 VERONA. L'IDV MINACCIA DI ROMPERE CON IL CENTROSINISTRA.
NELLA CITTA' SCALIGERA, DOVE NEL 2012 SI VOTA PER LE COMUNALI, IL PARTITO DI DI PIETRO NON SI RITIENE SODDISFATTO DALL'ESITO DELLE PRIMARIE: IL SUO CANDIDATO BORGHESI HA PRESO IL 7,53% DEI VOTI E CERCA SCUSE PER ROMPERE CON IL PD CUI ATTRIBUISCE LA COLPA DELLA SCARSA AFFLUENZA.
L'Idv si conferma il peggior alleato possibile. Non solo a Roma ma anche a Verona. Subito dopo le primarie di coalizione vinte da Michele Bertucco, un attivista di Legambiente, il vicecapogruppo dell'Idv alla camera ha annunciato all'Arena che non è detto che l'Idv appoggi Bertucco in primavera, uscendo così dalla coalizione composta da Pd-Sel-Pdci-Psi. A smentirlo immediatamente è stato il vicecoordinatore provinciale Alberto Sabbadin che ha invece confermato che il partito appoggerà lealmente Bertucco. Dunque l'Idv veneto si è di nuovo spaccato: da una parte la maggioranza dorotea, Donadi-Borghesi-Marotta, che appena vede uno di sinistra (come Bertucco) mette mano alla pistola, dall'altra la minoranza capeggiata da Paola Frigerio. Il caso Verona fa capire che il problema non è il governo Monti e la sua manovra iniqua, ma solo la natura di un partito, l'Idv, che persegue un solo obiettivo, quello del suo tornaconto, infischiandosene del bene comune.
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Verona 7 dicembre 2011 - All’indomani della deludente performance di Antonio Borghesi alle primarie del centro sinistra a Verona, si apre un animato dibattito all’interno del Partito di Di Pietro. L’intervista rilasciata da Borghesi lunedì al giornale l’Arena, dove minaccia di correre da solo per la poltrona di sindaco e di far saltare l’alleanza con il PD, viene prontamente smentita dal suo stesso vice segretario provinciale, Alberto Sabbadin che afferma:«in assoluto il nostro patto di alleanza con i partiti della coalizione verrà onorato. Sosterremo Bertucco nella grande sfida contro Tosi, senza mai perdere la nostra identità di partito, che ha dimostrato, con la promozione dei referendum, di voler dare voce ai cittadini nelle decisioni del proprio futuro e secondo questo principio accettiamo senza riserva alcuna il responso della votazione». Il marottiano Borghesi però non ci sta: «Sono abituato a prendere le decisioni al coordinamento provinciale che, come avevo detto, voglio riunire. Resto quindi sulla mia posizione». Cresce sempre di più, però, in tutta la regione Veneto, un'opposizione interna che chiede un profondo rinnovamento della classe dirigente del partito e punta il dito sulla triplice alleanza Donadi Borghesi Marotta, convinta, che questi dirigenti non possano più rappresentarli e che i soli 348 voti presi da Antonio borghesi, unico candidato alle primarie di domenica 4, lo dimostrino. Veneto Insieme, l’altra anima all’interno di IDV capeggiata da Paola Frigerio e che ha rappresentato all’ultimo congresso il 41% del partito, non ci sta e vuol far contare tutto il suo peso in un partito dove l’arroganza, la prosopopea, la presunzione e la supponenza la fanno da padrona. Insomma, da Verona a Venezia passando da Padova e Treviso la rivolta è in atto e Di Pietro è avvisato. Igino Pedron Padova
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