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| "Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979) |
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DURO ATTACCO A TUTTO CAMPO DEL CONSIGLIERE REGIONALE CHE AL TRIBUNO.COM ESTERNA LE SUE CRITICHE SU DEMOCRAZIA INTERNA, RIMPASTO REGIONALE, DOPPI INCARICHI, ASSUNZIONI CLIENTELARI E MANCATO APPOGGIO DEL PARTITO ALLA SUA BATTAGLIA CONTRO L'INQUINAMENTO IN LUCANIA. MAZZEO CHIEDE: IDV DA CHE PARTE STAI? DALLA PARTE DELLA LEGALITA' E DELLA TRASPARENZA O DEGLI INCIUCI CON IL PD?
In questa importante intervista che getta un sasso nella stagnante e ipocrita politica lucana, lo stimato medico potentino, cooptato da Belisario nel 2010 e già abbandonato al suo destino per l'eccessiva autonomia, torna a sottolineare la persistente schizofrenia dell'Idv che, a Montecitorio e nei salotti Tv, assume atteggiamenti da sinistra radicale e si scaglia contro la triade Pd-Pdl-Terzo polo, e poi a livello locale partecipa con questi partiti a operazioni di sottogoverno e malgoverno, vedi le assunzioni clientelari o i casi dell'inquinamento in val d'Agri e dell'inceneritore della Fiat di Melfi, insabbiati da organismi di controllo regionali e nella cui denuncia il partito ha lasciato solo Mazzeo.
di Alberico Giostra
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PIAZZA CAVOUR HA RESPINTO IL RICORSO DEL LEADER DELL'IDV DICHIARANDO AMMISSIBILE L'OPPOSIZIONE DI ELIO VELTRI ALL'ARCHIVIAZIONE DELLA DENUNCIA SULL'USO DEI FONDI DEL PARTITO DECISA DAL TRIBUNALE DI ROMA. PER L'EX NUMERO DUE DELL'IDV E GLI AVVOCATI MANCUSO E PAOLA, E' UN SUCCESSO NOTEVOLE PERCHE' NORMALMENTE LA SUPREMA CORTE DECIDE PER L'INAMMISSIBILITA'. ORA A BREVE GLI ERMELLINI ENTRERANNO NEL MERITO.
Questa decisione non può che far piacere a chi ritiene che si debba fare chiarezza su che cosa è successo nell'Idv fino al gennaio del 2009, quando ad amministrare gli ingenti rimborsi elettorali era un'associazione detta Italia dei valori, che il tribunale civile di Roma nel 2008 ha riconosciuto soggetto diverso dal partito Italia dei valori. Finora due pm della procura capitolina e due Gip hanno ritenuto nel 2008 e nel 2011 che nell'Idv non sia accaduto nulla di strano, archiviando le denunce di Veltri-Chiesa-Occhetto e di Mario Di Domenico. Ora la Cassazione dice che è il caso di andare a vedere se è vero quanto sostengono i legali di Veltri, ovvero che l'inchiesta del pm Pisani non è stata correttamente condotta e archiviata. Veltri-Chiesa-Occhetto hanno presentato una perizia giurata di 400 pagine con la mappatura delle proprietà di Antonio Di Pietro, un patrimonio immobiliare nel quale l'ex eroe di mani pulite ha investito oltre 5 milioni di euro. E il 7 febbraio le sezioni unite civili della cassazione decideranno se a giudicare dell'opposizione all'esecuzione dei decreti ingiuntivi ottenuti da Veltri-Chiesa-Occhetto per avere dall'Idv la loro parte dei rimborsi delle europee 2004, debba essere l'ufficio di presidenza della camera de deputati, come vuole Di Pietro o il giudice ordinario come chiede Veltri.
