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Alberico Giostra 06 Marzo 2012
IL GATTOPERDO

Adesso che la vittoria di Fabrizio Ferrandelli nelle primarie di Palermo è sicura se ne può parlare. Partiamo dalla reazione di Leoluca Orlando dopo la batosta: “noi continuiamo ad appoggiare Rita Borsellino, con Lombardo non ci stiamo”. Frasi sconnesse e senza senso che confermano la disperata deriva solipsistica e il divorzio dalla realtà dell’ex sindaco Dc. Rita Borsellino ha intenzione di candidarsi nonostante la sconfitta? Conoscendo la sua saggezza e il suo equilibrio siamo certi di no, e allora il povero Orlando di cosa parla? Ma forse il portavoce dell’Idv pensa ad un’altra cosa, a candidarsi lui stesso. E allora farebbe bene a dirlo chiaramente, così come farebbe bene a piantarla di parlare solo di alleanze e mai di programmi. 

A colpire poi oltre alla vanità è anche l’arroganza non sottomettersi al voto democratico accettandone umilmente i risultati, come ha detto che farà, ad esempio, Bersani. Evidentemente chi va con lo zoppo impara a zoppicare e la frequentazione di Antonio Di Pietro ha trasformato un politico che tutti abbiamo ammirato e stimato in un campione di egoismo. Anzi Orlando ha fatto persino di peggio visto che Di Pietro sembra abbia detto alla Alfano che appoggerà lealmente Ferrandelli. 

E veniamo alla questione Lombardo. Orlando ha cercato di infangare Ferrandelli in modo inaccettabile. Premesso che il governatore siciliano non ci piace affatto e che condividiamo il “berufverbot” nei suoi confronti, tutti sanno che il centrosinistra ha imposto una clausola ai candidati che dice chiaramente che non ci sarà alleanza con il terzo polo. Lombardo peraltro avrà un suo uomo che correrà come sindaco. Inoltre Giuseppe Lupo che ha stretto con Orlando il patto per la Borsellino, in qualità di segretario regionale del Pd ha sempre approvato l’appoggio alla giunta Lombardo. Il 23 settembre scorso Lupo dichiarava: “L’Italia dei valori, con la sua arroganza, ha deciso di rompere il centrosinistra che noi vogliamo unito e aperto al confronto con il terzo polo per battere la destra berlusconiana che ha distrutto la Sicilia”. Ecco, questo era l’uomo sul quale Orlando faceva leva per battere Lombardo. Attribuire a Lupo una caratura anti inciucio che non ha e caricare l’indubbio peso dell’alleanza tutto sulle spalle dei supporter di Ferrandelli, Beppe Lumia e Antonello Cracolici, descritti da Orlando come emblemi del male assoluto, ha dunque il sapore di un vero e proprio imbroglio politico che nasconde qualcos’altro. 

Un altro aspetto che Orlando mistifica è che, se è vero che la Borsellino è sempre stata contrarissima a Lombardo, in realtà una parte del terzo polo siciliano l’ha sostenuta persino prima di lui: “Fli e il Terzo Polo”, dichiarava Fabio Granata il 30 ottobre scorso, “hanno generosamente indicato in Rita Borsellino il candidato da sostenere senza se e senza ma per liberare Palermo dal malgoverno. Sorprende e mette tristezza l'atteggiamento di Luca Orlando, un tempo teorico della rottura degli schemi per il bene comune”. L’altro fatto notevole nella vicenda palermitana è infatti che il portavoce dell’Idv è stato fino a tutto dicembre contrario alla candidatura della sorella del magistrato ucciso dalla mafia, e fino a tutto febbraio l’ex sindaco di Palermo ha ripetuto che lui restava candidato, un modo neanche tanto obliquo per dire che se la Borsellino avesse perso lui non avrebbe accettato di sostenere un altro candidato. 

