Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

TELEVENDITA-DI PIETRO: UN NUOVO REFERENDUM... E POI "NON CHIEDERE LE DIMISSIONI DEL GOVERNO" E VIVERE FELICE CON BERLUSCONI.

la Repubblica.it
04 agosto 2011

24ORE - POLITICA

L. ELETTORALE: DI PIETRO, AL VIA RACCOLTA FIRME REFERENDUM


Al via la raccolta delle firme per il referendum che chiede di modificare la legge elettorale, abrogando il 'porcellum'. La raccolta partira' dal prossimo sette agosto. Ad annunciarlo e' stato il leader dell'IdV, Antonio Di Pietro, in una conferenza stampa in cui il comitato promotore del referendum ha presentato l'iniziativa referendaria. .




Corriere della Sera.it
13 giugno 2011

I DEMOCRATICI E LA CONSULTAZIONE

Bersani: «Il premier si dimetta»
Ma Di Pietro: no a strumentalizzazioni 

Il leader Pd e il referendum: «È divorzio tra governo e Paese. O riforma della legge elettorale o voto subito»

MILANO - «Stavolta non riesco a non ridere».Pierluigi Bersani non nasconde soddisfazione. Quello che ha raggiunto il quorum, è secondo il leader Pd, un «referendum sul divorzio tra il governo e il Paese» (definizione non casuale visto che uno dei più grandi successi referendari fu proprio la consultazione sul divorzio del 1974, ndr). E il dato sull'affluenza dimostra che l'esecutivo è «su una strada diversa da quella su cui viaggia il Paese». Il segretario dei democratici parla di un risultato «enorme» e promette: il Pd darà «una risposta positiva. Siamo pronti alle nostre proposte in Parlamento». Quindi, la richiesta chiara: Berlusconi «si dimetta e apra una fase politica nuova. Vada al Quirinale». 

Parole sulle quali le opposizioni però si spaccano. Con Antonio Di Pietro che prende le distanze, in modo netto, dalla richiesta di Bersani. «L'Idv in tempi non sospetti ha chiesto le dimissioni di Berlusconi. Farlo ora in nome dei risultati referendari è una strumentalizzazione», è la presa di posizione dell''ex pm. «Sono andati a votare sì - ha aggiunto Di Pietro - anche molti elettori del centrodestra. Per rispetto nei loro confronti non possiamo chiedere le dimissioni del governo solo in nome dei referendum».

«RIFLETTANO» - Per Bersani, il premier e tutto il centrodestra devono riflettere. «Io li invito a un'assunzione di responsabilità - dice il segretario dei democratici in conferenza stampa -: la crisi conclamata di un governo senza più la maggioranza elettorale adesso prende anche la forma di un distacco profondo dall'opinione pubblica. Sarebbe da irresponsabili non riflettere su questo punto». I democratici non sono disposti ad appoggiare l'esecutivo sulla manovra economica. «Bisogna creare un elemento di fiducia e ripartenza. E lo si può fare solo con le elezioni» è la convinzione di Bersani. Che a tal riguardo propone una road map, «un percorso ideale per il bene del Paese»: «Crisi, Quirinale, verifica rapida sulla possibilità di riformare la legge elettorale e sennò si va a votare», suggerisce il leader Pd.


IL GOVERNATORE - 
Con Bersani si schiera il leader di Sel Nichi Vendola. «Oggi il Paese non ne può più e manda un messaggio chiaro: che liberino il campo e consentano all'Italia 
attraverso elezioni anticipate di tornare a respirare» ha detto il governatore pugliese commentando l'esito dei referendum. «Una maggioranza assai malconcia - ha aggiunto Vendola - prigioniera di una conflittualità continua, incapace di offrire prospettive di crescita e di sviluppo per il Paese credo sia una maggioranza condannata. Finora l'Italia ha pagato il prezzo di questo centrodestra occupato troppo dalle vicende nelle ville private del premier. Oggi il Paese non ne può più e manda davvero un messaggio chiaro».











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