Enrico Mazzeo Cicchetti, il centrosinistra in Basilicata è alle prese con un dibattito sul “rimpasto” della giunta regionale. Da cosa nasce la necessità di cambiare assessori?
Il rimpasto si è reso necessario dopo l’arresto dell’ex direttore dell’Arpab, (l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ndr.) Vincenzo Sigillito che, secondo la Procura di Potenza, ha occultato i dati dell’inquinamento in Basilicata. L’ex direttore dell’Arpab è stato poi intercettato mentre parlava con l’assessore alle attività produttive del Pd, Erminio Restaino, di interventi per condizionare le primarie del Pd. Restaino è indagato e questo ovviamente ha destato un certo imbarazzo ed un acceso dibattito nel Pd. Da qui la necessità di un rimpasto.
Lei in commissione ambiente ed in consiglio regionale ha denunciato le anomalie e contraddizioni della relazione dell’Arpab destando molte polemiche.
Sono stati presentati dati dall’Arpab e dalla Agribios, che è una partecipata regionale, pieni di incongruenze e tra loro in contraddizione. Pensi solo che nella relazione si legge che l’acqua del Fiume Agri presenta la stessa qualità sia a monte che a valle dell’impianto di depurazione! Allora a che serve questo impianto? Tanto vale toglierlo! L'Arpab ha rivelato che fino al 2009 ha effettuato saltuari controlli delle diossine, concordando i giorni delle misurazioni con Fenice. Ma è ovvio che la Fenice sapendo dei controlli quel giorno non avrà bruciato plastica ma solo carta, evitando di produrre diossine. Il direttore generale del dipartimento ambiente dal canto suo ha detto che i controlli sulla diossina li faceva direttamente la Fenice che poi provvedeva a comunicarli ad Arpab. Insomma il controllato che faceva il controllore!
Lei sulla questione del rimpasto è stato protagonista di una riunione del coordinamento regionale dell’Idv non proprio serena.
Ho abbandonato la riunione dopo aver posto due temi politici. Primo: il programma politico con il quale abbiamo vinto le elezioni nel 2010 è ancora attuale? Secondo: a che punto è la realizzazione di questo programma? Possiamo sapere se stiamo raggiungendo con la giunta regionale gli obiettivi prefissateci? Non appena ho posto il tema dell'inopportunità politica dell'allargamento della maggioranza, mi è stato impedito di parlare. Durante i cinque minuti del mio intervento sono stato interrotto continuamente e allora me ne sono andato.
Chi la interrompeva?
Componenti del materano, amici della coordinatrice regionale Rosa Mastrosimone, che è di Matera.
Perché la interrompevano?
Perché, come dicevo, io e molti altri, riteniamo inopportuno l'allargamento della maggioranza ai centristi, perchè crediamo che si tratti di un'operazione di trasformismo. Ci sono tre consiglieri eletti con il centrodestra, uno dell’Mpa, un altro della lista di Magdi Allam e il terzo di una lista locale, che vogliono entrare in giunta, ma in campagna elettorale hanno sostenuto un programma in contrapposizione al nostro e su quello hanno ottenuto i voti. Al massimo possono entrare in maggioranza ma non in giunta.
La coordinatrice Idv Mastrosimone è favorevole all’ingresso dei centristi in giunta?
No, sembra essere contraria, ma nel partito accusano me ed un altro consigliere regionale, il capogruppo Idv Nicola Benedetto, di esternare troppe differenze rispetto al comportamento dell'esecutivo. In questo modo avremmo destabilizzato anche la giunta De Filippo e reso necessario l’allargamento al centro. Io a questa richiesta di uniformarsi e di essere affidabili replico: ma allora, se vedo dei dati palesemente sbagliati dell’Arpab, debbo stare zitto per salvare la maggioranza? Se vedo che l’occupazione nell’area delle estrazioni petrolifere non aumenta, debbo tacere per conservare L’assessore in Giunta?
Nell’Idv si discute anche dei doppi incarichi. Rosa Mastrosimone è assessore alla formazione e coordinatrice regionale. Come sarà risolto questo problema?
Il problema è stato posto durante il coordinamento regionale dal consigliere Nicola Benedetto che ha detto: “Io debbo andare ad una riunione con gli altri partiti di maggioranza che hanno rimosso i doppi incarichi. Noi invece non l'abbiamo fatto. Come mi debbo comportare, che cosa andiamo a dire, siamo disponibili a rimuovere il nostro?” La Mastrosimone ha risposto che non c’è problema, che il presidente Antonio Di Pietro ha personalmente parlato con il presidente della Giunta Vito De Filippo e ha concordato che può mantenere il doppio incarico. Ogni volta che noi tocchiamo un nervo politico sensibile la risposta sbandierata dal segretario è: “ho sentito Di Pietro e mi ha detto che si fa così”. Ma noi non possiamo ragionare in questo modo in un partito con una parvenza di democrazia, delegittimando gli organismi territoriali eletti, su temi decisivi. Tuttavia credo che ci sia molto millantato credito, conoscendo la segretaria Mastrosimone.
Di Pietro è favorevole al doppio incarico della Mastrosimone?