Tutti questi indizi messi insieme sono la prova dello spaesamento orlandiano, del suo litigio ormai permanente con la verità, del suo essere diventato come Di Pietro un politico ondivago e umorale. L’ex sindaco della primavera palermitana sa benissimo che Ferrandelli è un uomo di sinistra, sa benissimo che tra i supporter non c’è solo l’ex ministro Salvatore Cardinale (che per la verità avremmo preferito non vedere) ma anche Rosario Crocetta e Sonia Alfano e ben 39 tra circoli e associazioni del capoluogo siciliano, alcuni dei quali dell’Idv. E allora perché non smette di rincorrere i fantasmi della sua mente e non accetta umilmente questa sonora sconfitta politica? 

Assunto che il “Gattoperdo” di Palermo è Leoluca Orlando e non Bersani, veniamo al Pd. Quello che colpisce è che Letta, Veltroni, e Follini, pensano di utilizzare il risultato di Palermo per archiviare la foto di Vasto. Questo equivoco fa capire che ad aver divorziato dalla realtà non è solo Orlando. I "Modem" del Pd sono infatti gli unici che sono riusciti a credere alla balla di Orlando che Ferrandelli è un candidato dell'inciucio, Pd-Terzo polo-Mpa. In realtà proprio la vittoria di Ferrandelli, che è uomo di rottura, di innovazione, che è di sinistra e che anche per questo è stato espulso dall'Idv, dimostra che dalla foto di Vasto va espunto solo un volto, quello di Di Pietro. C’è chi dice che Bersani perda tutte le primarie, ma in realtà in Italia le ha vinte quasi tutte e senza terzo polo (l’ultima a L’Aquila). A perderle tutte sono stati i candidati della ex Margherita, e quelli di Di Pietro, perché, De Magistris a parte, o i dipietristi hanno rinunciato a correre per manifesta inferiorità o i loro candidati hanno raccolto miserabili figuracce. 

Letta e Veltroni debbono perciò mettersi in testa che in tutte le primarie gli elettori hanno premiato proprio lo spirito di Vasto, l’alleanza a sinistra, l’apertura ai movimenti e alla realtà della società civile, lo sguardo verso il futuro, la voglia di un’alternativa netta al centrodestra e al moderatismo. Tutte realtà che a Letta & co. non interessano perché evidentemente loro con il centrosinistra non c’entrano nulla e dopo avergli rifilato per anni bufale clamorose, da Marchionne a Calearo fino ad Ichino, adesso per affondare definitivamente ciò che resta dello schieramento progressista puntano tutto su Mario Monti.

Insomma per il Pd, in attesa di eiaculare i “Modem”, da archiviare intanto c'è l’alleanza con l’Idv. Quanto accaduto in Puglia, a Milano, (il grande Pisapia ha sbattuto fuori dalla coalizione e dalla giunta i dipietristi del posto) Genova, Palermo e in tante altre città, dimostra che il Pd insieme a Sel, ai Verdi, alla Federazione della sinistra e ai tanti movimenti locali sono ancora una risorsa, nonostante i Letta-Veltroni-Fioroni-Gentiloni e che invece l’Idv è un peso, un freno, un’autentica jattura per tutto il centrosinistra. 

Lo è per la sua impresentabile classe pseudo dirigente, per non aver mai, dicasi mai, dato un esempio di buon governo, per essere diviso e lacerato da miserabili beghe interne al cui cospetto quelle del Pd sono discussioni accademiche. E adesso che anche uno dei suoi uomini migliori ha imboccato un mesto viale del tramonto, non c’è più alcun dubbio: con Letta &Veltroni, Di Pietro & Orlando non vinceremo mai. 

Alberico Giostra

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Commenti
___confine___ 2012-03-22 18:29:28

Beh che dire! Ho visitato ieri questo blog per la prima volta e ho letto quest'articolo. Ora leggo dal "repubblichino" che Orlando si candida a sindaco di Palermo. Un barlume di speranza mediatica in un mondo di parolai populisti . Complimenti

 

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