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Alberico Giostra 27 Febbraio 2012
C'ERA UNA VOLTA IL GOVERNO MONTI...

I sondaggi vanno bene ma la salute politica del governo Monti non è per niente buona. Intanto perché col passare del tempo svanisce il vantaggioso confronto col disastroso governo Berlusconi, finora il principale atout del professore. Poi perché stanno emergendo delle resistenze alla sua presunta azione riformatrice che ne definiscono ancor più nitidamente la natura centrista e dunque paralizzata. 

Farsesco ad esempio è stato il caso dell’Imu della Chiesa. Prima l’esclusione dalla manovra, poi l’annuncio dell’introduzione, quindi la nuova scomparsa dal decreto sulle semplificazioni fiscali, infine la riapparizione con le dovute modifiche che consentiranno alla stragrande maggioranza degli istituti scolastici dei “preti” di non pagare un bel nulla. Per tacere il fatto che anche chi dovrà versare la tassa, bastando un’autodichiarazione, potrà tranquillamente non farlo contando sulla ovvia latitanza dei controlli. 

Sul fronte liberalizzazioni, taxi e farmacie hanno rialzato la testa e strappato importanti modifiche, gli avvocati hanno già ottenuto l’eliminazione dell’obbligo del preventivo, le banche fanno finta di protestare contro i conti gratuiti ai pensionati con meno di 1500 euro al mese e qualcosa di sicuro otterranno, mentre l’aumento del numero dei notai è alla fine risultato ridicolo. Il governo ha persino ceduto ai bagnini evitando di applicare quanto ci chiede l'Europa con la direttiva Bolkenstein e dunque impedendo a investitori stranieri di migliorare i servizi delle nostre spiagge. Per un esecutivo che ogni giorno ci ripete che deve modificare l'articolo 18 perchè altrimenti facciamo scappare i capitali internazionali, non c'è male. 

Per quanto riguarda i tagli ai maxistipendi dei dirigenti pubblici, dopo aver scoperto che il nostro capo della polizia guadagna il triplo del suo collega di Scotland Yard, ci siamo appena accorti che, ammesso e non concesso che i compensi dei vari Manganelli e compagnia saranno mai calmierati, non potremo toccare quelli dei vari manager di aziende pubbliche (Rai o Malpensa o le varie municipalizzate) e quelli dei dirigenti regionali. 

Un’aria peggiore spira dalle parti di Via Arenula: il provvedimento cosiddetto svuotacarceri è poco più che un pannicello caldo mentre non se la passa meglio la presunta lotta alla corruzione, altro mirabolante annuncio governativo: la Severino vorrebbe aumentare le pene e introdurre il reato di corruzione privata. Un ottimo proposito che però si scontra con le ovvie resistenze del Pdl, i cui peones rispondono, senza nemmeno bisogno che glielo dica Berlusconi, ad un primigenio istinto di sopravvivenza. 

Stesso identico discorso per le riforme di Rai, sistema radiotelevisivo, mercato pubblicitario, tutte materie dove imperano i veti del partito più rappresentato in parlamento, quello Mediaset. Monti dopo aver annunciato a Fabio Fazio che sarebbe intervenuto su Viale Mazzini, è stato subito stoppato dai bravacci di Arcore e sembra che il massimo di riforma che sia in grado di partorire sia una diminuzione dei membri del Cda, da 9 a 5, mantenendo ai partiti la nomina di almeno 3 di loro. Anche in questo caso come per l’Imu della Chiesa siamo di fronte ad una evidente farsa. 

Insomma ci stiamo accorgendo che, nonostante il coro di lodi internazionali, la spinta riformista del governo non esiste e finora le uniche cose che gli sono riuscite sono state i tagli alle pensioni e 40 miliardi di euro di tasse. Un’eloquente premessa a quanto il professore si appresta a fare, ovvero massacrare i cassintegrati e gli ultimi titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, il tutto facendo finta di aiutare i giovani precari. 

Lo sappiamo da tempo: la principale forma di legittimazione politica del governo Monti arriva dall’esterno, ovvero dall’Europa e dalle principali istituzioni finanziarie mondiali, come Fmi, Ocse, Bce. Ad esse il professore deve rendere conto e ad esse si piegherà anche il nostro parlamento che si balocca con una sovranità che da tempo non ha più. 

La speranza (sempre più flebile) è che i padroni "mondiali", dopo averci chiesto di rinunciare alla sovranità nazionale non ci chiedano di accantonare anche ciò che resta della nostra democrazia. Perchè ovviamente la globalizzazione, quella che rende onnipotenti le corporation e impotenti gli stati nazionali, nessuno la può mettere in discussione. 

Questi sono i fantasmi che il consenso al governo Monti ci impedisce di intravedere. E' evidente che una tale situazione possa far bene solo al centrodestra e solo male al centrosinistra come dimostrano gli ultimissimi sondaggi di Ilvo Diamanti. Quindi basta di trastullarsi con le parole solidarietà ed equità, caro Bersani, o Monti fa quello che deve fare o se ne vada pure a casa. 


   


Alberico Giostra

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