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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

IL PD BOCCIA SCILIPIETRO: "APERTURA DI CREDITO A BERLUSCONI INCOMPRENSIBILE" DOPO I SUOI FALLIMENTI.


Il Pd boccia il Di Pietro moderato. Fassina ad Affaritaliani.it: “Una svolta incomprensibile”

Venerdí 24.06.2011 


Stefano Fassina
Stefano Fassina
"Faccio proprio fatica a capire questa improvvisa e inspiegabile riconsiderazione di quella che è stata un'analisi comune". Stefano Fassina, responsabile economico del Pd e uomo molto vicino al segretario Bersani, con un'intervista ad Affaritaliani.it,boccia la svolta moderata di Antonio Di Pietro. E dice no al governo di unità nazionale proposto da Bocchino e Casini: "Per il Pd serve un passaggio elettorale per legittimare la  coalizione, che dovrà rifondare moralmente ed economicamente il Paese".

Che cosa pensa della svolta moderata di Di Pietro il quale sostiene che potrebbe anche appoggiare le riforme del governo Berlusconi?

"Francamente trovo singolare questo posizionamento: faccio ancora fatica a capire. Fino a qualche giorno fa eravamo tutti convinti che il governo avesse difficoltà strutturali a misurarsi con un percorso riformista. Questo non è un pregiudizio ma è una valutazione che avviene dopo otto anni di governo Berlusconi negli ultimi 10. Ripeto, questa apertura di credito è incomprensibile: mancano proprio le condizioni minime perché Berlusconi  possa intavolare un percorso credibile di riforme. E anche Di Pietro, fino a poco tempo fa, condivideva questa considerazione".

Di Pietro vuole lasciare la piazza al Pd e a Casini. Insomma, per il leader dell'Idv è finito il tempo della protesta tout court 

"Il Pd non è un partito confinato alla piazza. Il Pd va in piazza quando è necessario. Il Pd sta in mezzo al protagonismo della società civile, nelle istituzioni, ed è un partito con un'altissima capacità di proposta. Per questo faccio fatica a capire il senso politico di questa mutazione: mi pare ci sia parecchia confusione".

Il Terzo Polo rilancia l'idea di un governo di unità nazionale. E' un'ipotesi possibile?

"Per il Pd serve un passaggio elettorale per legittimare una coalizione, la più ampia possibile, che affronti le sfide difficilissime che abbiamo di fronte. Abbiamo anche detto che se ci fosse la possibilità a rivedere questa sciagurata legge elettorale saremmo disponibili. Però le sfide di carattere economico e sociale e di rifondazione delle istituzioni hanno bisogno di soggetti che abbiano una piena legittimazione attraverso il voto".

Intanto Di Pietro ha detto anche no all'intesa col Terzo Polo. Il Pd invece?

"Bisogna trovare un'alleanza per il governo che sia la più larga possibile. Bisogna tentare di costruire un'alleanza con tutti gli interlocutori disponibili ad avviare la ricostruzione morale ed economica del Paese".

Daniele Riosa


http://affaritaliani.libero.it/politica/anche_pd_boccia_di_pietro_moderato_fassina240611.html



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