Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DI PIETRO-MOSCA COCCHIERA: "IMPEDIRE GLI ARRIVI, RISPEDIRE GLI IMMIGRATI"... (vedi Berlusconi)


04/04/2011 

Immigrazione, Berlusconi in Tunisia
"C'è la volontà di risolvere i problemi"
L'Europa pensa all'asilo temporaneo

Il Cavaliere: al lavoro sui rimpatri i nostri mezzi per aiutare Tunisi
«I ministri al summit con Parigi» Primi sbarchi anche in Sardegna

ROMA 
Il governo di Tunisi è disponibile a trattare sul problema dei rimpatri. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine dell'incontro con il premier Beji Kaid Essebsi. Da entrambe le parti "c'è l'assoluta volontà di trovare delle soluzioni" all'emergenza immigrazione: il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, già oggi a Tunisi con Berlusconi, "lascerà qui una commissione tecnica" e tornerà domani per "verificare i risultati" e sottoscrivere l'eventuale intesa. 

"L'Italia - ha spiegato il presidente del Consiglio - darà il suo aiuto mettendo a disposizione tutti i mezzi" utili a raggiungere l'obiettivo: "la Tunisia sta vivendo un momento difficile e molti giovani decidono di guardare all'Europa in cerca di libertà e di democrazia. È comprensibile la loro volontà di cercare una nuova vita in una situazione di civiltà e di benessere". In serata il premierha partecipato a un vertice a Roma con Umberto Bossi e lo stato maggiore della Lega. 

Nel frattempo, va avanti la macchina dei trasferimenti. Ieri in oltre 3mila hanno lasciato Lampedusa, oggi altre centinaia di migranti dovrebbero trovare posto sul traghetto "Flaminia" e sulla nave "Catania". Sull'isola, però, continuano gli sbarchi: nella notte sono arrivati in 200, portando a 700 il saldo di quelli giunti da ieri grazie alla bonaccia che favorisce le traversate delle carrette del mare. Primi sbarchi anche in Sardegna, a Chia.

"È un dovere cercare gli immigrati dispersi" nelle acque del Mediterraneo, ha sottolineato il portavoce dell'Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr), Laura Boldrini: 70 i cadaveri individuati al largo di Tripoli, ma per Boldrini non è possibile sapere se facciano parte del gruppo dei 400 migranti (68 su un gommone, 330 su un peschereccio) di cui da giorni non si hanno notizie. 

Per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, è necessario "aiutare un governo provvisorio a prendere decisioni difficili". Gli aiuti promessi dall'Italia serviranno ad "aiutare i giovani a sviluppare microcredito, artigianato, commercio, piccole attività che allevino la disoccupazione e aiutino l'economia a ripartire". "Abbiamo di fronte uomini, donne e bambini: non facciamone dei mostri, nè diventiamo tali per loro", è invece l'invito di Famiglia Cristiana: per il periodico, "la situazione stando ai numeri, si presenta difficile, ma non drammatica".

In serata, si fa sentire anche l'Ue. Se il flusso di sfollati dalla Libia aumenterà, la Commissione europea pensa di attivare la direttiva 55 del 2001 che permette di concedere asilo per almeno un anno "nel territorio degli stati membri". Lo ha detto la Commissaria europea, Cecilia Malmstrom, nel suo intervento sul caso Lampedusa davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. In caso di massiccio aumento degli sfollati e se ci saranno le condizioni previste dalla direttiva - ha detto Malmstrom - la Commissione sarà pronta a fare uso dei meccanismi previsti dalla direttiva del 2001 sulla protezione temporanea, per dare immediata protezione e accoglienza nel territorio degli stati membri alle persone, per dare respiro ai sistemi nazionali di concessione dell'asilo e per promuovere la solidarietà volontaria tra gli Stati membri".

La disponibilità a proporre al Consiglio europeo l'attivazione della direttiva è stata sollecitata, in particolare, dal Pdl la scorsa settimana in un incontro tra il capogruppo dei parlamentari europei Mario Mauro ed il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. Nella direttiva 55 sulla protezione temporanea si specifica che le persone interessate devono "essere in fuga da zone di conflitto armato o di violenza endemica" o essere "a serio rischio, o essere state vittima, di sistematiche o generalizzate violazioni dei loro diritti umani". A queste persone viene concesso un permesso di residenza temporaneo per la durata massima di un anno, rinnovabile per un massimo di altri due periodi di sei mesi, senza attendere i normali tempi di verifica della richiesta di asilo.

La norma comunitaria, approvata ai tempi della crisi del Kosovo, non è mai stata attivata. Prevede, tra l'altro, la concessione di alloggio, mezzi di sostentamento e diritto all'istruzione.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/396366/



IMMIGRATI: DI PIETRO, GOVERNO LATITANTE E CONTROPRODUCENTE = (AGI) - Campobasso, 4 apr. - "Finora il governo e' stato del tutto latitante e controproducente in materia di immigrazione, soprattutto quella clandestina".
Il presidente dell'Idv si e' impegnato a dare il proprio contributo sulla materia, "affinche' con il governo tunisino si arrivi ad un dialogo costruttivo per non far partire piu' altre persone e quelle che sono gia' in Italia di farli tornare nella loro patria, senza trattarli come animali". (AGI)






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