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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DE MAGISTRIS SI DIMETTE DA EUROPARLAMENTARE: "COMUNQUE VADA NON SARO' PIU' EUROPARLAMENTARE".

Repubblica Napoli

18 maggio 2011

L'impegno di de Magistris
"Non lascio più Napoli"

"Comunque vada mi dimetto da parlamentare".  Mano tesa a Pasquino

di CONCHITA SANNINO

Due notizie, nell’attesa del ballottaggio. La diarchia insidiosa che si instaura al vertice dell’Idv. E i motori già al massimo per correre come aspirante nuovo leader del Mezzogiorno. «Comunque vada, non posso più lasciare Napoli, ormai. Non sarò più europarlamentare», avverte Luigi de Magistris, la cui ascesa politica si declina in un prima e dopo il suo 27,50 per cento dell’altra notte. Con significativo 20 per cento di consensi raccolti al Vomero.
«Se diventassi sindaco, sarei incompatibile. Se invece non dovessi vincere, comunque non potrei lasciare il territorio: in queste ore Napoli si è accreditata come la culla di un grande laboratorio politico, in cui è nato un movimento popolare». 

Il giorno dopo, la cravatta è rossa, il volto disteso, l’ironia più morbida rispetto al debutto rigido da ex pubblico ministero di “Why Not”. L’inarrestabile Luigi, come ormai lo chiamano al quartier generale all’hotel Ambassador, non vede l’ora di ri-battersi. De Magistris, l’unico che ha quasi raddoppiato i voti raccolti dalle liste con la quota di consensi esclusivamente personali (totale 128mila preferenze), vuole vedersela di nuovo con i nemici esterni ed interni. E il giorno dopo aver conquistato il ballottaggio, passeggia in centro, stringe mani, sorride ai passanti, si ferma al Gambrinus, ridà appuntamento ai comizi e nelle urne. Suadente quasi con Pasquino («Ho ammirato molto il suo stile, ha fatto una campagna di qualità, abbiamo punti in comune... Certo, non sull’acqua pubblica»). Ormai pacificato e molto in sintonia con Vendola («Mi ha chiamato per primo, era davvero felice e mi garantisce il più ampio e leale sostegno. Se è pentito di non avermi appoggiato sin dall’inizio? Non lo so, chiedetelo a lui»). 

La sfida di De Magistrisdi BENIAMINO DANIELE

Sì anche all’appoggio dei grillini di 5 Stelle: «Il dialogo con loro continuerà» dice de Magistris. Anche se il leader del movimento, Grillo, torna a pungere de Magistris: «Perché “5 stelle” ha fatto un risultato deludente a Napoli? Lo sappiamo: ex amici, la Rete che non c’è e voto di scambio». L’ex pm è invece pungente con Ciriaco De Mita che dice: «Né con Lettieri, né con de Magistris, perché loro non rappresentano quello che io auguro alla città». Un assist troppo ghiotto e l’europarlamentare chiosa: «Meno male. Sono io che non voglio nessun apparentamento con De Mita, che rappresenta il vecchio, proprio quello che non voglio rappresentare né avere con me, non scherziamo».
Tanto accogliente anche con le categorie che sembravano aliene al suo profilo: ovvero, «le imprese, gli elettori di destra ai quali intendo parlare il linguaggio di una politica nuova e rispettabile, perché anche io sono per un mercato libero, ma pulito, nella legalità». Ma guardingo, a tratti aspro, solo con il suo futuro alleato: il Pd. 

«Gli apparentamenti col Pd? No a quelli formali, sì al dialogo e alla discussione sostanziale. Ma ho già detto che 12 assessori sono sufficienti, e che io vorrò al mio fianco solo persone oneste, credibili e coraggiose. Noi non abbiamo partiti da accontentare o persone da sistemare nelle partecipate». La scelta della Giunta non sarà, insomma, «ideologizzata. Viceversa — aggiunge ancora de Magistris — un apparentamento formale dettato dall’algebra della vecchai politica non sarebbe capito dai cittadini che vogliono, invece, novità». Anche per questo, l’ex magistrato esclude persino di salire su un palco con Andrea Cozzolino (vincitore mai proclamato delle primarie-disastro del Pd), che aveva aperto il fronte del sostegno al vincitore di Idv. «Dico no, ma non è una questione personale. Devo avere rispetto per chi mi ha votato».

A nulla sembra valere anche l’appello che i cinque neo-presidenti delle municipalità appena conquistate dal centrosinistra rivolgono all’ex magistrato affinché si vada subito ad un apparentamento anche formale tra l’ex magistrato e il Pd. La nota è firmata da Francesco Chirico (presidente della Seconda Municipalità), Mario Coppeto (al vertice della Quinta), Anna Cozzino (che guida la Sesta), Giorgio De Francesco (presidente della Nona) e Giuliana Di Sarno (nuovo vertice della terza). «Non possiamo consegnare, dopo provincia e regione, la città di Napoli alla destra. «Il nostro elettorato vuole rinnovamento ma anche unità», chiedono i presidenti. 

Il primo giorno si chiude con la promessa numero uno, chissà quanto praticabile. «Se sarò sindaco, Napoli non avrà il termovalorizzatore a est - assicura de Magistris - . È previsto da una legge? E cosa c’entra? Non si passa sulla volontà di un sindaco e di una comunità».


http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/05/18/news/de_magistris-16412050/





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