Cosi si erano pronunciati nel corso di una riunione tenuta qualche mese fa a Roma i suoi rappresentanti, Rota e Messina. Al momento non lo so perchè non ho notizia, quello che so è che nel frattempo gli altri partiti hanno rimosso i loro doppi incarichi e siamo rimasti l’unico partito ad averlo. In ogni caso il problema di fondo è che se Di Pietro avesse deciso in questo senso, avrebbe dovuto scegliere un modo più diretto per comunicarcelo, senza ricorrere a un segretario-portavoce per farcelo sapere. Noi non siamo dei soldatini, vogliamo collaborare e partecipare alle decisioni che si adottano. Consideri che la Mastrosimone non è stata nemmeno eletta, fa l’assessore esterno e gli hanno attribuito pure la segreteria regionale, anche se con la mediazione di un congresso. Non si possono commissariare anche gli eletti in questo modo, noi rappresentiamo la popolazione. C’è poi un’altra questione.
Quale?
Quella delle assunzioni interinali a chiamata nominativa. Io ho condotto una battaglia contro questo tipo di assunzioni perché sono di natura clientelare e ho auspicato, insieme ad altri consiglieri regionali, la creazione di un percorso per stabilizzare attraverso dei concorsi i precari che lavorano in Regione. E mentre io facevo questa battaglia pubblica, nel dipartimento della Mastrosimone venivano assunti gli interinali, di cui alcuni chiaramente appartenenti all’area dell'Idv. Di questo hanno parlato i giornali locali e pare che ci sia anche una indagine della magistratura. Chiedere il silenzio su tutto ciò è veramente troppo. Inoltre voglio sottolineare che ho presentato anche una proposta di legge per rendere trasparenti i concorsi regionali.
Mazzeo Cicchetti, lei sta denunciando assunzioni clientelari da parte della segretaria del suo partito nella regione dove la stessa fa l’assessore. Questo, conoscendo l’Idv, vuol dire che Lei è fuori del partito.
Vorrei che qualcuno da Roma mi dicesse se sono io in linea con quello che il partito va dicendo a livello nazionale oppure la Mastrosimone. Non mi pare che il partito condivida di tacere sui dati incoerenti sull'inquinamento ambientale o sia a favore delle assunzioni per chiamata diretta.
Lei pretende che da Roma ammettano che la Mastrosimone ha fatto assunzioni clientelari e magari la caccino anche? Forse Lei ha una visione un po’ troppo nobile della politica…
La ringrazio, ma vede, io ho bisogno di fare alcuni passaggi, debbo avere delle risposte su queste questioni, voglio sapere se ho sbagliato e dove ho sbagliato. So che la magistratura ha chiesto la trascrizione del dibattito tenutosi nella commissione ambiente in cui ho fatto notare le incongruenze dei dati Arpab. Vedremo quali saranno gli sviluppi.
L’Idv l’ha ringraziata e sostenuta nelle sue denunce?
Non abbastanza. Quando sono stato aggredito verbalmente dal presidente della giunta De Filippo, in commissione, nel partito nessuno mi ha difeso, tanto meno la segretaria regionale Mastrosimone, cui spettava farlo.
E’ la conferma che Lei nell’Idv è ormai un corpo estraneo.
Mi rendo conto di essere circondato dal silenzio, ma io voglio costringerli a chiarire le loro posizioni.
Il vero leader regionale, Felice Belisario, che cosa dice?
Lui non entra direttamente nelle questioni locali del partito, come se tutto fosse stato delegato alla Mastrosimone, ma Belisario fa parte dell'ufficio di presidenza ed è difficile sostenere che non condivida le decisioni assunte a Roma. Sul doppio incarico è d'accordo che è un motivo di debolezza per il partito, ma preferisce che la battaglia sia fatta in loco.
In che senso il doppio incarico è un motivo di debolezza?
Nel senso che la Mastrosimone è politicamente ricattabile. Come segretario regionale non può assumere posizioni contrastanti con la giunta perché il presidente le può togliere l’assessorato e lei torna a fare l’insegnante, non torna in consiglio regionale, non essendo stata eletta ed essendo un assessore esterno. E' un fatto ovvio ed è sotto gli occhi di tutti e riduce il partito ad un ruolo subalterno. Questo problema lo abbiamo rappresentato con una delegazione anche ai responsabili del partito a Roma.
Come finirà la vicenda del rimpasto?
Probabilmente la Mastrosimone resterà assessore. A Roma i vertici del partito sono in contatto solo con Lei e ascoltano solo la sua versione dei fatti. Non hanno mai preso in considerazione la possibilità di ascoltare seriamente anche altri esponenti lucani del partito. E poi perché Belisario in questa storia credo che ci stia giocando un pò, con un ruolo che mi sembra non ben definito.
La cosa più difficile da praticare nei partiti è stata ed è la democrazia interna. Il cesarismo è sempre stato la vera pecca dei politici, condottieri che vorrebbero militanti attendenti e non teste pensanti. Di Pietro all'inizio per prendere voti non aveva altri strumenti che cooptare personaggi vari che avevano una credibilità sul territorio senza andare troppo per il sottile sulla qualità politica, con l'attenzione però di gestire il partito in modo centrale e quasi dittatoriale. Ora è arrivato il momento di cambiare, fuori i prestanome i nani e ballerine che erano stati cooptati e spazio a uomini e donne di valore. Niente più ipocrisie e tatticismi, il partito anche in Lucania decida finalmente di fare POLITICA, proponendo e denunciando. Molti nel partito sono d'accordo su questa idea, è giunta l'ora di praticarla senza paure, non bisogna avere l'ansia di governo, i fatti, le idee e le battaglie ideali portano più consenso di un Assessorato o di un Sindaco, e quello che più conta il consenso lo si ottiene dagli uomini liberi, non da clienti e vassalli. Ma forse questo non piace a tutti.