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di Elio Veltri
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QUANDO LORENZO NICASTRO FU ELETTO PER L'IDV IN CONSIGLIO REGIONALE E NOMINATO ASSESSORE, DI PIETRO DICHIARO' CHE NON POTEVA CONSERVARE IL DOPPIO INCARICO. OGGI A DUE ANNI DI DISTANZA IL PM BARESE MANTIENE TRANQUILLAMENTE IL DOPPIO INCARICO.
In Basilicata intanto la coordinatrice regionale dell'Idv, Rosa Mastrosimone, è assessore regionale alla formazione. Un altro doppio incarico che mette in difficoltà il partito. (nella foto Lorenzo Nicastro)
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VENDOLA ALLEANDOSI CON DI PIETRO E IDV STA COMMETTENDO UN ERRORE CLAMOROSO. PER AIUTARE ALMENO I MILITANTI DI SEL A CONTESTARE QUESTA SCELTA POLITICA ABBIAMO RACCOLTO ALCUNI DEGLI ATTACCHI DELL'EX PM E DELL'IDV AL GOVERNATORE DELLA PUGLIA.
Vendola continua a commettere lo stesso errore della sinistra dai tempi di mani pulite. Di Pietro è un cavallo di troia delle destre. Destabilizza ogni coalizione cui partecipa per la smania di protagonismo e per l'avidità di riconoscimenti. La sua è la storia di un politico afflitto da una inguaribile doppiezza, che ha cambiato idea su tutto ed è pronto a cambiarla ancora. E oggi il suo partito sta mettendo in crisi il centrosinistra laddove può con continue richieste di poltrone e prebende. Solo fino a due anni fa il rais molisano pensava che Vendola dovesse abbandonare la politica perchè troppo vecchio e compromesso dalla vicenda Tedesco. E oggi ci si associa solo per disturbare il Pd e crearsi una identità di sinistra che non ha mai avuto e non potrà mai avere. Ma se la sinistra è in crisi è proprio perchè ha aperto le sue porte a gente come il leader dell'Idv.
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di Alberico Giostra
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LA DENUNCIA E' STATA PRESENTATA DA MAURIZIO BARDI, CONDANNATO A RISARCIRE CON 500.000 EURO ANTONIO DI PIETRO PER I PRESUNTI DANNI DOVUTI ALLA CHIUSURA DI UN DOMINIO INTERNET. SECONDO L'EDITORE TOSCANO LA TESORIERA IDV HA DICHIARATO CHE IL PARTITO E' STATO COSTRETTO AD APRIRE IN FRETTA E FURIA DUE DOMINI DOPO LA CHIUSURA DI QUELLO DI PROPRIETA' DI BARDI. IN REALTA' I DUE SITI ESISTEVANO DA ANNI E DI PIETRO NE ERA ENTRATO IN POSSESSO SEI MESI PRIMA. NON A CASO LA CORTE D'APPELLO DI GENOVA HA CONCESSO A BARDI LA SOSPENSIONE PARZIALE DELLA SENTENZA.
Occupandosi di questa incredibile vicenda, Il tribuno.com si è anche accorto che l'Idv nel 2002 ha assegnato il lavoro, fin lì svolto gratuitamente dall'editore pontremolese, ad un'azienda di Lucera il cui titolare nel 1999 era stato coinvolto in una brutta storia di camorra. Era entrato in affari con il clan dei casalesi in un'azienda di trasformazione di prodotti agricoli in provincia di Caserta, poi sequestrata dalla Guardia di Finanza. Silvana Mura non lo sapeva?
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IL DEPUTATO CALABRO-TORINESE DELL'IDV SI E' VISTO CON FRANCESCO LAMPADA, ARRESTATO NEL 2010 E FRATELLO DI GIULIO, BOSS DELLA COSCA INSEDIATA IN LOMBARDIA. A RISCONTRARLO LE CARTE DI UN'INCHIESTA MILANESE. NON C'E' ALCUN REATO, DICE IL GIP, MA CHISSA' PERCHE, AGGIUNGE, A INCONTRARE I MAFIOSI SONO SEMPRE GLI STESSI POLITICI, QUELLI CHE NON SANNO MAI NIENTE.
