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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DI PIETRO, COME AL SOLITO, SALE SUL CARRO DEL VINCITORE. DE MAGISTRIS INVECE, SE VINCE STA A NAPOLI, SE PERDE E' FINITO.

17 maggio 2011

De Magistris vola, Di Pietro gode. Ri-scoppia l’amore tra i fratelli-coltelli

16 maggio 2011

L’ex pm dell’inchiesta Why Not candidato a Napoli spinge l’Italia dei Valori al ballottaggio. Dopo due anni di lotta con Tonino

Amore, poi odio. Poi di nuovo amore. Quello che si scrive oggi è l’ennesimo capitolo di un sodalizio politico che dura da qualche anno. Antonio Di Pietro, leader incontrastato dell’Italia dei Valori, riaccoglie a braccia aperte l’ex pm Luigi De Magistris, il suo candidato alla carica di sindaco di Napoli riuscito nell’impresa di arrivare al ballottaggio con il pidiellino Gianni Lettieri e scalzare dalla seconda piazza il rappresentante del Pd Mario Morcone.

DE MAGISTRIS VINCE… – “De Magistris vincerà”, fa sapere entusiasta Di Pietro commentando l’inatteso, e per questo sorprendente, risultato maturato all’ombra del Vesuvio. De Magistris è riuscito ad incarnare quella voglia di discontinuità (rispetto alla classe dirigente del centrosinistra che ha governato la città di Napoli negli ultimi anni) che il candidato del Pd, altro rappresentante della società civile, non è riuscito a rappresentare, dicono i commenti. Il magistrato di Tangentopoli, che ben sa come gli ottimi numeri dell’elezione partenopea possono rappresentare un formidabile biglietto da visita da presentare ai possibili futuri alleati per le Politiche, si gode il risultato: “Parlerò con Bersani e Vendola ma soprattutto con gli elettori perché la vittoria di De Magistris a Napoli é possibile se tutto il centrosinistra è unito così come può vincere Pisapia a Milano”.

…DI PIETRO GODE – Per uno strano scherzo del destino proprio l’uomo che era stato motivo di discordia all’interno dell’Italia dei Valori fornisce al partito e al suo leader un assist perfetto per contare di più nello scacchiere del tanto ampio quanto disordinato schieramento di centrosinistra che va dagli alleanti campani di Rifondazione Comunista sostenitori di De Magistris alla coalizione centrista messa su da Fini, Casini e Rutelli, che, presentatasi a Napoli al gran completo, ha racimolato un timido 9%. Al terzo polo Di Pietro ha chiesto oggi di formare una “coalizione moderata nei contenuti ma radicale” nel portare avanti le sue rivendicazioni “senza fare sconti a nessuno” e con una nuova “moralità nella cosa pubblica”. In vista del ballottaggio a Milano e Napoli l’ex ministro si rivolge al Terzo polo purché “esca dalle ambiguità” e la smetta di stare “con un piede a destra e uno sinistra”: “Ci rivolgiamo a tutti gli elettori – ha fatto sapere -: l’Italia dei Valori ha mostrato che un’alternativa è possibile nel costruire una coalizione alternativa”.

LA SFIDA INTERNA - Una posizione di vantaggio assunta grazie a De Magistris, dicevamo, protagonista del suo grande secondo exploit elettorale. La prima volta ci era riuscito meno di due anni fa, alle Elezioni europee del giugno 2009. Punta di diamante di una serie di candidati provenienti dalla società civile messi in lista dall’Italia dei Valori, il pm dell’inchiesta Why Not, presente in tutte le circoscrizioni della penisola, era riuscito nell’impresa di farsi eleggere incassando più preferenze dell’amico-rivale Tonino (ben 415mila preferenze, 19 mila in più di Di Pietro). Un rospo che il leader dell’Idv farà fatica a digerire e che sarà all’origine del malessere interno dei mesi a seguire. Forte del consenso ottenuto, fu De Magistris a denunciare una gestione del partito troppo personalistica, mancanza di democrazia, e soprattutto, la presenza, all’interno della compagine che fa della lotta per la legalità e della trasparenza i propri cavalli di battaglia, di personaggi politici dal passato macchiato da inchieste e condanne per reati gravi. Si accodò alle polemiche scatenate da Paolo Flores d’Arcais che dalle colonne di Micromega accusava Di Pietro di aver taroccato un sondaggio web a sostegno delle sue scomode posizioni. Si mise a capo della frangia movimentista e più radicale (nella direzione della moralità e del giustizialismo) del partito. Si scontrò con Di Pietro quando il leader decise di appoggiare il candidato del Pd alla guida della regione Campania Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, indagato poi sconfitto da Caldoro. Alcuni mesi prima aveva minacciato di candidarsi alla guida del partito nel congresso di febbraio 2010. Allarme poi rientrato. Come oggi. Per quanto?

http://www.giornalettismo.com/archives/125601/de-magistris-vola-di-pietro-gode-ri-scoppia-lamore-tra-i-fratelli-coltelli/





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