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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

"L'ATTACCO ALLE COOPERATIVE": DA LEOLUCA ORLANDO A BERLUSCONI.

lunedì, 29 agosto 


L’attacco 
alle Cooperative


di Emanuele Macaluso

Ci risiamo: le “Cooperative rosse” (sempre le rosse!) sono ancora una volta al centro di un attacco pesante, non solo da parte della destra, dato che c’è anche la carica di “fuoco amico”...

Ci risiamo: le “Cooperative rosse” (sempre le rosse!) sono ancora una volta al centro di un attacco pesante, non solo da parte della destra, dato che c’è anche la carica di “fuoco amico”. Nel caso Penati, i procuratori, raccogliendo le dichiarazioni, certamente disinteressate, del costruttore ed esponente del Pdl Pasini, parlano di un interessamento agli affari di cui si discute di un consorzio cooperativo di Bologna. La matassa è in mano ai magistrati, procura e giudici. E saranno loro a chiarire i fatti, anche perché, ad oggi, non abbiamo letto nulla su cosa dicono i dirigenti del consorzio bolognese indicato dal Pasini, e dai Pm, come canale per arrivare al partito di Penati. Vedremo.
Io, però, ricordo bene l’indecente rumorosa campagna contro le “cooperative rosse” nei primi anni novanta. In Sicilia fu animata dalla Rete di Leoluca Orlando, accolta dai Pm, e intrecciarono gli “affari” dei consorzi emiliani con quelli della mafia. Ebbene, le sentenze hanno fatto giustizia. La più recente, ne ho scritto sul Riformista, riguarda, l’assoluzione in appello di Pietro Martino (sette mesi di carcere) rappresentante del Consorzio delle Coop, di Forlì. Ne parlo perché penso sia venuto il momento di fare un discorso più generale sulle cooperative “rosse” e vedere anche quali sono le loro responsabilità.
La storia del movimento cooperativo italiano si intreccia con quello delle leghe dei braccianti, dei contadini, dei muratori, dei lavoratori di tante categorie. E si intreccia con le lotte dei padri del socialismo riformista: un grande processo di emancipazione del Lavoro. Anche il movimento cattolico, soprattutto in Sicilia con Luigi Sturzo, promosse un movimento cooperativo fondando tante banche rurali, in difesa dell’usura. Il fascismo colpì sindacati, cooperative, partiti, ma le radici di quel movimento erano ormai forti e dopo la Liberazione le cooperative risorsero. Nel Sud e in Sicilia furono protagoniste, col movimento contadino, delle occupazioni delle terre.
Non c’è dubbio che negli anni della prima Repubblica fu intenso il rapporto tra cooperative e partiti di sinistra, soprattutto col partito più forte, il Pci.
Non è questa la sede per fare la storia delle cooperative di produzione e di consumo che sono diventati grandi strutture e hanno un peso rilevante nell’economia di alcune regioni, non solo l’Emilia ma del paese. Il rapporto tra questo movimento e i partiti di sinistra è stato mediato da un quadro politico che nel loro agire ritenevano, insieme, di battersi per lo stesso obiettivo: la “Repubblica fondata sul lavoro”, come dice la Costituzione, e di avere le stesse radici nel movimento dei lavoratori.
L’aiuto economico, quando ci fu, non era certo riferibile ad affari e tangenti. So bene come stavano le cose: aiuti modesti e in regola con le leggi, come le prestazioni volontarie nelle feste dell’Unità e altre attività. Le cose sono sostanzialmente cambiate con la crisi dei partiti, la fine del Psi e il mutamento radicale di quello che fu il Pci. Da un canto le cooperative hanno accentuato la separazione, non solo dal partito ma dalla politica, assumendo sempre più la configurazione di grandi aziende non profit, con manager. Ritengono così di mettersi al riparo delle “vendette” della destra.
Dall’altro lato il Pds, Ds, Pd ha voluto affermare una separazione netta dal movimento affidando a persone un rapporto che in passato era aperto e politico. La vicenda dell’Unipol da questo punto di vista è significativa. Io non so se il movimento cooperativo, che ora tende a unirsi (rossi e bianchi), ha riesaminato e riproposto il suo ruolo nella società di oggi.
So che non c’è stato e non c’è un discorso pubblico. Chi pensava che la separazione dalla sinistra avrebbe garantito l’esistenza e la sviluppo delle cooperative esistenti, si è sbagliato. L’offensiva della destra c’è e ci sarà sempre. Lo vediamo quando c’è tempesta giudiziaria o quando si tende ha sottrarre al movimento i “privilegi”(così li chiamano) che la democrazia ha garantito alle cooperative, come in tutti i paesi europei. Berlusconi e Bossi nell’ultima edizione della manovra hanno infatti inferto un colpo durissimo proprio alle cooperative. Io penso che sia venuto il momento di aprire, sul tema, una grande discussione.




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