A giugno Gaetano Porcino era stato pizzicato dagli inquirenti a colloquio in un bar dell'hinterland torinese con il boss della 'ndrangheta, Salvatore Demasi. Si era difeso dicendo che lui non conosceva Demasi, che quell'incontro era del tutto casuale, che era frutto di una coincidenza. E Di Pietro, sempre molto severo con gli altri politici, naturalmente lo aveva perdonato. Nell'Idv l'episodio qualche mal di pancia lo aveva provocato, Giulio Cavalli uscì dal partito, ma poi sulla vicenda era stato steso il solito velo di ipocrisia. E anche stavolta, nonostante Donadi abbia tolto il saluto a Porcino, Di Pietro lo ha perdonato respingendo la sua proposta di autosospendersi dal gruppo Idv della camera.
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QUELLO CHE PUBBLICHIAMO E' UN PESANTE ATTO DI ACCUSA ALLA GESTIONE DEL PARTITO DI DI PIETRO IN VENETO IN MANO ALLA TROIKA DONADI-BORGHESI-MAROTTA E SPACCATO ORMAI IN MODO IRREVERSIBILE. I TONI DI QUESTA LETTERA FAREBBERO RIFLETTERE QUALUNQUE LEADER SERIO CONVINCENDOLO AD INTERVENIRE. MA NON L'EX EROE DI MANI PULITE.
Gli ex iscritti Idv si sono autotassati per acquistare uno spazio sul quotidiano La Tribuna e far conoscere a tutti qual è la condizione di un partito che, grazie alle omissioni di media amici, alle amnesie di famosi columnist e anchorman, all'ipocrisia e alla pavidità di altri militanti, riesce ancora a far credere di essere quello che non è, ovvero un'organizzazione trasparente, libera e dedita alla disinteressata ricerca del bene comune. Viceversa l'Idv è un partito anni 50, dove vige uno spietato "centralismo democratico" e vengono somministrate meticolose "purghe" di stampo staliniano. Una lettera che Il tribuno.com dedica a quanti credono ancora che l'Idv e Di Pietro siano qualcosa di "diverso" o, come spesso si sente dire, i "meno peggio".
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NELL'ARTICOLO CHE RIPRODUCIAMO, LA RESPONSABILE DELL'AREA FORMAZIONE E SICUREZZA DEL LAVORO DELL'IDV RACCONTA LA BOCCIATURA DELLA NORMATIVA ITALIANA SULLA SICUREZZA NEL LAVORO DA PARTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA. MA NELL'ARTICOLO NON SI CITA CHI HA RESO POSSIBILE QUESTO PRONUNCIAMENTO DI BRUXELLES. INDOVINATE UN PO' PERCHE'?
Il nome omesso è quello di Marco Bazzoni, (foto) operaio metalmeccanico di Firenze, che completamente da solo, si è rivolto alla Commissione Europea con una circostanziata lettera di denuncia che ha convinto i tecnici comunitari a mettersi al lavoro scovando così tutte le nequizie del Testo Unico sulla sicurezza, devastato dal Ministro del Welfare Sacconi. Il nome di Bazzoni è stato omesso incredibilmente, dopo che tutti i mass media lo avevano riportato enfatizzandone giustamente i meriti, perchè è un ex Idv uscito dal partito polemicamente il 4 febbraio 2011 con una lettera pubblicata da un quotidiano toscano. Durante la sua battaglia Bazzoni si era rivolto a tutti i partiti e sindacati, venendo sistematicamente ignorato. E anche l'Idv, di cui era militante, lo aveva snobbato. Adesso il partito esalta le sue gesta evitando pudicamente di farne il nome. "A leggere l'articolo sembra che sia tutto merito loro", ha commentato amaramente Bazzoni.
