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Elio Veltri 28 Novembre 2011
QUEL CONFLITTO D'INTERESSI CHE TONINO DIMENTICA.

L’onorevole Tonino da Montenero in una conferenza stampa ha sollevato il problema “del conflitto d'interessi che fa capo al neosottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il quale fa parte di un organismo di controllo, quale è il Consiglio di Stato, e con il nuovo ruolo dovrà svolgere un'attività che verrà sottoposta proprio alla verifica di quello stesso organismo cui appartiene. Insomma il controllato dovrà fare anche il controllore di sè stesso”. Problema serio, quello dei conflitti di interessi, ma sempre in casa degli altri. Il guaio è che Tonino, anche se è ancora molto giovane, dimentica le cose.

Qualche anno fa voleva a tutti i costi il posto di deputato europeo dell’onorevole Occhetto, per darlo al dottor Donnici che seguiva in graduatoria. Occhetto si difese e vinse in tutte le sedi (Ufficio elettorale presso la Cassazione e Tar), ma il Consiglio di Stato gli dette torto. Tonino era ministro e il suo capo di gabinetto era il dottor Vincenzo Fortunato che lo era stato anche di Tremonti. Tutto normale? Niente affatto, perchè Fortunato era membro del Consiglio superiore di giustizia amministrativa, l’organismo che decide su nomine, promozioni, pareri, arbitrati da assegnare ai giudici amministrativi etc.. Allora come la mettiamo? Solo che allora era in gioco un caso concreto e oggi, ancora, Catricalà non si è trovato nelle condizioni di dover decidere. Ma non è finita: dal momento che Occhetto fece ricorso al Parlamento Europeo che gli dette ragione, Di Pietro portò il problema in Consiglio dei ministri (governo Prodi) e minacciò la crisi se il governo, che c’entrava come i cavoli a merenda, non avesse fatto ricorso contro la decisione del Parlamento Europeo di fronte alla Corte Europea di giustizia. E così fu. Il governo, sempre in bilico per un paio di voti, si fece rappresentare dall’Avvocatura dello Stato nella controversia tra i due contendenti al seggio europeo in cui uno, Occhetto, difendeva il suo diritto di esercitare il mandato elettorale sulla base delle preferenze ricevute, l’altro accampava che il seggio gli era stato ceduto e che Occhetto non poteva più rientrare in gioco. Ovviamente il Governo italiano  senza timore del grottesco, difese chi accampava che un contratto per la cessione di un seggio parlamentare europeo era valido. Alla fine la Corte Europea sentenziò che il Parlamento non era competente a decidere e Donnici che aveva manifestato contro l’IDV, portando i suoi amici davanti alla sede di Roma, fece il deputato al posto di Occhetto e si riconciliò con Tonino. 
Naturalmente, siccome Tonino è un capo partito ha sempre ragione e sullo stesso argomento può cambiare versione tre volte al giorno. Tanto, a chi importa? Con quello che capita in Italia, queste sono davvero Bazzecole.



Elio Veltri

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