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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

On. RAZZI (ex-IDV) 'AD PERSONAM': CONSIGLIERE PERSONALE DEL MINISTRO ROMANO. DI PIETRO: "UNA BRAVISSIMA PERSONA"

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caporale


Iniziamo dalla notizia, così come l’Adnkronos l’ha diramata: ” A decorrere da oggi Antonio Razzi è consigliere personale del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Saverio Romano. Lo stabilisce il decreto che a firma del ministro conferisce l’incarico. Antonio Razzi, si legge in una nota, è già promotore della targa di Ottimo ristorante italiano di qualità, che sarà la garanzia della provenienza dei prodotti made in Italy e del rispetto della tradizione enogastronomica della cucina italiana nel mondo”.

Ricordate? Aveva un mutuo da pagare ma dichiarò di riuscire a resistere. Confessò di potercela fare col salario da deputato e la pensioncina figlia degli anni di lavoro da emigrante in Svizzera. Antonio Razzi venne immediatamente indicato dal suo leader  Antonio Di Pietro a simbolo della resistenza antiberlusconiana. Un uomo d’un pezzo. Dritto e forte. Cosicchè non è stato certo il mutuo per l’acquisto della casetta a Pescara a fargli cambiare idea, ma le prospettive politiche dell’Italia a sobillarne l’animo. Per Razzi venne il giorno dell’addio a Di Pietro: da anti a berlusconiano convinto. Fu responsabile e scelse di combattere a fianco del Cavaliere, per  il bene comune. Razzi non ha mai chiesto niente. Gli proposero, chissà perchè. di fare il segretario d’aula a Montecitorio. Un posticino così, forse qualche trascurabile euro in più in busta paga. Nel segreto dell’urna lo infilzarono, premiando un altro collega “responsabile” e lui se ne dispiacque: “Neanche all’asilo infantile succedono queste cose”, commentò con fastidio.

Ora invece la nomina a consigliere dei ristoranti. Razzi dovrebbe consigliare Saverio Romano, altro fenomeno di questa bella stagione. Anch’egli tormentato per lungo tempo e poi deciso al cambio di casacca. Dall’Udc a Berlusconi, poltrona ministeriale compresa. A Saverio Romano, naturalmente responsabile, chissà cosa consiglierà l’onorevole Razzi visto che al ministero per le Politiche agricole ( che doveva essere abrogato dopo il referendum soppressivo), tutto manca tranne consiglieri, e viceconsiglieri e addetti stampa e vice addetti stampa. C’è anche un ottimo ufficio (si chiama: organismo indipendente di valutazione delle perfomance) che deve stimolare permanentemente i colleghi a fare meglio e di più. Il lavoro non manca, ma i risultati già si vedono.

In definitiva è possibile ritenere che il gruppo dei  Responsabili oramai stanchi dei continui rinvii delle nomine promesse e inutilmente attese, stiano decidendo di seguire la via autarchica al potere. Si nominano  tra di loro senza dar fastidio. Come sempre hanno fatto, si consigliano a vicenda. E -  solo se è possibile – con un piccolo rimborso spese.

http://caporale.blogautore.repubblica.it/2011/05/04/saverio-romano-il-ministro-dei-consigli/


Razzi ad personam

Postato in Senza categoria il 2 maggio, 2011

Antonio Razzi ha imparato a governare e, in attesa di avere una poltrona, ha deciso di emulare il grande capo. Anche Razzi si è fatto la sua legge “ad personam”.
Il Responsabile ha presentato una proposta di legge per chiedere l’esenzione dell’Ici per gli italiani residenti all’estero che in Italia hanno una casa di proprietà non locata. L’imposta comunale sugli immobili, tanto voluto da Berlusconi, quella “che non tornerà mai più”, non considerava gli italiani all’estero. “Una vera discriminazione” per Razzi, che si fa paladino dei loro diritti. E anche dei suoi. Il deputato responsabile, che a dicembre votò la fiducia al governo forse in cambio dell’estinzione del mutuo, infatti ora si chiede perché estinti i debiti, dovrebbe pagare l’Ici. E stavolta si arrangia da solo.

http://osservatorio-responsabili.blogautore.espresso.repubblica.it/

Corriere della Sera.it

08 dicembre 2010

Di Pietro: «Scilipoti via? Mi fido di lui, mi dà consigli medici. Su Razzi pressioni fortissime»

                                         Monica Guerzoni

ROMA - Il Pdl fa shopping nell'Idv e lei, presidente Antonio Di Pietro, che fa?
«Ho parlato con i miei parlamentari, uno ad uno. E mi hanno giurato che non hanno alcuna intenzione di abbandonare la nave sicura dell'Idv per andarsi ad appendere all'albero di Giuda».