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NELLA CITTA' SCALIGERA, DOVE NEL 2012 SI VOTA PER LE COMUNALI, IL PARTITO DI DI PIETRO NON SI RITIENE SODDISFATTO DALL'ESITO DELLE PRIMARIE: IL SUO CANDIDATO BORGHESI HA PRESO IL 7,53% DEI VOTI E CERCA SCUSE PER ROMPERE CON IL PD CUI ATTRIBUISCE LA COLPA DELLA SCARSA AFFLUENZA.
L'Idv si conferma il peggior alleato possibile. Non solo a Roma ma anche a Verona. Subito dopo le primarie di coalizione vinte da Michele Bertucco, un attivista di Legambiente, il vicecapogruppo dell'Idv alla camera ha annunciato all'Arena che non è detto che l'Idv appoggi Bertucco in primavera, uscendo così dalla coalizione composta da Pd-Sel-Pdci-Psi. A smentirlo immediatamente è stato il vicecoordinatore provinciale Alberto Sabbadin che ha invece confermato che il partito appoggerà lealmente Bertucco. Dunque l'Idv veneto si è di nuovo spaccato: da una parte la maggioranza dorotea, Donadi-Borghesi-Marotta, che appena vede uno di sinistra (come Bertucco) mette mano alla pistola, dall'altra la minoranza capeggiata da Paola Frigerio. Il caso Verona fa capire che il problema non è il governo Monti e la sua manovra iniqua, ma solo la natura di un partito, l'Idv, che persegue un solo obiettivo, quello del suo tornaconto, infischiandosene del bene comune.
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A POCHI GIORNI DALLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2010, GIORDANO, POI ELETTO NELLE FILA DEI DIPIETRISTI, INCONTRAVA PRESSO UN CAFFE' DI REGGIO CALABRIA, DOMENICO SURACI, DEFINITO DAGLI INQUIRENTI, PRESUNTO MAFIOSO. EX ASSESSORE COMUNALE A REGGIO, CANDIDATO ALLE REGIONALI NELLA LISTA "NOI SUD CON SCOPELLITI", SURACI E' STATO ARRESTATO L'8 NOVEMBRE SCORSO. AD AIUTARE GIORDANO NELLE SUE RELAZIONI ERA LA MOGLIE DEL MAGISTRATO VINCENZO GIGLIO, ARRESTATO NELL'AMBITO DELL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SULLA COSCA, VALLE-LAMPADA, PERCHE' COLLUSO CON LA 'NDRANGHETA.
Giuseppe Giordano finora si era fatto notare solo per un vertiginoso cambio di casacche. Nel 2009 è passato in pochi mesi dall'Idv, con il quale era stato eletto presidente della Provincia di Reggio Calabria, al gruppo "Enosis", poi ai Democratici per Letta, quindi al Pd, all'Mpa di Lombardo e infine è tornato all'ovile dell'Idv. Di lui Ignazio Messina diceva: "Giordano è una persona valida e competente. In quest'ottica la decisione di arruolarlo nasce da una scelta meditata e convinta, dettata dalle grandi qualità di uomo e di politico, sicuri che darà un importante contributo al partito".
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di Alberico Giostra
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di Elio Veltri
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CONSIGLIERE PROVINCIALE SAVONESE LASCIA DI PIETRO E ATTACCA LA GESTIONE PALADINI.
L'Idv ligure, scrive Marco Caviglioni, stimato ambientalista di Savona, è un partito che si sta Pdl-izzando, dove i vertici fanno il bello e cattivo tempo e dove le scelte vanno in direzione di quel partito del cemento molto attivo in Liguria. Il suo abbandono segue quello di Pier Giorgio Pavarino, Davide Giribaldi e Giovanni Baglietto, militanti molto noti per il loro impegno ecologico. Gente che intralciava i disegni politici dell'opaco centrosinistra ligure. Vedi i casi dell'ampliamento della centrale a carbone Tirreno Power e della piattaforma Maersk di Vado.
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CONSIGLIERE PROVINCIALE SAVONESE LASCIA DI PIETRO E ATTACCA LA GESTIONE PALADINI.
