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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

CONSIGLIERE COMUNALE E REGIONALE DELL'EMILIA-ROMAGMA LASCIA DI PIETRO: "Non resto dove non mi vogliono".

Matteo Rivail Resto del Carlino


Riva (Idv) taglia i ponti col partito: "Non resto dove non mi vogliono"

Il consigliere rimane da indipendente

Reggio Emilia, 29 luglio 2011 - I dissapori tra il consigliere regionale e comunale a Reggio dell’Idv Matteo Riva e i vertici del suo partito sono stati costanti e in crescendo. A partire da quando, esattamente un anno fa, la candidatura di Riva a coordinatore provinciale dei dipietristi reggiani contro Liana Barbati (sua collega di banco in Regione) venne esclusa per un presunto vizio procedurale dal congresso del partito della città del Tricolore. Da allora è stato un continuo susseguirsi di screzi, l’ultimo dei quali si è consumato a Reggio lunedì, quando il consigliere ha votato contro la maggioranza che sostiene il sindaco Graziano Delrio sul piano industriale delle farmacie comunali. A seguito dell’episodio Riva ha deciso di tagliare i ponti con il partito e si qualifica oggi “consigliere indipendente dal gruppo Idv”. 
 

Nessuna ritorsione però per il voto contrario a Fcr perchè, spiega Riva, “non ho rinnovato la tessera già da luglio dell’anno scorso. Nell’Idv io ho sposato la linea di trasparenza di De Magistris e Sonia Alfano, ma visto che a molti che avevano deciso di iscriversi perchè c’ero io è stata rifiutata la tessera, ho deciso di non restare dove non mi vogliono”. I rapporti attuali con i vertici dell’Idv? “Pessimi - risponde Riva - anche sul piano personale”. La frattura interna all’Idv, ma anche nella maggioranza di Sala del Tricolore, viene certificata dalla coordinatrice provinciale Liana Barbati che dice: “La dichiarazione del signor Riva di non essere più iscritto all’Idv corrisponde al vero. Inoltre a tutt’oggi ricopre il doppio incarico di consigliere comunale e consigliere regionale, nonostante le indicazioni precise e le richieste del partito sia nazionale che regionale e locale sui doppi incarichi, che non sono compatibili con la linea del partito di Antonio di Pietro”.
 

Quindi, conclude Barbati, Riva “non può più essere indicato come rappresentante dell’Idv in Comune e le sue dichiarazioni sono da ritenersi rispettabili, ma personali”. I dipietristi scompaiono cosi’ ufficialmente dal Consiglio comunale di Reggio, e mantengono solo in giunta la vicesindaco Filomena De Sciscio. Intanto oggi l’esecutivo provinciale dell’Idv e Barbati hanno incontrato il sindaco Graziano Delrio. Durante l’incontro, riporta una nota del partito, “sono stati affrontati e approfonditi alcuni temi che la città deve e dovrà affrontare nei prossimi mesi anche alla luce dei tagli lineari di Tremonti”. L’incontro, dice Barbati, “è stato positivo e si è ribadita l’importanza di una alleanza forte, proprio basata anche sul ruolo dell’Idv, propositivo e attento ai bisogni della cittadinanza, e che si evidenzia con la presenza del nostro vicesindaco De Sciscio all’interno della giunta.

Fonte Dire

http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio_emilia/politica/2011/07/29/553103-riva_taglia_ponti_partito.shtml



Il Fatto Quotidiano
31 luglio 2011

David Marceddu

Matteo Riva lascia l’Idv. Di Pietro perde un consigliere a Reggio Emilia e in Regione

Prima cattolico, poi comunista, infine dipietrista, Matteo Riva si dimette dopo una faida interna al partito di Di Pietro durata più di un anno. Le accuse di brogli ad una leader del partito, l'invito nella tenda di Gheddafi a Roma nel 2010, il voto contro la privatizzazione delle farmacie comunali reggiane: Riva più alla Scilipoti o più alla De Magistris?


E infine, dopo essersi logorata, la corda si spezzò. Dopo minacce di querele, accuse di brogli, discutibili relazioni internazionali che da Reggio Emilia portavano dritte a Tripoli, l’Italia dei Valori di Reggio Emilia perde il suo unico consigliere comunale, Matteo Riva, che ormai da oltre un anno era ai ferri corti coi vertici provinciali del partito. La compagine di Antonio Di Pietro si ritrova così non solo senza rappresentanti nella città del Tricolore, ma anche con un consigliere regionale in meno visto che Riva dallo scorso anno siede anche sui banchi dell’Assemblea legislativa regionale. Anche se il divorzio non è stato una sorpresa, anzi da tempo Riva non aveva più neanche la tessera dell’Idv.

