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News by Dire
28 Febbraio 2012
SCICCHITANO INDAGATO PER ABUSO D'UFFICIO NELLA GESTIONE DEL CRAC FEDERCONSORZI.
SECONDO LAURA MARAGNANI DI PANORAMA, L'AVVOCATO DELL'IDV E DELL'EX PM DAL 2010 E' SOTTO INCHIESTA A PERUGIA IN QUALITA' DI LIQUIDATORE DELL'ENTE PUBBLICO AL CENTRO DI UNA VICENDA DEFINITA IL PIU' GRANDE SCANDALO ITALIANO DOPO LA BANCA ROMANA. IN OTTO ANNI I CREDITORI HANNO RIAVUTO 15 MILIONI DI EURO, MENTRE IL COMPENSO DI SCICCHITANO, E I COSTI DI AMMINISTRAZIONE E CONTENZIOSO NE HANNO ASSORBITI 40. E DI PIETRO? NEL 2002 AVEVA DETTO: "DIETRO QUESTA STORIA C'E' LA MALAPOLITICA"!
L'accusa per l'avvocato di Di Pietro è quella di aver firmato nel 2008 una transazione con una società, la Sgr, cui nel 1993 era stato conferito l'ingente patrimonio della Federconsorzi attraverso un atto giudicato nullo nel 2004 dalla corte d'appello di Perugia. L'avvocato di Di Pietro anzichè recuperare i beni ha rinunciato a tutti i risarcimenti in cambio di crediti risalenti al 1993. Secondo Panorama "carta straccia o quasi". Il nuovo commissario liquidatore si è rifiutato di approvare l'ultimo rendiconto di Scicchitano quello del 2010: su 4,5 milioni di uscite i creditori hanno avuto solo 861 mila euro. Intanto dalle carte dell'inchiesta romana sulla truffa Pambianchi- Mazzieri, spunta una società specializzata in operazioni illecite cui Scicchitano aveva affidato una parte dei controlli dei documenti Federconsorzi liquidando un compenso di 1,2 milioni. Soldi che non si sa bene come sono finiti alla madre di Scicchitano che poi li ha "donati" al figlio Sergio.

Quando si dice l’occhio lungo: «In questa storia c’è dietro la malapolitica!» tuonava Antonio Di Pietro nell’anno 2002, il 4 febbraio, al tribunale di Perugia. C’era l’udienza preliminare per il crac Federconsorzi e l’ex pm non faceva sconti: voleva accertare responsabilità, favoreggiamenti, «coperture a Roma». Voleva «difendere le  persone che si sono viste portare via il lavoro e chiedono giustizia alla giustizia». Parole sante. 

Infatti Di Pietro, al suo esordio come avvocato, era lì a reclamare giustizia per conto di due ex dipendenti del Consorzio, Paolo Cristiano e Valter Gargano. Chissà se l’hanno avuta, giustizia. O se anche loro hanno firmato l’ennesimo ricorso contro le ennesime irregolarità nella liquidazione Federconsorzi. «Il più grande scandalo italiano dopo la Banca Romana», secondo l’ex ministro Giancarlo Galan, si è infatti arricchito di un nuovo capitolo: il penultimo liquidatore, l’avvocato Sergio Scicchitano, è indagato per abuso d’ufficio. 

E Di Pietro? Zitto: non solo Scicchitano è l’avvocato dell’Italia dei Valori, ma è anche il suo consigliere giuridico e il suo legale di fiducia. Tonino lo ha voluto nel cda dell’Anas quando nel 2006 è diventato ministro alle Infrastrutture; poi lo ha piazzato a Lazio Service come presidente. Calabrese, 57 anni, gran cumulatore di arbitrati e di gestioni di fallimenti, da Cirio ad Aiazzone, Scicchitano è stato liquidatore della Federconsorzi dal 2003 al 2011. 