L'Idv ligure, scrive Marco Caviglioni, stimato ambientalista di Savona, è un partito che si sta Pdl-izzando, dove i vertici fanno il bello e cattivo tempo e dove le scelte vanno in direzione di quel partito del cemento molto attivo in Liguria. Il suo abbandono segue quello di Pier Giorgio Pavarino, Davide Giribaldi e Giovanni Baglietto, militanti molto noti per il loro impegno ecologico. Gente che intralciava i disegni politici dell'opaco centrosinistra ligure. Vedi i casi dell'ampliamento della centrale a carbone Tirreno Power e della piattaforma Maersk di Vado.
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di Alberico Giostra
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di Alberico Giostra
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MARCO TIROTTA, AFFITTUARIO DI UN APPARTAMENTO DELL'ENTE PUBBLICO ISMA SANTA MARIA D'AQUIRO, E' IL FIGLIO DI PRIMO LETTO DELLA MOGLIE DI SALVATORE DODDI, (nella foto tra Di Pietro e Pedica) VICEPRESIDENTE DELL'ISMA STESSO, ED EX CAPO DELLA SEGRETERIA POLITICA REGIONALE IDV DEL LAZIO. I DUE NEGANO MA IL TRIBUNO.COM E' IN GRADO DI PROVARLO. SE TUTTO E' IN REGOLA PERCHE' NEGARE?
Tirotta si difende dicendo che è solo un conoscente di Doddi, e che non ha mai ricevuto da lui favori. Ma oltre ad essere attualmente membro della segreteria romana dell'Idv, in passato ha lavorato per "Lazio Service", la società regionale di cui è presidente Sergio Scicchitano, legale di Antonio Di Pietro, ed è stato candidato anche nel Nuovo Psi proprio quando anche Doddi faceva parte della formazione legata al centrodestra di Gianni De Michelis.
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QUANDO SI TRATTA DI SOLDI TONINO NON SCHERZA
I consiglieri devono versare al partito 1500 euro al mese, ma chi non rispetta una delle tre clausole inserite, ne dovrà versare 3500, pagando una penale di 100.000 euro. E' stato firmato da tutti i candidati, con qualche eccezione, ma secondo diversi legali sarebbe un atto nullo. Il parere dell'avvocato F.Paola.
di Alberico Giostra
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PERCHE' ALLORA IL LEADER IDV SOSTIENE IN PUBBLICO CHE ASSOCIAZIONE E PARTITO SONO LA STESSA COSA?
Intervista a Wanda Montanelli, ex responsabile del Dipartimento Pari opportunità Idv che ha fatto causa a Di Pietro chiedendo un risarcimento per danni esistenziali dopo essersi vista negare per anni i soldi che per legge spettavano al suo Dipartimento, soldi che sono stati comunque iscritti nei bilanci come se fossero stati davvero erogati. La sentenza alla fine dell'anno. In appendice l'intervento della Montanelli alla Casa internazionale delle Donne, di sabato 26 giugno e l'importante passaggio della memoria difensiva dei legali di Di Pietro in cui viene spiegato che solo i soci dell'associazione a tre possono rivendicare il diritto a chiedere spiegazioni sui bilanci del partito.
di Alberico Giostra
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INTERVISTA ESCLUSIVA AD UN ALTRO FUGGIASCO "ECCELLENTE" CHE DENUNCIA IL CLIMA DI SOGGEZIONE E IL CULTO DELLA PERSONALITA' INTERNO AL PARTITO DELL'EX PM.