Ne è sicuro? L'onorevole Scilipoti è più fuori che dentro.

«Riconfermo tutta la fiducia in lui. È un valente medico omeopata, un bravo deputato, un movimentista incredibile che si batte come un leone in Parlamento. E ci dà pure un sacco di indicazioni mediche, quando qualcuno di noi ha problemi di salute».

E se lo fa soffiare così?

«Sono convinto che continuerà a lavorare per il partito». 

Dice di essere stato minacciato.

«Vabbè, ognuno usa le parole che crede». 

Racconta di telefonate intimidatorie da parte del capogruppo Donadi. Parla di ricatti, denuncia che in accordo col Pd gli volete gettare «fango addosso»...

«Il capogruppo gli avrà detto che in questo momento bisogna portare a termine gli impegni presi coi cittadini. È ricattare? Non credo volesse intendere proprio questo. E poi chissà a quali pressioni fortissime, sul piano umano, è stato sottoposto».

Dal Pdl o dall'Idv? 

«Noi non minacciamo nessuno. Sono momenti comprensibili e giustificabili, vista la tensione che c'è nel Paese».

Lei ci ha parlato?

«L'ho visto a pranzo al ristorante della Camera».

E che fa, lascia l'Idv e vota la fiducia?

«Mi rifiuto di pensare che uno che ha impostato la sua carriera politica nell'Idv il giorno decisivo, quello della resa dei conti, si tiri indietro. Non sarebbe da lui, non lo riconoscerebbe nemmeno la sua famiglia».

Se non vota la sfiducia è fuori, ha detto Donadi.

«Non succederà, io gli rinnovo tutta la mia fiducia. Lo abbraccio idealmente sperando di dargli il calore necessario perché trovi la forza di tenere duro».

E Antonio Razzi? Anche lui non ha deciso come votare. Non è che dal Pdl gli hanno offerto di nuovo di pagargli il mutuo?

«Nel caso in questione le pressioni ricevute sono ancora più forti».

Soldi? L'onorevole Massimo Calearo del gruppo misto ha parlato al Riformista di cifre choc, fino a 500 mila euro per un voto.

«Non lo so. Io so solo che è una persona che sta soffrendo e non lo voglio tirare per la giacchetta».

Quindi il rischio che perdiate pezzi è concreto...

«Il 14 dicembre sapremo, riguardo a tutti i nostri, chi manterrà la parola con gli elettori e chi si venderà per trenta denari. E quel giorno, per la loro coscienza, sarà il giorno del giudizio».

Quindi è vero, ha paura che diano una mano a Berlusconi.

«Non c'è alcuna ragione. Gesù Cristo disse all'ultima cena "uno di noi mi tradirà"... Ma io, che sono solo un povero cristo, non ho motivo di dubitare nella loro parola».

Razzi ieri ha giurato che voterà contro il governo, ma dal Pdl si dicono certi che stia con loro.

«Parliamo di un signore che è la prima volta che fa politica».

Perché l'ha candidato?

«Perché è una bravissima persona che con la legge elettorale per l'estero ha ottenuto quel grappolo di voti che gli hanno permesso di rappresentare gli italiani emigrati».

Ammetta di avere qualche problema con le sue liste.

«Nessun problema. Il 14 è un voto troppo importante per pensare che qualcuno possa comportarsi come Giuda».

Davvero non si è pentito di aver portato in Parlamento personaggi poco affidabili?

«Sono orgoglioso di aver candidato un operaio come Razzi e lo ricandiderò. Con Antonio ci sentiamo tutti i giorni».

Teme brutte sorprese?

«No, assolutamente. Abbiamo la responsabilità storica di liberare il Paese e chi perde non potrà dire "io c'ero"».

Con voi c'era anche il deputato Americo Porfidia che poi, dopo aver traslocato nel gruppo misto, ha votato la fiducia a Berlusconi...

«Porfidia va rispettato. Ha subìto una esclusione per via di alcune nostre regole da forche caudine».



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