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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

PARLAMENTARI IDV: IL CENSIMENTO DEGLI EX

I seguaci di Di Pietro sotto il “fuoco amico” dei compagni di de Magistris
Derby fra le fila del partito

Per quanto risulti oltremodo difficile collocare Antonio Di Pietro in una formazione riveniente dalla Prima Repubblica, non si può dimenticare che nella biografia dell’ex pm e leader dell’Idv redatta da Gianni Barbacetto emerge la sua estrazione cattolica, e poi la volontà di dirsi “né di destra né di sinistra” all’indomani dell’entrata in politica. Perché questo rifuggire dagli schemi ideologici tradizionali e poi correre a dichiararsi liberale e un uomo di centro? Secondo molti addetti ai lavori non andrebbe tralasciata la tesi volta a considerare Di Pietro un uomo di destra, e poi la diffusa reputazione che lo voleva elettore missino fino al 1992. Di fatto oggi la componente parlamentare dell’Idv schierata con Di Pietro accorpa eletti che provengono da Dc, Udeur, Forza Italia, Lega ed An (ex missini). Ex Dc come Pino Aleffi, che prima d’aderire all’Idv è stato iscritto alla P2 (con chiare simpatie missine) e poi deputato di Forza Italia. Dipietrista è Felice Belisario (ex Dc poi ne I Democratici), Ciro Borriello (già Forza Italia poi Udeur), Renato Cambursano (storico Dc poi Democratici e La Margherita), Gabriele Cimadoro (cognato di Di Pietro, ex Dc, poi Ccd, Udr, I Democratici, Idv, nuovamente Udc, quindi tornato a casa Idv), Tancredi Cimmino (in prima Repubblica democristiano, poi Ccd e Udeur), Carlo Costantini (Dc, I Democratici, La Margherita), Sebastiano De Feudis (dalla Dc a I Democratici), Gianpiero De Toni (dalla Dc a La Margherita), Aniello Di Nardo (Dc, Ccd, Udc, Udeur), David Favia (Dc, Forza Italia, Udeur), Gustavo Franchetto (Dc, I Democratici, La Margherita), Salvatore Giacalone (Dc, I Democratici, La Margherita), Fabio Giambrone (Dc, poi La Rete, I Democratici, La Margherita), Vincenzo Iovine (democristiano), Cristina Matranga (Dc, poi La Rete, Forza Italia, Udeur), Ignazio Messina (dalla Dc a La Rete), Mario Occhipinti (Dc, La Rete, I Democratici, La Margherita), Giovanni Paladini (Dc, I Democratici, La Margherita), Stefano Pedica (Dc, Ccd, Patto Liberaldemocratici, Cristiano democratici europei), Egidio Enrico Pedrini (dalla Dc all’Udeur), Francesco Petrillo (dalla Dc al Cdu), Sergio Piffari (dalla Dc a La Margherita), Gaetano Porcino (dalla Dc a La Margherita), Ivan Rota (cattolico ed ex Dc), Giuseppe Taverna (Dc, La Rete, I Democratici, La Margherita), Giommaria Uggias (Dc, La Margherita), Pierfelice Zazzera (Dc, La Rete), Alessandro Cè (cattolico ed ex Lega Nord), Antonio Borghesi (già presidente della Provincia di Verona in quota Carroccio) e poi un pezzo da novanta dell’Idv è Luigi Li Gotti (ex Msi, poi deputato di An). Con gli eletti locali gli ex missini dell’Idv (tutti ex rautiani, sinistra missina) ammontano al 2,4% del partito di Di Pietro. L’esercito dipietrista, vera roccaforte dell’ex pm, è costituito da cattolici, leghisti e missini, comunque da ex Dc di lungo corso.

L’unico ex Dc che potrebbe strizzare l’occhio a Luigi de Magistris (il contendente al trono Idv) è Leoluca Orlando (già sindaco di Palermo, leader de La Rete, in seguito membro de I Democratici e de La Margherita). Quindi un corposo elenco di politici oggi nell’Idv, ma nella passata repubblica eletti nei partiti indagati dal pool milanese. De resto una nota ricerca condotta da Pino Pisicchio (storico Dc) ha dimostrato che “il 57,1% dei parlamentari dell’Idv sono di provenienza democristiana, il 9,5% vengono dall’esperienza del Partito comunista italiano a cui vanno aggiunti un 4,8% di ex militanti di ambienti culturali marxisti extraparlamentari”. Quindi un 14,3% è la base su cui conta la componente vicina a Luigi de Magistris (europarlamentare ed ex pm), a cui si sarebbero aggiunti un 11,9% di eletti nelle liste civiche (per un pelo non confluiti nel movimento di Beppe Grillo). A questo punto è lecito chiedersi chi possa supportare il progetto di de Magistris, e cioé defenestrare Di Pietro per fondere l’Idv con il Sel di Vendola. Con de Magistris sarebbero Pino Arlacchi (ex Pci poi Ds), Santo Armaro (Pci, La Rete, I Democratici, La Margherita), Paolo Brutti (Pci, Ds, Sd), Francesco Critelli (Pci e poi PdCi), Augusto Di Stanislao (Pci, Ds, Udeur), Fabio Evangelisti (Pci, Ds), Aniello Formisano (Pci, Ad, I Democratici, La Margherita), Franca Rame (già in Soccorso Rosso, poi nel Pci), Pancho Pardi (già Potere Operaio), Gianni Vattimo (Pci, Pds, Ds, PdCi), Maurizio Zipponi (Pci poi Prc), Francesco Barbato, Stefano Passigli (Pri poi Ds), Elio Lanutti (comunista poi nei Verdi, storico difensore dei consumatori). 

http://www.opinione.it/articolo.php?arg=&art=92965



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