Il Tribuno
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News by Dire
07 Febbraio 2012
RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO PER L'EUROPARLAMENTARE UGGIAS. E' ACCUSATO DI PECULATO.
SECONDO IL PM COCCO DELLA PROCURA DI CAGLIARI, INSIEME AD ALTRI CONSIGLIERI REGIONALI, UGGIAS HA UTILIZZATO PER SE' STESSO I SOLDI DESTINATI ALLE ATTIVITA' DEI GRUPPI POLITICI. IL REATO L'AVREBBE COMUNQUE COMMESSO QUANDO ERA DELLA MARGHERITA.
Uggias avrebbe utilizzato i soldi del gruppo regionale della margherita anche per acquistare biglietti aerei per Manchester dove vive sua sorella. Tra le altre spese anche viaggi ad Ercolano e Pompei. Inutile anche in questa occasione chiedere a Di Pietro se intende sospendere dal partito il suo fedelissimo eurodeputato, ovvero applicare nel suo partito quelle regole che chiede sempre con forza vengano applicate agli altri partiti. Con i suoi Tonino è sempre molto comprensivo...

Peculato, 20 rinvii a giudizio

Si tratta di consiglieri regionali in carica tra il 2004 e il 2008

      CAGLIARI. Erano diciotto e ora sono venti, tutti consiglieri ed ex consiglieri regionali. Chiusa nell'aprile scorso l'inchiesta giudiziaria, il pubblico ministero Marco Cocco ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio confermando l'accusa generale di peculato: nella legislatura 2004-2008 i rappresentanti politici avrebbero intascato insieme alla ricca indennità mensile anche i 2500 euro che la presidenza dell'assemblea destina in base alla legge all'attività istituzionale dei gruppi consiliari.  E' denaro che andrebbe speso per convegni, consulenze giuridiche, viaggi studio e altre attività legate al ruolo legislativo e che invece - stando alle conclusioni della Procura - è stato speso per altro. In alcuni casi per acquisti privati, ma non solo per quelli: una sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che l'uso diverso da quello indicato dalla legge e comunque la mancata rendicontazione bastano per integrare il reato di peculato. Un reato grave, che può essere commesso solo da pubblici ufficiali e che viene punito con una pena da tre a dieci anni di carcere. Come dire che i tempi della prescrizione arrivano a quasi quindici anni.  L'inchiesta era partita in sordina e fra lo scetticismo generale per l'iniziativa di una funzionaria dei gruppi politici regionali: si chiama Ornella Piredda. Lei chiedeva che le spese dei consiglieri venissero giustificate e il presidente del gruppo misto, il sardista Giuseppe Atzeri, le consigliava di occuparsi dei fatti suoi. Giorno dopo giorno - stando agli atti - la funzionaria è scivolata sempre più in basso nella scala della considerazione gerarchica, fino a perdere qualsiasi incarico di lavoro. Si è ammalata, ha sofferto, infine ha presentato due esposti alla Procura dove niente è stato omesso. L'indagine è partita da quel racconto cui sono seguite testimonianze dirette, nell'ufficio del pubblico ministero. Racconti credibili, per la Procura, se Atzeri è indagato per peculato ma anche per abuso d'ufficio, maltrattamenti, lesioni personali e falso.  L'accusa è fondata su precisi riscontri documentali: nel provvedimento che chiude l'inchiesta si fa riferimento all'obbligo di «giustificazione certa, puntuale e coeva» di ciascuna uscita. Che tradotto dal giuridichese significa: scontrini, ricevute, fatture e documenti d'appoggio presentati immediatamente dopo le spese, non dopo un anno o due. Regola ferrea che a leggere la conclusioni della Procura non sarebbe molto diffusa tra i parlamentari regionali, convinti che lo statuto speciale della Regione Sardegna garantisca l'autonomia anche da alcune leggi dello Stato.  La Piredda si è costituita parte civile con l'avvocato Andrea Pogliani ed è l'unica finora a chiedere un risarcimento per quella che sembra essere una cattiva consuetudine diffusa in consiglio regionale almeno tra il 2004 e il 2009. Per ora dovrebbero rispondere in giudizio i consiglieri che facevano parte dei gruppi Misto e 'Insieme per la Sardegna' nella legislatura passata. Giuseppe Atzeri (Psd'az) accusato anche di abuso d'ufficio, maltrattamenti, lesioni e falso per le sue azioni nei confronti della funzionaria Ornella Piredda, che l'ha denunciato. Poi l'attuale europarlamentare Giommaria Uggias (Idv), i consiglieri regionali Silvestro Ladu, Tore Amadu, Oscar Cherchi e Renato Lai (Pdl), Mario Floris (Uds), Alberto e Vittorio Randazzo (Udc), Adriano Salis (Idv), gli ex consiglieri Beniamino Scarpa (prima Psd'Az, poi Pd), Maria Grazia Caligaris, Raimondo Ibba, Raffaele Farigu, Pierangelo Masia e Peppino Balia (Socialisti), Carmelo Cachia (Pd), Giuseppe Giorico (Udeur), Sergio Marracini (Udc) e Salvatore Serra (Sin. autonomista). (m.l)




    da l'unione sarda.it






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    Commenti
    Marcello Abis 2012-02-24 17:52:04

    E del consigliere regionale ADRIANO SALIS, quello che vi passa le informazioni, non ne parlate?
    Anche lui è coinvolto nello scandalo e ha una bella richiesta di rinvio a giudizio.
    Non ha nemmeno mai rendicontato al partito come spendeva i soldi del gruppo!!!

    Roberto C. 2012-02-17 14:57:39

    Come mai non c'è un articolo sui consiglieri regionali sardi dell' Idv che copiano le proposte di legge?
    http://www.regione.sardegna.it/j/v/492?s=188406&v=2&c=1489&t=1

     

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