A Radice nel 2008 è stato negato il seggio al Senato non appena ha mostrato di pensare con la propria testa chiedendo un partito più leale con il Pd e che guardasse al centro. A Belisario e soci non interessavano le sue idee ma solo i suoi voti e una volta incamerati l'ex Margherita non serviva più. Una rissa tra squali Dc? Certo, ma intanto Radice, ammette che i dissidenti avevano ragione e che si è pentito di non averli appoggiati a suo tempo. E sui certificati penali richiesti ai candidati Idv dice: "è una balla, mai chiesto niente a nessuno, tanto che abbiamo candidato anche gente con pendenze varie".
di Anna R.G. Rivelli
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di La Redazione
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di La Redazione
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di La Redazione
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di La Redazione
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di La Redazione
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NUOVA GRANA GIUDIZIARIA NEL PARTITO DELLA LEGALITA'. PASCULLI AVREBBE CHIESTO AD UNA DITTA DELLE PULIZIE "RACCOMANDATA" L'ASSUNZIONE DI ALCUNI SUOI PROTETTI. MA NON E' ANCORA INDAGATO.
Ad incastrare l'esponente dell'Idv barese che per due volte avrebbe tentato di piazzare suoi amici, sarebbero alcuni sms. Pasculli ammette di aver cercato di aiutare un disperato e si dice completamente estraneo alla vicenda. Il partito tace ufficialmente, come il sindaco Emiliano, ma fa arrivare messaggi di solidarietà all'assessore agli appalti.
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AVEVA GARANTITO: "...PERCHE' SIA CHIARO, SONO STATE E SONO TUTTE ELEZIONI IN CUI CRISTIANO DEVE CHIEDERE LA PREFERENZA SUL SUO NOME, NON SUL MIO". E INVECE ECCO CHE NEI MANIFESTI NEANCHE APPARE IL NOME DI CRISTIANO MA SOLO QUELLO DI "DI PIETRO".
L'ex eroe di Mani pulite non resiste alla tentazione e va a sostenere la campagna elettorale del figlio nella sua Montenero di Bisaccia, dove se Cristiano non prende almeno 6/700 preferenze sono dolori. D'altra parte non è la prima volta che il leader Idv sacrifica impegni di rilievo nazionale per tenere un comizio conclusivo a casa sua, come nel 2010, quando il primogenito era candidato alle comunali. Una proposta ai molisani: invece di Cristiano votate "Nduccio", il bravissimo comico pescarese che allieterà la serata.
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di Elio Veltri
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di Alberico Giostra
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PUBBLICHIAMO IL RICORSO DELL'IDV CON IL QUALE IL NOTO AVVOCATO ROMANO, SERGIO SCICCHITANO, SI OPPONE ALLA RICHIESTA ELEVATA PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE DA PARTE DEL CANTIERE DI OCCHETTO E VELTRI CHE CHIEDE CHE A DECIDERE SUI SOLDI NEGATI DA DI PIETRO ALL'ASSOCIAZIONE SIA LA MAGISTRATURA ORDINARIA E NON LA CAMERA DEI DEPUTATI. MONTECITORIO SI E' INFATTI GIA' OPPOSTO ALL'ESECUZIONE DI UN DECRETO INGIUNTIVO EMESSO DAL TRIBUNALE DI ROMA E CHE COSTRINGE DI PIETRO A VERSARE LA QUOTA DI 1.642.000 EURO RELATIVA AI RIMBORSI ELETTORALI DELLE EUROPEE 2004.
Nuova splendida prova di coerenza da parte del rais molisano che nelle piazze sbraita contro la casta e appena può corre a rifugiarsi nelle protettive stanze dei palazzi romani. Perchè tanto timore? Perchè Di Pietro non sceglie di affrontare il Cantiere a viso aperto di fronte ai suoi ex colleghi magistrati? E perchè non si decide a riconoscere quanto era pattuito nel lodo Sylos Labini, ovvero l'assoluta parità e dignità tra i candidati dell'Idv e quelli della cordata Chiesa-Occhetto-Veltri?
di La Redazione
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LA SPLENDIDA IDEA E' DI ROBERTO CERMIGNANI, DETTO "BELLI CAPELLI", UN DIPLOMATO DI 43 ANNI, LIBERO PROFESSIONISTA E CONSULENTE COMMERCIALE.
