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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DE MAGISTRIS DERBY CON DI PIETRO: "PUNTA A GUIDARE L'IDV"

Giovedì 19 Maggio 2011

Ballottaggio Napoli/Derby con Di Pietro,
De Magistris punta a guidare l'Idv


di Paolo Mainiero

NAPOLI - È inutile negarlo, Antonio Di Pietro e Luigi de Magistris non si sono mai amati per davvero. O, meglio, quello tra i due ex pm è un rapporto di odio e amore. Quando nella primavera del 2009 gli offre la candidatura alle europee Tonino pensa di fare un grande colpo (e in effetti lo fa) perché il giovane Luigi è ormai una star salita agli onori della cronaca per l’inchiesta «Why Not». 

In de Magistris, un pm che a Catanzaro ha svolto indagini su politici, imprenditori e militari, forse Di Pietro vede sè stesso che venti anni prima provocava il terremoto di Tangentopoli. Il problema (per Di Pietro) è che Luigi è uno che ci sa fare, si sa vendere mediaticamente, ha le idee chiare, non ha soggezione di nessuno. Insomma, è un tipo tosto, uno che piace, e infatti al suo battesimo elettorale si porta subito a casa 415.646 preferenze. È un trionfo. Prima di lui c’è solo Silvio Berlusconi. Ma la notizia è che Tonino prende 19mila voti in meno di Luigi. 

Nell’Italia dei valori l’exploit di de Magistris alle europee provoca qualche prurito di troppo e oggi che l’ex pm in corsa per fare il sindaco di Napoli precisa che lui «è il candidato dei cittadini e non del partito» sono in molti a pensare (e a temere) che il successo napoletano possa diventare un trampolino di lancio per scalare i vertici dell’Idv. Del resto, che de Magistris sia un tipo ambizioso non è un mistero. Forte della scorpacciata di voti che lo hanno portato a Strasburgo, de Magistris si prepara come si deve per il congresso dell’Italia dei valori del febbraio 2010 a Roma. 

Semina il panico quando fa trapelare che potrebbe candidarsi alla segreteria al punto che Massimo Donadi deve intervenire duramente: «Il successo alle europee gli ha dato alla testa. Comunque prima si iscriva all’Idv». De Magistris segue l’invito di Donadi e prende la tessera. Alla fine vota la mozione del fondatore. «Io sto con Di Pietro. Credo che debba essere alla guida di un grande percorso e per farlo serve una squadra», spiega. Ma dice anche: «Io sono più giovane. Ci sono venti anni di differenza. Per mia fortuna e per sua sfortuna». E comunque al congresso sottolinea la distanza da Di Pietro nella scelta del candidato alla Regione del centrosinistra in Campania.

Il segretario vuole sostenere il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, de Magistris no. «È indagato», puntualizza chi in questi mesi ha più volte criticato la gestione e il personale politico dell’Idv nel Sud e in Campania. Al di là di come finirà il ballottaggio, il giorno dopo per l’Idv non potrà essere lo stesso. Per ora la parola d’ordine è sostenere de Magistris. «Vincerà», assicura Di Pietro che per sostenere il suo candidato sarà a Napoli domani e il 27 per chiudere la campagna elettorale. Il partito è compatto, per esempio nel respingere le avance del Pd per un apparentamento. 

«Non cerco alleanze, vado avanti da solo, sono il candidato dei cittadini», ripete fino alla monotonia de Magistris. Dei cittadini, appunto. E il partito? «Nessuno screzio ma non sono il candidato di Di Pietro», è la risposta che si presta a più di una interpetrazione anche se nell’Idv c’è la corsa a buttare acqua sul fuoco. «Luigi è il candidato della coalizione iscritto all’Idv - dice il segretario regionale Nello Formisano -. Che poi in un partito ci sia una dialettica non mi sembra uno scandalo, l’Idv non è il Pdl. E comunque ricordo che de Magistris ha sostenuto Di Pietro e ha sostenuto me al congresso regionale». 

Anche Franco Barbato, il deputato che portò nell’aula di Montecitorio un sacchetto della spazzatura e che in passato ha avuto più di un diverbio con de Magistris, oggi nega divisioni. «Luigi incarna la posizione politica dell’Idv, chi pensa il contrario fa cattivi pensieri. Quando ho fatto il sindaco sono stato il sindaco dei cittadini e non di un partito», dice Barbato. E in questo sforzo di unanimismo si unisce Nicola Marrazzo, consigliere regionale. 

«Forse Luigi non è riuscito a spiegarsi fino in fondo. Lui va oltre l’Idv e oltre i partiti che lo sostengono perché giustamente deve rappresentare tutti i cittadini. Da questo punto di vista dimostra un grande senso delle istituzioni. Fra l’altro - nota Marrazzo - vale la pena ricordare che la sua candidatura nasce da una intuizione di Di Pietro».

Una intuizione felice, non c’è dubbio. Ma che si vinca o si perda, Tonino sa bene che la lunga stagione della guida solitaria e personale del partito è finita.


http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=149804&sez=NAPOLI



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