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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

ENRICO LETTA (PD): "SIAMO ABITUATI ALLE GIRAVOLTE DI DI PIETRO, DA LUI C'E' DA ASPETTARSI DI TUTTO"

27 giugno 201

«Di Pietro confuso, gli elettori più lucidi»

Maria Berlinguer

ROMA. «Siamo abituati alle giravolte di Antonio Di Pietro, l’uomo ha un animo volubile. Noi non dobbiamo rispondere a lui ma ai nostri elettori e alla nostra mission che è quella di costruire l’alternativa. Il Pd è insostituibile, l’Italia dei valori no».
 Enrico Letta, vicesegretario dei democrat, dice che dal leader dell’Italia dei valori «c’è da aspettarsi di tutto» ma non vuole rompere perché il ruolo del suo partito è quello di «tenere dentro tutti con pazienza e determinazione».
 Anche Casini? Di Pietro dice: basta corteggiarlo, lui vuole stare da solo.
 
«Evidentemente Di Pietro non ha capito quello che è successo alle amministrative. Le elezioni hanno visto mischiati moderati e progressisti di tutte le tribù contro i candidati di Berlusconi e Bossi. Gli elettori hanno dimostrato di essere più lucidi dei loro leader».
 Il governo arriverà a fine legislatura?
 
«Ho sempre pensato che Berlusconi potrebbe cadere per due sole ragioni. Una spallata della Lega o per la crisi economica finanziaria. La Lega è in crisi, ha perso legittimità ma finché c’è Bossi non stacceherà la spina. Maroni lo farebbe. Ma Bossi sa che se va giù Berlusconi cade anche lui».
 E la crisi economica?
 
«Per una manovra da 40 miliardi di euro non basta una maggioranza di 317 voti, soprattutto se 40 di questi sono di ministri e sottosegretari che ovviamente non possono essere sempre presenti in Parlamento. Capiremo giovedì come andrà a finire».
 Se Tremonti presenterà una manovra con misure serie la appoggerete.
 «Noi appoggeremo solo le manovre presentate da noi. Il Pd è per il rispetto dei patto con Bruxelles, a partire dal pareggio del bilancio. Se il governo avrà la forza di imporre la sua manovra bene, altrimenti si vada alle elezioni per avere una maggioranza più ampia che possa dar vita a una finaziaria che rispetti i vincoli ma che investa nello sviluppo, dando segnali concreti di equità e ridistruzione tra i cittadini».
 Casini sarà un alleato?
 
«E’ nella logica naturale delle cose. Anche in questo Di Pietro è assai confuso. Vuole occupare il centro e cacciare gli alleati. E’ una logica incomprensibile salvo che non voglia mettere l’interesse della sua piccola impresa di parte prima dell’interesse generale del Paese e degli elettori».
 Bersani e D’Alema sono stati possibilisti sulla limitazione delle intercettazioni.
 «Se si vuole approfittare delle intercettazioni per atti punitivi contro la magistratura la nostra opposizione sarà durissima. Noi siamo per regolamentarle ma intediamo bene: in tema di giustizia non è certo questa la priorità di un Paese dove la giustizia civile ha dei tempi biblici».



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