Eccoci davanti al classico esponente moderato dell'Idv periferico. Con un'acconciatura che è meglio di un programma politico, Cermignani, mentre a Roma il suo partito fa fuoco e fiamme per abolire le province scagliandosi contro il Pd che si astiene, a Torino propone ad una commissione consiliare di andare a fare una gita studio a Madrid a spese del contribuente. "Belli capelli" è uno di quelli favorevoli alla Tav Torino-Lione, e per difenderla dice che "è un'opera che non è nè di sinistra nè di destra". Tutto Tonino...Intanto sempre a Torino, il rais molisano sta cercando di imbarcare un altro fulgido esponente del moderatismo locale, il deputato Pd Giacomo Mimmo Portas, già alfiere del centrodestra locale e imbarcato nel 2008 dal solito Veltroni.
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(nella foto l'auto blu della provincia di Massa mentre scende la figlia dell'assessora).
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NUOVO IMBARAZZANTE CASO DI UNA DIPIETRISTA IN CONFUSIONE. L'ESPONENTE DELL'IDV DI MASSA E' STATA PIZZICATA MENTRE SCAROZZAVA FIGLIA E BABY SITTER CON L'AUTO DI SERVIZIO. DOPO IL CASO DI "BELLI CAPELLI" A TORINO E' QUESTA LA LINEA DA KAMIKAZE SCELTA DALL'EX PM PER CONVINCERE CHE BISOGNA ABOLIRE LE PROVINCE: PROVOCARE IL DISGUSTO DELLA GENTE SUI PRIVILEGI DI ASSESSORI E CONSIGLIERI. MA LA MURA NON AVEVA CACCIATO PROPRIO UN'ASSESSORA PROVINCIALE BOLOGNESE DICENDO CHE ESSERE MAMME E FARE POLITICA ERANO COSE INCOMPATIBILI?
Sara Vatteroni, lo scorso anno fu pizzicata dal Tribuno.com al centro di un conflitto di interessi che lei negò prontamente minacciando querele. Amica personale del segretario regionale toscano, Fabio Evangelisti, aveva fatto comandare nel suo ufficio anche la moglie del parlamentare dipietrista, dicendo ovviamente che tutto andava bene perchè la signora Evangelisti era brava e di lei ci si poteva fidare. Insomma, il Tribuno.com aveva avvertito tutti su chi fosse la Vatteroni, ma il partito ha fatto quadrato su di lei e questo è il risultato. Ma quello che importa davvero è che quattro militanti della minoranza dell'Idv di Massa, sono stati espulsi dal partito perchè hanno osato chiedere le dimissioni dell'assessora in auto blu.
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ROBERTO CERMIGNANI, CONSIGLIERE PROVINCIALE DELL'IDV, HA TRASFERITO LA SUA RESIDENZA DA TORINO A CHERASCO, IN PROVINCIA DI CUNEO. LA TROVATA GLI FRUTTERA' CIRCA 1000 EURO AL MESE.
Se fosse vero quanto sostiene la stampa torinese, Cermignani dovrebbe essere immediatamente espulso da un partito che nelle piazze chiede l'abolizione delle province e urla contro i privilegi della casta. Ma naturalmente il consigliere provinciale resterà tranquillamente al suo posto e nessuno nel partito del presunto moralizzatore gli torcerà uno dei bellissimi capelli che ornano la sua preziosa cervice. Uno scempio al quale l'opinione pubblica di sinistra assiste inerte, addomesticata dai suoi organi di stampa tradizionalmente amici dell'ex eroe di mani pulite e concentrata solo sulle miserie del nostro premier. Miserie alle quali il partito di Di Pietro non è certo secondo. E la magistratura torinese non dice nulla? Se è vero che Belli capelli continua a risiedere nella sua abitazione torinese e percepisce il rimborso fuori sede, non ci troviamo per caso di fronte ad un reato?
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di Anna R.G. Rivelli
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di Alberico Giostra
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 | Elio Veltri |
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