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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

L'EUROPA SCARICA MARONI E DI PIETRO CHE 'ORDINAVA': "I MIGRANTI SIANO IMMEDIATAMENTE SMISTATI IN EUROPA"...

 
 
Politica
11/04/2011 - L'EMERGENZA TUNISINA

IMMIGRATI, BRUXELLES BOCCIA L'ITALIA. L'IRA DI MARONI: "FUORI DALL'EUROPA" 

 

Germania e Francia dicono no al piano: "Permessi prematuri, per adesso i flussi sono limitati". Parigi insiste: "Li respingeremo". Il ministro: allora perché restare? Calderoli chiede il blocco navale.
Critiche da Pd e Idv. Fini attacca

LUSSEMBURGO
L’Italia si scopre «sola» in Europa. Nessuno vuole condividere con lei il peso della migrazione dalla sponda sud del Mediterraneo.

Il vertice
Il consiglio dei ministri europei che si è riunito oggi in Lussemburgo vara la solidarietà per la piccola Malta, cinque paesi si prenderanno i suoi richiedenti asilo. All’Italia promette soldi e mezzi, dei quali «non abbiamo bisogno». Ma i paesi vicini annunciano che alzeranno un muro per difendersi dai tunisini che cercano di andare in Europa. Allora «meglio soli che male accompagnati», sbotta il ministro Maroni, nonostante l’invito del presidente Napolitano a non giocare con l’Unione europea e a non prendere «nemmeno in considerazione posizioni di ritorsione o dispetto o addirittura ipotesi di separazione».

«Ci hanno detto: "Cara Italia, sono affari tuoi"»
È con rabbia che il titolare del Viminale ha però lasciato appena possibile il Lussemburgo. «L’Italia è lasciata sola a fare quello che deve fare e che continuerà a fare - ha scandito uscendo dal Consiglio -. Mi chiedo se davvero abbia un senso continuare a far parte dell’Unione Europea». Ma Maroni più che con Bruxelles ce l’ha con i governi (21 su 27 di centrodestra): ringrazia la Commissione e la Commissaria Malmstrom, ma - sottolinea - «mi aspettavo una risposta di vera solidarietà da parte dei paesi europei i quali invece ci hanno detto: "Cara Italia, sono affari tuoi"». Era arrivato sapendo di avere davanti una missione difficile. Quello che non aspettava è che si rivelasse impossibile. In Lussemburgo l’Italia ha scoperto che i clandestini di fatto se li dovrà tenere: i permessi rilasciati per decreto per motivi umanitari infatti non violano le regole di Schengen («magra consolazione»), ma quelle stesse regole autorizzeranno le polizie dei paesi confinanti a rimandare in Italia tutti quelli che non hanno abbastanza soldi per vivere.

Parigi: rafforzeremo i controlli e rimpatrieremo i tunisini
La Francia ha annunciato seduta stante col ministro Gueant, quello del vertice di Milano, il rafforzamento dei controlli. Schiererà addirittura una compagnia della Guardia Repubblicana, gli antisommossa, per effettuare controlli «non sistematici» (che violerebbero, questi sì, gli accordi di Schengen), ma «intensi» nella fascia di 20 chilometri lungo la frontiera. In pratica, si annunciano retate di tunisini che saranno rimpatriati se non avranno abbastanza soldi da dimostrare di essere autosufficienti. Nonostante la delusione, Maroni «non scherza» con l’Europa. Al capo dello Stato - rispondendo ad una domanda dei cronisti - fa notare che «comunque qualcosa non va». Cosa, lo spiega con un esempio: «L’Europa è una istituzione che si attiva subito per salvare le banche, per dichiarare guerra, ma quando c’è da esprimere solidarietà concretamente ad un paese in difficoltà come oggi è l’Italia, si nasconde».

Gli aiuti a Malta
In ogni caso Maroni «approva con riserva» (come precisa la presidenza ungherese, rettificando la dizione del ministro che aveva annunciato una «astensione) il documento finale del Consiglio. È un atto responsabile, che evita il fallimento tecnico della riunione. E vara la promessa europea di dare più risorse (anche prese dai fondi strutturali per lo sviluppo regionale) per Lampedusa e la Puglia, più mezzi per Frontex per il controllo delle frontiere che si farà anche in Tunisia e non solo in mare, sostegno nelle trattative con Tunisi per i rimpatri. Fa anche un favore a Malta, alla quale Germania, Svezia, Norvegia, Portogallo, Spagna e Belgio promettono che si divideranno un migliaio di richiedenti asilo. L’Italia invece in Europa è sola. Per il ministro Frattini, che domani sarà qui per parlare di Libia «è mancata la politica, l’Ue non è riuscita a parlare con una voce sola. L’Europa resti con il suo egoismo, noi troveremo altre soluzioni».