Tutto è iniziato un anno fa quando Matteo Riva ha sfidato Liana Barbati (ex vice-sindaco di Reggio e consigliere regionale anche lei), per la poltrona di coordinatore provinciale Idv. Presunte irregolarità nella presentazione delle firme portano tuttavia Riva a essere escluso dalla corsa. Ne segue una polemica con accuse pesantissime, che allarmano anche Roma. Riva accusa la Barbati di mercificazione di posti pubblici. In sostanza, secondo l’accusa del consigliere regionale, Barbati ha attuato uno scambio con un altro degli sfidanti alla corsa per coordinatore. In cambio del ritiro della candidatura Barbati avrebbe offerto allo sfidante, tra le altre cose, un incarico all’interno della Enia (oggi Iren) la società partecipata anche dal Comune di Reggio, che si occupa di spazzatura, gas, acqua, ecc. In questo modo, sempre secondo l’accusa di Riva, Liana Barbati si era garantita il ritiro del suo sfidante principale e la vittoria.

La reazione di Liana Barbati è immediata. La coordinatrice provinciale difende il suo operato e dopo la notizia di un esposto alla magistratura sul presunto scambio, minaccia azioni legali per difendersi dalla accusa di spartizioni dei posti e l’accusa cade nel nulla.

Ma è nell’estate del 2010 che si apre un altro fronte di polemica dentro il partito: l’affaire Gheddafi. Sì, perché in occasione dell’ultima visita del raìs libico in Italia nell’agosto dello scorso anno, proprio Matteo Riva fu invitato al banchetto in onore dell’ospite straniero. O meglio fu invitata la Riva &Partners. E qui bisogna spiegare che la società di Matteo Riva, la Riva & Partners appunto, si occupa di consulenza finanziaria alle imprese.

Due anni fa Riva, con un gruppo di imprenditori del territorio reggiano, fa un viaggio a Tripoli organizzato dall’Isiamed, l’Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo, un ente privato nato per favorire la cooperazione economica con paesi stranieri, presieduto da Gian Guido Folloni, zio di Riva. Folloni, di Scandiano, ex democristiano, ex senatore, fu anche Ministro per i rapporti con il parlamento, tra le file dell’Udr, nel primo governo D’Alema. Il tutto dopo aver abbandonato la coalizione di centrodestra in cui era stato eletto nel 1996.

Non sorprese dunque l’invito a cena per la Riva & Partners, società legata all’Isiamed, in occasione della visita di Gheddafi in Italia lo scorso anno. Del resto, in un’intervista del 2010 al giornale reggiano Reporter.it, Riva disse perfino di aver incontrato il raìs sotto la famosa tenda durante il suo viaggio libico. Tuttavia, il coinvolgimento di un suo consigliere regionale nelle celebrazioni italo-libiche provocò l’imbarazzo dell’Idv, che, con in prima fila Di Pietro, in quei giorni protestava contro la visita del dittatore libico. Alla fine fu lo stesso Matteo Riva a dire che alla cena sarebbe andato un suo collaboratore e che l’invito non era stato rivolto a lui personalmente o come politico, ma alla sua azienda. Del resto demonizzare i rapporti di lavoro con la Libia di Riva non sarebbe stato giusto: non va dimenticato, infatti, che a quel famigerato viaggio a Tripoli nella comitiva reggiana oltre a Riva e altri imprenditori c’era addirittura la presidente della Provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini del Partito democratico.

Infine in questi giorni la definitiva rottura tra il partito dell’ex magistrato e questo suo esponente un po’ “scomodo” e riottoso (ma con un buon pacchetto di preferenze). Il pretesto è stato una votazione sul piano industriale delle farmacie comunali reggiane che prevede l’ingresso dei privati nel ramo più redditizio dell’azienda. Riva ha votato contro la linea del sindaco del Pd, Graziano Delrio, mettendosi di fatto fuori dall’Idv che resta fedele al sindaco. Il provvedimento sulle farmacie peraltro sta scatenando la protesta dei sindacati e Riva non è stato l’unico della maggioranza a votare contro. Tuttavia il divorzio tra il consigliere regionale e l’Idv, che non metterebbe in pericolo la maggioranza del sindaco Delrio, sembra essere stato abbastanza consensuale.

Ora Riva rimarrà in consiglio da indipendente lasciando l’Idv senza rappresentanti in Comune e con un consigliere regionale in meno. Dove approderà, lui che ha un passato prima in area cattolica (lavorò tra l’altro al ministero con suo zio) e che fino al 2008 era capogruppo deiComunisti italiani di Oliviero Diliberto al consiglio comunale di Reggio? Riva fa sapere che rimarrà comunque nella maggioranza. Il sindaco Delrio per ora può dormire sonni tranquilli.




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