Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

SCILIPIETRO: "REFERENDUM, SE VINCEREMO NON CHIEDEREMO IL VOTO DI FIDUCIA SU BERLUSCONI". BORRELLI: "SCUSE PER IL DISASTRO SEGUITO A MANI PULITE"

06 giugno 2011

Referendum/ Di Pietro: Non è voto su governo, vinceranno elettori

Interessano anche popolo Pdl-Lega, no steccati a manifestazione

 

"I referendum non sono un giudizio universale su Berlusconi e se vinceremo non chiederemo un voto di fiducia su di lui perchè sono temi che interessano tutti: l'acqua, il nucleare, la legalità. Perciò invitiamo a votare tutti i cittadini, anche quelli di centrodestra, non sono temi che hanno un colore politico, e se passeranno sarà una vittoria di chi vota". Antonio Di Pietro lancia un appello agli elettori per il 12 e 13 giugno cercando di togliere argomenti politici e ideologici che potrebbero influenzare l'elettorato. Al termine della riunione dell'esecutivo di Idv per fare l'analisi sul risultato elettorale e discutere le prossime mosse politiche del partito, il leader di Idv ha solo tenuto a ricordato che "se non ci fosse stato lo spirito propulsore di Idv due su tre di questi quesiti non ci sarebbero. Ma condivido l'idea che alla manifestazione di chiusura di venerdì non ci siano bandiere di partito ma solo i comitati promotori. A Roma, Napoli e Palermo abbiamo organizzato manifestazioni libere dai partiti perchè vogliamo che non ci siano steccati. Chiunque vorrà - ha assicurato Di Pietro - potrà parlare dal palco, sia un politico o un cittadino. Anche i sindaci della Lega potranno partecipare se vogliono, anche in dissenso, purchè se ne parli".

 

http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/06_giugno/06/referendum_di_pietro_non_e_voto_su_governo_vinceranno_elettori,29924117.html?pmk=rss

 

27 maggio 2011

Ex procuratore

Mani pulite: scuse amare da Borrelli

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MILANO - E' una sorta di amaro «noi credevamo» - su Mani pulite anziché sul Risorgimento - quello che a sorpresa l' ex procuratore milanese Francesco Saverio Borrelli consegna, quasi per caso, seduto fra gli spettatori alla presentazione del libro dei giornalisti Paolo Colonnello e Leonardo Coen sull' inchiesta sul bunga-bunga, «Sodoma: le 120 giornate che hanno distrutto Berlusconi» (Dalai). A Colonnello che lo scorge in platea e a freddo gli domanda se e quale filo colga nella società e nella politica da Mani pulite al bunga-bunga, Borrelli stupisce tutti: «Se fossi un uomo pubblico di qualche Paese asiatico, dove come in Giappone è costume chiedere scusa per i propri sbagli, vi chiederei scusa: scusa per il disastro seguito a Mani pulite. Non valeva la pena - ironizza amaro - di buttare all' aria il mondo precedente per cascare poi in quello attuale». Con la differenza che «allora il malaffare era nascosto, si vergognava. E' stato Craxi a segnare il passaggio, per primo rivendicando il malaffare come costume comune a tutte le parti politiche. E oggi l' arroganza non prova più alcuna vergogna». L. Fer. lferrarella@corriere.it

Ferrarella Luigi

http://archiviostorico.corriere.it/2011/maggio/27/Mani_pulite_scuse_amare_Borrelli_co_8_110527026.shtml



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