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News by Dire
11 Febbraio 2012
IDV GENOVA. COSMA E LA NDRANGHETA.
L'UNITA' SCRIVE DI SALVATORE OTTAVIO COSMA, DIRIGENTE DELL'IDV GENOVESE, PRESIDENTE DE "LA CITTA' DEL SOLE", UN'ASSOCIAZIONE DI CALABRESI, SECONDO LA MAGISTRATURA, CON PRESENZE DI MALAVITOSI. UN'IMMAGINE A DIR POCO IMBARAZZANTE PERALTRO NOTA SIN DAL 2007, E ORA RIPRESA ANCHE IN UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL PD.
Per caso Cosma ha querelato l'Unità? E se non lo ha ancora fatto perchè non si affretta a farlo come pure qualche autorevole esponente dipietrista gli ha chiesto? E Di Pietro che dice di questo ennesimo schizzo di fango? A Genova tutti ricordano il caso di Cinzia Damonte, candidata dell'Idv, pizzicata da Christian Abbondanza ad una cena elettorale insieme al boss Onofrio Garcea, ora in carcere. La Damonte è uscita dal partito. Finirà così anche per Cosma? Resta comunque aperto il problema della doppia vita dell'Idv: a Roma scintillante partito di opposizione dura e pura che si prepara ad alleanze anti inciucio con Sel e Rifondazione Comunista; in periferia partito pronto ad ogni possibile inciucio e a cooptazioni imbarazzanti. A Genova, tanto per cambiare, dopo Gagliardi dal Pdl è arrivato dall'Udc, Umberto Lo Grasso. Ma è anche grazie a voti "maleodoranti" che Di Pietro arriva in parlamento.
Allegato unita-gioffre cosma.pdf


  • Testo interrogazione in commissione

 
Atto a cui si riferisce: 
C.5/06091 [Accertare la totale estraneità del prefetto Pasquale Antonio Gioffrè ai molteplici rapporti con i cosiddetti 'ndranghetisti ]
 
 

 PELUFFO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:  
 lo scorso dicembre 2011, è stato nominato Pasquale Antonio Gioffrè neo-prefetto di Lodi;  
 da notizie apparse sulla stampa nei giorni scorsi si apprende che nel 2005 il Pasquale Antonio Gioffrè compariva tra i fondatori di un associazione di emigrati calabresi in Liguria - la Città del Sole con sede a Genova - accanto ad una serie di personaggi coinvolti in inchieste antimafia e voto di scambio a partire proprio dal presidente dell'associazione Salvatore Ottavio Cosma;  
 secondo un rapporto della Guardia di finanza del 2007 (in esecuzione di un'inchiesta del pubblico ministero Francesco Pinto), sarebbe il «punto di contatto» tra 'ndrangheta e ambienti politici in Liguria: «Le indagini tecniche hanno consentito di accertare che Cosma Salvatore fosse effettivamente in contatto con esponenti della malavita ed in particolare con Mamone Gino, Stefanelli Vincenzo, Malatesti Piero e Garcea Onofrio»;  
 nell'atto costitutivo dell'associazione, Gioffrè, risultava con la carica di vicepresidente e accanto a lui, oltre Cosma, anche un famoso imprenditore calabrese che in Liguria ha fatto fortuna: Gregorio Fogliani, originario di Taurianova, la cui azienda si occupa di ristorazione;  
 la famiglia Fogliani è considerata dalla direzione investigativa antimafia di Genova «terminale locale per operazioni di reinvestimento di denaro di illecita provenienza», «Famiglia di 'ndrangheta» la definiscono i rapporti 2008-2010 della Procura nazionale antimafia a firma di Piero Grasso; 
 tra i contatti della predetta associazione noti alle cronache di stampa sembrerebbe esserci anche Antonio Multari, arrestato nel giugno scorso a Genova per associazione mafiosa;  
 nel capoluogo ligure - secondo le ultime inchieste - le famiglie mafiose calabresi mirano alla conquista di beni confiscati, governano un ampio bacino elettorale, entrano negli appalti pubblici, e che sempre secondo alcune inchieste della Dda milanese la 'ndrangheta controllerebbe la gestione dei rifiuti e il movimento terra;  
 a Lodi un anno fa scoppiò il caso del predecessore di Gioffrè, Peg Strano Materia, investita dalle polemiche per aver tolto la scorta allo scrittore e consigliere regionale Giulio Cavalli, decisione che fu interpretata come «punizione» perché Cavalli aveva denunciato che Pietrogino Pezzano, era in stretti rapporti con il gotha della 'ndrangheta milanese -:  
 se corrispondano al vero le notizie apparse sulla stampa, quali iniziative intenda intraprendere affinché si accerti la totale estraneità del prefetto Pasquale Antonio Gioffrè dei molteplici rapporti con i cosiddetti 'ndranghetisti o comunque vicini al mondo affaristico gestito dalle cosche di 'ndrangheta.  
 (5-06091) 



















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Commenti
Iannotta Gianni 2012-02-14 15:27:51

L'IDV deve iniziare a valutare e selezionare con rigore la sua classe dirigente. Ormai sono tanti i casi di più che sospetta vicinanza di suoi esponenti ad ambienti mafiosi. Di Pietro non può continuare a far finta di nulla, come se non sapesse. Si dovrebbe chiedere, ed essere conseguente, come mai alcuni suoi esponenti istituzionali di primo piano in piena campagna elettorale hanno avuto incontri documentati con esponenti della criminalità organizzata. E' successo in Piemonte e anche in Calabria, con interlocutrice sempre la 'ndrangheta. Addirittura un suo consigliere regionale è più volte ritratto in foto e video con pericolosissimi mafiosi, già condannati in via definitiva e il suo nominativo compare addirittura in due ordinanza di custodia in carcere per gravissimi ed inquietanti fatti di mafia: quella del Tribunale di Reggio Calabria con cui è stato arrestato l'ex consigliere/assessore regionale della Calabria Mimmo Crea e quella del Tribunale di Milano che ha portato all'arresto del consigliere regionale Morelli. Cosa aspetta Di Pietro a prendere provvedimenti? Che scoppi il bubbone o che i militanti e dirigenti che si battono realmente contro le mafie continuando a lasciare il partito perchè prendono le distanze da simili intollerabili presenze, finendo per ingrossare le fila di altri partiti che, quanto a questione morale, stanno ormai dando lezione a IDV?

 

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