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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

PD FIORONI: "SONO ALLEATI COME DI PIETRO CHE CI FANNO PERDERE DI CREDIBILITA'"

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05 maggio 2011

"Sono alleati come Di Pietro
che ci fanno perdere credibilità"

Fioroni: il nostro Pd è nato proprio per fare ciò che dice il capo dello Stato. Speriamo che le parole di Napolitano siano una stella polare, per poter vincere le resistenze al cambiamento

di GIOVANNA CASADIOROMA - "Il Dna del Pd è quello indicato da Napolitano: noi siamo nati per fare ciò che il capo dello Stato ha detto". Beppe Fioroni è al terzo comizio pomeridiano. Campagna elettorale serrata, che il leader dei Popolari, sempre sospettato di volere abbandonare il partito, ci tiene a sottolineare. Dopo le amministrative però, sarà il "momento di una riflessione", per dirla con Veltroni, insieme al quale (e a Gentiloni), Fioroni ha fondato la corrente di minoranza Modem.

Napolitano bacchetta l'opposizione e il Pd in particolare, onorevole Fioroni?
"Le parole del presidente della Repubblica sono sagge e si rivolgono a tutti coloro che hanno un'idea della politica come bene comune. Ascoltando Napolitano, possiamo dire che Di Pietro nel voto per la Libia con il suo comportamento ha certificato che l'alternativa dell'opposizione non è "alternabile", non è credibile. Voglio dire che così ha mostrato la difficoltà dell'opposizione nonostante lo spettacolo di una maggioranza pasticciona, litigiosa, che ha condotto la politica estera italiana in uno stato agonico e la credibilità dell'Italia a livelli infimi. Noi dovevamo dare al paese una prova di serietà, di autorevolezza nel rispettare gli impegni e gli accordi internazionali. Tutto questo si poteva ottenere uniti nella mozione del Pd, ma ancora una volta la tentazione in campagna elettorale di guardare con più attenzione al proprio piccolo orticello invece che all'interesse generale del paese e a una alternativa seria, è stata cattiva consigliera e l'Idv ha voluto smarcarsi. Io sono rispettoso di tutte le posizioni personali e anche della sacralità della pace. Ma se Di Pietro continua così un'alleanza con lui è complicata: il centrosinistra deve far vedere di sapere essere alternativa".

La critica del presidente della Repubblica incalza i Democratici: lei sta cercando di scaricare tutto su Di Pietro?
"Per il Pd le parole di Napolitano devono avere la funzione che la Stella Polare ha per i naviganti: indicano il traguardo e gli sforzi che i Democratici devono fare. Sulla Libia non siamo riusciti a fare una mozione unitaria neppure con il Terzo Polo che dovrebbe avere il coraggio di gettare il cuore oltre l'ostacolo e dire agli italiani che di fronte allo scempio di questa maggioranza esistono forze politiche che sanno ritrovarsi assieme in politica estera".

A Bersani questo richiamo non farà molto piacere, forse. A lei della minoranza, magari sì. 
"Non è un richiamo, ma un pungolo e uno stimolo per fare meglio e di più, e lo dico a me stesso. Non credo che a Bersani faccia piacere o non faccia piacere. Non è che le parole del capo dello Stato devono essere considerate un rimprovero perché allora sarebbe come se le considerassimo del tutto estranee, e invece sono nel Dna del Pd".



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