroci ai welfare e ai diritti. E da qui nasce la certezza che il sistema capitalistico tra le banche e le democrazie sceglierà di salvare le prime. Le manifestazioni di oggi stanno lì a dire che tutto ciò non sarà consentito. Se ci proveranno si troveranno sulla loro strada milioni di persone ormai disposte a ogni sacrificio per impedirglielo. La nuova scena inaugurata dal 15 ottobre, e prima ancora dagli “indignados” di Spagna e Italia e dal movimento di “Occupy Wall Street”, se la dovrà però vedere non solo con i predoni del Fmi e della Bce, ma anche con i mandarini del riformismo progressista. 

Questi signori ormai dalla fine degli anni 80 con le loro fantomatiche terze vie, hanno brindato all’avvento della globalizzazione, definita “un’opportunità” e da non “demonizzare”. In Italia hanno introdotto il lavoro interinale ampliando la gamma di schiavizzazione dei giovani, adottando tutte le soluzioni gradite ai manovratori dei mercati, liberalizzazioni, privatizzazioni, cartolarizzazioni, esternalizzazioni, riduzioni del costo del lavoro, moderazioni salariali. 

Chi criticava da sinistra queste scelte è stato bollato come vetero comunista e grazie all’hollywoodiano Veltroni, è stato cacciato dal parlamento per far posto a rappresentanti della Confindustria come Calearo e Colaninno o a ex poliziotti di destra come Di Pietro, che ha difeso i massacratori della Diaz e in Europa ha votato a favore dei diktat di Eurotower come il Six Plus Act. Se gli stipendi degli operai e degli insegnanti italiani sono la metà di quelli tedeschi, se corruzione, mafie, evasione fiscale vanno di pari passo con un progressivo aumento della distanza tra ricchi e poveri, se il territorio del Belpaese è tutto uno “sfasciume pendulo sul mare”, consegnato da sindaci di centrosinistra a palazzinari irresponsabili, ecco, tutto ciò è anche merito loro. 

Questi signori che da tempo traccheggiano impotenti al cospetto del grande puttaniere, ansiosi di cancellare la loro diversità morale, di fronte alle lotte dei diseredati di tutto il mondo, di fronte ad una crisi sistemica che richiede scelte radicali di trasformazione delle economie, si stanno preparando ad una nuova stagione di trasformismi che si concluderanno con la riconsegna del paese ad un Berlusconi senza il conflitto di interessi, limitandosi ad innestare un nuovo volto (Montezemolo?) sullo stesso blocco di interessi retrivi che ha finora sorretto il re del Bunga Bunga. 

La teorizzazione dalemiana e bersaniana dell’intesa tra progressisti e moderati non è altro che questo, ovvero il persistere di una volontà di emarginazione delle spinte antisistema che dagli anni 80 i baroni ladri e le mafie stanno cancellando insieme alla tradizione e alle conquiste del movimento operaio organizzato. A loro stanno tirando la volata i presunti liberal alla Arturo Parisi, i quali vagheggiano il ritorno al maggioritario, ovvero al sistema elettorale che in tutto il mondo è proprio servito allo scopo di cacciare dai parlamenti le cosiddette estreme e consentire ai presunti progressisti moderati di continuare indisturbati a fare i lacchè dei signori della finanza. Non a caso la sciagurata seconda repubblica è stata inaugurata dai referendum maggioritari di un anticomunista come Mariotto Segni. 

Ma per il centrosinistra non sarà facile portare a termine questo progetto. Ammesso e non concesso che riescano a vincere le elezioni, Pd-Idv-Udc-Fli-Mpa (Vendola speriamo si tiri fuori) dovranno fare i conti con i diktat di Bruxelles e Wall Street, con gli schiocchi di frusta di Standard and Poor’s e Moody’s che chiederanno di far pagare la loro crisi a quei cittadini cui avevano promesso idilli quotidiani a portata di mutuo. E quindi Bersani-Casini-Di Pietro-Fini-Rutelli-Lombardo, per restare a Palazzo Chigi dovranno massacrare proprio quei ceti medi ai quali guardano con tanto affetto e dai quali sperano di essere ricambiati con il voto. Finora il compito dei governi di centrosinistra è stato quello di zuccherare le purghe ordinate da medici disonesti. D’ora in poi sarà più difficile riuscirci.

 

 

 

 

 
Alberico Giostra

Avvertenza. Tutti i commenti inviati consentono di risalire all'autore, pertanto chi utilizza questo spazio si assumerà la piena responsabilità civile e penale delle proprie affermazioni.

 

Inserisci commento
Nome e cognome
Email (facoltativa)
Ripeti codice
Commento
Caratteri rimanenti: 3000

 


Bacheca
"ORLANDO NON SLOGGIA DALLA CAMERA" LA LETTERA DI PROTESTA DI VATINNO, IL SUO SUCCESSORE, USCITO DALL'IDV.
SONIA ALFANO NON E' PIU' UN'EUROPARLAMENTARE DEL'IDV.
IDV REGGIO. I PADRONI DEL PARTITO RIFIUTANO LE ISCRIZIONI DELLA SOCIETA' CIVILE E CHIEDONO RISARCIMENTI A MATTEO RIVA.
"LA MIA SQUALLIDA, NAUSEANTE, MORTIFICANTE ESPERIENZA IN IDV"


Rassegna stampa
BLOG. "CASALEGGIO-GRILLO, LA POLITICA COME GIOCO DI RUOLO, A LORO DELLA DEMOCRAZIA NON IMPORTA NULLA".
SONDAGGI. M5S PROMOSSI PER GUIDARE LE CITTA' MA NON IL PAESE. IL PD PRIMO PARTITO 27,56%.
SINDACO DIMEZZATO. PIZZAROTTI (PARMA) SI PIEGA A GRILLO: "TAVOLAZZI NON SARA' DIRETTORE GENERALE"
GRILLO: "SARDI, CACCIATE GLI INVASORI"... GRILLO PER PRIMO !!
SONIA ALFANO (Europarlamentare): "A ME L'IDV HA PREFERITO CHI INCONTRA I BOSS".

Fedeli alla linea

 

Il Tribuno - Libro di Alberico Giostra

Il Tribuno   Home | Politica | Politica locale | Editoriali | Interviste | Contact | Leggi e codici | Dizionario sinonimi | Ricette | News | Commenti | P.IVA: ftcrfl65m69f839j