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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DI PIETRO: L'IDV STA ALLA SINISTRA COME LA LEGA ALLA DESTRA.

L’Idv sta alla sinistra come la Lega sta alla destra. A nessuno viene in mente di dire ‘voi della destra’ parlando alla Lega. E io oggi ho scelto di stare in questa coalizione per costruire una difesa delle fasce sociali più deboli. Ma se gli altri dovessero intestardirsi su quello stalinismo, dirigismo e centralismo tipico dell’era brezneviana, noi non ci staremo”. E’ quanto afferma il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un’intervista a La Stampa di Carlo Bertini. Di seguito il testo integrale.

Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, il capo dello Stato esorta la sinistra a essere credibile e affidabile se vuole rappresentare una vera alternativa. Sbaglia?

“Innanzitutto, diamo a Cesare quel che è di Cesare. L’Idv è iscritto all’internazionale Liberaldemocratica, che quest’anno celebra il suo congresso, organizzato da noi proprio in Italia. Quindi il Capo dello Stato ha parlato proprio a quella sinistra di cui è stato un importante dirigente. Io invece rifiuto di essere iscritto alla categoria della sinistra.

Ma è evidente il riferimento più generale all’opposizione che deve risultare credibile nel suo complesso. O no?

“Noi crediamo nel sistema bipolare e abbiamo fatto la scelta di cercare un programma condivisibile con la sinistra di matrice europea. E possiamo costruire una coalizione bipolare se quella sinistra si rigenera, si rinnova e accetta le sfide del futuro, di libertà, legalità e meritocrazia. Insomma, per parlar chiaro, l’Idv sta alla sinistra come la Lega sta alla destra. A nessuno viene in mente di dire ‘voi della destra’ parlando alla Lega. E io oggi ho scelto di stare in questa coalizione per costruire una difesa delle fasce sociali più deboli. Ma se gli altri dovessero intestardirsi su quello stalinismo, dirigismo e centralismo tipico dell’era brezneviana, noi non ci staremo”.

Ma per stare all’oggi, il voto sulla Libia dimostra che se fosse stata al governo la coalizione Pd-Idv-Vendola, oggi sarebbe entrata in crisi…

 “Ma chi ci obbliga a stare insieme al governo? Se noi in politica economica non dovessimo trovare un punto d’incontro, perché dovremmo allearci per governare? Noi siamo disponibili a costruire insieme un programma ascoltando le ragioni degli altri con senso di responsabilità. Ma il Pd ora deve scegliere tra una moglie col mattarello, che siamo noi, e un’amante, il Terzo Polo, che lo tradisce…”.

 



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