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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

CONS. REG. LOMBARDIA CAVALLI (Ex Segr. Idv Milano): "VIA I PRIVILEGI DEI CONSIGLIERI REGIONALI".

Il Fatto Quotidiano
21 giugno 2011

Lombardia, mozione dell’Idv al Consiglio regionale per tagliare i costi della politica

Stipendi, spese per spostamenti, vitalizi e indennità di fine mandato. Privilegi degli 

amministratori regionali troppo distanti dai cittadini, secondo i consiglieri Cavalli e 

Sola. "Chiederò la votazione nominale", spiega il primo, "per sapere chi dice di voler 

ridurre i costi senza aver toccato il portafoglio e chi invece fa sul serio"

“Adesso bisogna prendersi la responsabilità di schierarsi”. Per i propri privegi o per “l’uguaglianza tra i lavoratori e i consiglieri regionali della Lombardia”. Così Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, spiega il senso della mozione depositata stamattina. Nel documento, firmato insieme al collega Gabriele Sola, si chiede una riduzione e una soppressione di alcuni vantaggi economici assegnati agli amministratori locali. Del tutto distanti dalla vita reale dei cittadini, secondo i promotori, specie in un momento di crisi economia. E il voto potrebbe essere nominale.

“Gli eletti devono essere i primi a svestirsi dei molti privilegi di cui godono”, spiega Sola. Per questo, spiega Cavalli, si chiede “un doveroso livellamento al ribasso dei costi” della politica. Una sforbiciata agli stipendi e alle spese per spostamenti e missioni, ma anche un taglio totale all’indennità di fine mandato e al vitalizio che ogni consigliere percepisce. Quest’ultimo viene definito “indegno” da Cavalli, “rispetto ai 40 anni di lavoro che si chiedono ai cittadini per la pensione”. “Si tratta di misure severe – aggiunge Sola -, ma dovute e necessarie visto il momento di difficoltà e crisi economica che vive il nostro Paese”.

I consiglieri citano nella mozione le spese in questione. Si tratta di indennità da quasi 3.500 euro al mese corrisposte per un anno. Una diaria da più di 2.500 euro mensili per le sole spese di presenza e, insieme a questo, un rimborso spese forfettario, assegnato in base alla distanza di residenza da Milano. Da poco più di 200 euro a quasi 2mila. Per le missioni, inoltre, i rimborsi arrivano fino a 3.500 euro.

“Mi impegno a chiedere la votazione nominale della mozione – conclude Giulio Cavalli – perché i nostri elettori possano sapere con chiarezza chi gioca col populismo della riduzione dei costi senza però volere che gli si tocchi il portafoglio e chi invece fa sul serio”.



Il Tribuno

Corriere della Sera.it
13 giugno 2011

«'Ndrangheta in casa», Giulio Cavalli lascia la segreteria cittadina dell'Idv


La decisione già presa, ma ribadita dopo l'inchiesta Minotauro: «Contatti con la mafia intollerabili»

Giulio Cavalli (Ansa)
Giulio Cavalli (Ansa)
MILANO - Giulio Cavalli si dimette dalla carica di coordinatore cittadino dell'Italia dei Valori. Una decisione presa all'indomani delle elezioni, ma ribadita e «rilanciata» venerdì 10 sull'onda di indignazione provocata dall'inchiesta Minotauro. I carabinieri di Torino hanno accertato contatti tra boss delle cosche di 'ndrangheta piemontesi e uomini politici. E tra questi ci sono anche due esponenti dell'Idv. Entrambi non sono indagati, e hanno subito affermato di essere incappati «casualmente» in riunioni elettorali con capi delle locali e affiliati. Per giunta sono stati subito assolti da Di Pietro, per il quale dimostreranno facilmente la loro totale estraneità. Ma per Cavalli, costretto a girare con la scorta a causa delle minacce subite per i suoi spettacoli antimafia, questo non basta.

IL BLOG - Nel suo blog l'attore e regista milanese scrive chiaro e tondo il suo disappunto in un post dal titolo la 'ndrangheta in casa: «Non si tratta ora di decidere (sulla base dei primi elementi a disposizione) se e quanto sia colpevole l’onorevole Porcino e l’Assessore all’Istruzione del Comune di Alpignano Tromby Carmelo negli atti dell’operazione antimafia Minotauro e negli incontri con il boss di Rivoli Salvatore Demasi: la differenza sta tutta nella reazione politica (e nell’intransigenza) di fronte a queste notizie. Perché gli elettori (anche i nostri) si sono stancati di sentire la favola che se succede a sinistra è una leggerezza e se succede a destra è l’emersione di un sistema e perché non fa bene all’antimafia strepitare per le ombre degli altri se non corriamo a dissipare le nostre (perché non posso che augurarmi che queste ombre siano presto dissipabili)».  

A.Cas.




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