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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

ANCONA: IDV CHIEDE LA TESTA DEL SINDACO. MA PERCHE' INTANTO NON FA DIMETTERE IL VICESINDACO CHE E' IDV?

L’Idv sfiducia Gramillano: “Si dimetta”

Avenali presidente di Multiservizi, alla furia di Eusebi si unisce un attacco dal Pd. Il sindaco: “Io non lascio”

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Ancona Ferdinando Avenali viene confermato presidente di Multiservizi. La proposta viene da Gramillano, che abbandona così Gianni Giacobelli. E l’Idv chiede le dimissioni del sindaco. Mai si era arrivati a questo punto. Paolo Eusebi non parla di uscita dalla maggioranza né di appoggio esterno, va oltre: “Con quello che è successo all’assemblea di Multiservizi la misura è colma. Domenica mattina riunirò il direttivo per proporre la mozione di sfiducia verso il sindaco, qualora non abbia provveduto a dimettersi prima. Cosa che sarebbe quantomai opportuna e che gli chiedo caldamente”. 

Suona l’inizio della fine

I consiglieri dell’Idv non non ne sapevano nulla e si riuniranno. Sorpreso anche il vicesindaco Marcello Pesaresi, di poche parole: “No comment”. Tutto si complica. E’ da vedere se il gruppo seguirà il segretario. Ma il problema ora è pure nel Pd. Quasi metà del partito fa asse con l’Idv attraverso dichiarazioni di fuoco di Pierpaolo Sediari, ex candidato alla segreteria, vicino all’assessore Andrea Biekar. E’ l’area che esprime Gianni Giacobelli, per la seconda volta presidente mancato: confermato vice, avrebbe dato l’indisponibilità ad accettare. C’era un’intesa, si dice, tra questo Pd e l’Idv su Giacobelli. Ironia della sorte, lo stesso asse che aveva tenacemente voluto Gramillano sindaco. Lo stesso che ora non gradiva Avenali, proiettato nel disegno di un’azienda unica regionale per la gestione di tutti i servizi pubblici.

Il sindaco tiene duro

Gramillano risponde ironico: “Sono contento che Eusebi convochi il direttivo e chieda le mie dimissioni: fa bene se queste sono le sue idee. Ogni partito è libero di pensarla come preferisce. Ma io non mi dimetto. Bisogna dimostrare che il mio comportamento non sia coerente con gli obiettivi da raggiungere e che possa portare discredito alla città”. E se l’Idv uscirà dalla maggioranza? “Prenderemo atto del fatto che l’Idv o l’onorevole Favia escono dalla maggioranza. La motivazione non solo è debole, ma la questione si pone nel momento in cui si è raggiunta l’unanimità in Multiservizi ed è stata ribadita l’importanza del 40 per cento di Ancona. Altri ragionamenti sono inutili”. Quanto all’assemblea, “la fase è complessa, deve esserci unità di intenti e coesione tra i Comuni”.

Il voto a Multiservizi

Non il ticket presidente-amministratore delegato, Giacobelli-Avenali, su cui il sindaco si era impegnato con l’Idv: peccato che ieri non abbia avvisato nessuno del cambio di posizione. Né una proroga di un anno al presidente uscente. Il Pd Avenali, da sempre gradito dai comuni della provincia, ha avuto all’unanimità il rinnovo per tre anni al vertice di Multiservizi. 

A sorpresa l’indicazione è venuta dal capoluogo. All’incontro con i sindaci lunedì: Gramillano è stato l’unico a dire Giacobelli, ma nessuno in questi mesi in Comune ha lavorato per accompagnare la nomina. Vista la malaparata ieri è stato lo stesso Gramillano a dire Avenali, mettendo in primo piano l’interesse dell’azienda - ha detto - più che gli accordi a favore di Ancona assunti nel 2009, quando presidente doveva diventare, appunto, Giacobelli. 

La furia di Eusebi

Il segretario dell’Idv ne fa una questione di ruolo perduto. “Il sindaco, oltre ad aver sdegnosamente quanto improvvidamente snobbato il cronoprogramma Pd-Idv, è riuscito per l’ennesima volta in poco tempo, ma ultimamente con una frequenza altissima, a umiliare Ancona perdendo definitivamente la presidenza di Multiservizi”, dice Eusebi. “Da quando Gramillano è sindaco la leadership di Ancona (socio al 40%) è crollata. Non riusciamo ad aver presente un’altra situazione in cui la governance di una società non sia affidata al socio di maggioranza. E per di più, anziché essere sconfitto combattendo, il sindaco avrebbe votato a favore della lesione dei patti precedenti”. Eusebi parla di una “goccia gigantesca che fa traboccare il vaso: a monte, un diluvio equatoriale”. E si appella a Pd e Psi. 

La contestazione dal Pd 

“Sono sconcertato, preoccupato. C’era un accordo precedente tra i sindaci perché Ancona ricoprisse un ruolo ed è saltato tutto, a scapito del capoluogo. Forse il documento messo a punto dal gruppo di lavoro di Ancona sui servizi pubblici locali ha dato fastidio”, sbotta Sediari. Non finirà qui. “L’argomento dovrà essere affrontato dall’assemblea Pd. Ancona viene emarginata da queste prese di posizione. C’è una regia? Si dà fastidio? Perché vengono disattesi gli accordi presi a suo tempo tra i sindaci?”.




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