Otto anni con al centro il rovente contenzioso sul patrimonio (2,48 miliardi di euro) che nel 1993 era finito nelle mani della società Sgr attraverso un contestatissimo "atto - quadro": cioè un negozio giuridico nullo e illecito come l’ha definito chiaramente la Corte d'appello di Perugia nel 2004. Eppure Scicchitano, anzichè recuperare i beni, nel 2008 ha firmato una nuova transazione con Sgr, rinunciando a tutti i risarcimenti in cambio di crediti risalenti al 1993. Carta straccia, o quasi. Da qui il fascicolo per abuso d’ufficio aperto nel 2010 a Perugia, e tanti saluti ai creditori e alle «persone che si sono viste portare via il lavoro». 

Scicchitano si è dimesso da Federconsorzi il 16 giugno 2011, dopo essere stato indagato a Roma (per false fatturazioni) insieme ai «commercialisti dei colletti bianchi» Cesare Pambianchi e Carlo Mazzieri. Il commissario governativo Andrea Baldanza si è però rifiutato di approvare il suo ultimo rendiconto: su 4,5 milioni di uscite nel 2010, i creditori hanno avuto 861 mila 577 euro e 57 centesimi. Briciole. Il grosso, ben 2,5 milioni, è andato in «spese di contenzioso generale». E l’intera gestione? In 8 anni ci sono stati incassi per 33 milioni e uscite per 55, ma i creditori ne hanno visti solo 15. L’amministrazione, il contenzioso e il compenso del liquidatore, Scicchitano medesimo, se ne sono presi 40. Tocca adesso al tribunale fallimentare di Roma decidere se quelle spese sono state congrue. E soprattutto trasparenti: «Da 20 anni le famiglie delle vittime sono costrette a inseguire transazioni su transazioni che depauperano il patrimonio» spiegano gli avvocati Libero Mancuso e Francesco Paola.  

Tra una transazione e l’altra, grazie all’inchiesta Pambianchi-Mazzieri, spunta anche una società specializzata in operazioni illecite, la Minor, con cui Scicchitano aveva un contratto per «la revisione e il controllo di documenti contabili» di Federconsorzi. Costo annuale: 1,2 milioni di euro più Iva. Un affarone, secondo la Guardia di Finanza: quei soldi, tramite un complicato giro bancario, sono finiti a una vecchia signora di 88 anni, Enedina Sgrò, che il 12 maggio 2010 ha poi fatto un bonifico per una «donazione» al figlio. E chi è il figlio? Proprio Sergio Scicchitano, il liquidatore della Federconsorzi.  

Laura Maragnani 


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Commenti
stefano pascucci 2012-04-23 18:37:04

cara mara sono situazioni difficili da giudicare. Primo bisogna aspettare una eventuale condanna e che questa sia definitiva. solo poi ci si può eventualmente avventurare in un giudizio politico. IL mestiere di avvocato espone spesso a dei rischi , nel caso di abuso di ufficio poi, le responsabilità sono assai vaghe. L' ipotetica prova che agli atti di questo procedimento ( ma poi qualcuno ha confermato la notizia data da panorama - giornale nemico dei dipetristi ? io non saprei copn certezza se è vera questa notizia) manca, ovvero la prova certa, al di la di ogni ragionevole dubbio, di un interesse personale e o di un vantaggio diretto o indiretto è essenziale per poter dire che si è abusati dei doveri di ufficio. E poi c'è da dire che la federconsorzi era un carrozzone pieno di trappole per chiunque lo avesse maneggiato. Sull'opportunità di scendere in politica per chi è in queste faccende, complesse, intricate, semmai si puo discutere. Tuttavia prima di dare giudizi netti come spade rifletterei.

mara 2012-03-20 13:29:30

un po bizarro non credete che sia l-avvocato di fiducia del simbolo di mani pulite. necessario valutare i consorzi in calabria , di cui lui fa parte, creati sul modello del contratto di programma accertato dall ínchiesta poseidone e why not. e poi il ruolo di questo signore in questi , perche qui in calabria non ne possiamo piu di ruberie, se questo signore oltre ad apparenti semplici entrature nell ánas, negli arbitrati, nei fallimenti, non sia in realta'un anello di un ingranaggio piu ampio, che va dal colletto bianco a quello grembiulato o per mera ipotesi, a quelle consorterie che qui nel sud portano direttamente alle cosche e , quindi non sia un anello di congiuzione.
auguriamoci anche nell interesse di chi sceglie certi avvocati , che la magistratura faccia chiarezza.

 

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