Il monito del Quirinale
Intanto oggi, prima dell'intervento di Maroni, Napolitano aveva ribadito che l’impegno dell’Italia in Europa deve essere forte e condiviso affinché il Paese continui tenacemente a perseguire una visione comune anche sul tema dell’immigrazione. Un punto di vista che non ammette scorciatoie o cambiamenti di passo a giorni alterni ma un lavoro continuo nella stessa direzione. Insomma, con una cosa seria come l’Europa «c’è poco da scherzare». Il presidente della Repubblica, dunque, ferme restando le preoccupazioni per alcune dichiarazioni fuori misura delle ultime ore di alcuni esponenti di governo non ha mai fatto mancare la sua voce sulla necessità di una coesione a tutto tondo dell’Unione. Un punto su cui sta battendo «con forza», anche nei colloqui che sta avendo con molti interlocutori stranieri e italiani. In questo quadro, il presidente della Repubblica auspica l’impegno forte del nostro paese e non prende minimamente in considerazione posizioni di ritorsione o dispetto, cosìcome ipotesi di separazione dalla costruzione europea.

Le reazioni
Le critiche all’Europa di Maroni scatenano le critiche delle opposizioni verso l’operato del governo e verso il titolare del Viminale, con Pier Luigi Bersani che parla di «apprendisti stregoni». Frattini condanna gli «egoismi» dell’Europa. Ed in serata il ministro dell’Interno dell'Interno incassa, quella sì, la solidarietà di Berlusconi. Il Pdl comunque ridimensiona le parole del ministro leghista. Il premier non nasconde un certo disagio per alcuni comportamenti dei 27 rispetto ad una «emergenza» che riguarda tutta l’Europa. Un ragionamento che viene fatto proprio da diversi esponenti del Popolo della libertà, a partire dal capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Il Carroccio prova ad alzare il tiro con Roberto Calderoli che propone un blocco navale per impedire l’arrivo di nuovi immigrati.

Fini: serve responsabilità
Il presidente della Camera e leader di Fli, Gianfranco Fini, ha invitato il governo ad evitare «balletti di responsabilità» che alimentano solo «sterili polemiche» ma «non aiutano ad affrontare il problema». E per quanto riguarda l’isolamento in cui si è ritrovata l’Italia al vertice di Lussemburgo, ha aggiunto Fini, esso dipende «dalla scelta di avere inseguito la Lega, cioè più si stava lontani dall’Europa e meglio era». Nella maggioranza rimane l’amarezza per la sconfitta della linea del governo a Lussemburgo, espressa da Antonio Leone e Osvaldo Napoli, che criticano la «miopia» degli altri Paesi europei. Napoli esclude una atteggiamento antieuropeista del governo, e il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, spiega in modo ufficiale che «non è in discussione la nostra permanenza nell’Unione europea». Parole, appunto, che riflettono il pensiero del presidente del Consiglio Berlusconi. Ma la Lega non ci sta a finire sotto processo, e il ministro Calderoli passa al contrattacco, sostenendo che a questo punto «diventa obbligatorio e urgente predisporre un blocco navale assoluto a difesa delle nostre acque e dei nostri confini».

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/397441/

Immigrati: Di Pietro, Quelli Di Lampedusa Siano Smistati In Europa

Ven 25 Marzo 2011

(ASCA) - Torino, 25 mar - ''Chiediamo che il confine del Mediterraneo sia un confine d'Europa e non d'Italia e che questi migranti (arrivati sull'isola di Lampedusa, ndr) siano immediatamente smistati al loro arrivo non solo in Italia ma nei paesi europei e deploriamo l'assenza del governo che non ha ruolo, forza e credibilita' per richiedere e imporre in sede europea interventi umanitari che devono coinvolgere tutti''. La ha detto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, a margine della campagna referendaria oggi a Torino a proposito dell'emergenza immigrati a Lampedusa. ''Gli abitanti di Lampedusa - ha detto Di Pietro - hanno ragione da vendere nel lamentarsi, il dramma dei paesi arabi e della Libia e' di dimensioni mondiali che non puo' essere affrontato soltanto da questa piccola comunita'''.

http://it.notizie.yahoo.com/19/20110325/tpl-immigrati-di-pietro-quelli-di-lamped-1204c2b.html



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