Il Tribuno
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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

DOPO LA 'MANOVRA' DI DI PIETRO, ECCO LA 'MANOVRA' DI SCILIPOTI: "UN EURO PER OGNI Cm DEGLI YACHT SUPERIORI A 10 Mt"



4/9/2011 - Ci mancava, nel marasma del governo
“Aperti a ogni idea”
E appare pure la manovra di Scilipoti
“Tassiamo un euro per ogni centimetro degli yacht che superano i dieci metri”
Ci voleva; anche per introdurre un minimo di raziocinio in questa situazione caotica. La manovra di Scilipoti.

L’autore de Il re dei peones , libro sulle mirabilie e le mille avventure della tarda seconda repubblica, ha proposto alcune misure - stavolta, pare, non riprese dal manifesto degli intellettuali fascisti del ‘25 - per risolvere la questione delle coperture finanziarie attorno alla quale stanno lavorando - e cancellando, e rilavorando in ordine sparso: il premier, i ministri, i tecnici dell’esecutivo, quelli delle opposizioni, i politici di maggioranza, i politici di opposizione, i capigruppo di ogni colore, i segretari d’aula, le segretarie, comprese quelle interrogate dai pm. «Ogni suggerimento è ben accetto», aveva annunciato il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri nel giorno della retromarcia del governo sulle pensioni. Curiosamente, l’hanno ascoltato.

Ben venga dunque il contributo di Scilipoti, l’ex deputato dipietrista che nel novembre scorso passò a puntellare un governo in quel momento assai pericolante. Propone Scilipoti di tassare yacht e grandi barche superiori ai sei metri per evitare di toccare le pensioni, e fin qui un po’ tutti. Ma è l’idea successiva il sigillo della genialità: l’importo di questa tassa di possesso «può essere aumentato di un euro per ogni centimetro superiore ai dieci metri, fino a un massimo di diecimila euro annui». Più t’allunghi e più spendi, come in un film con Eddie Murphy. In questo modo, ritiene, si potrebbe recuperare denaro da usare per abbassare il debito pubblico, e evitare di intervenire sulle piccole e medie imprese, e sugli enti locali.

La manovra di Scilipoti gode - sia detto senza ironia - di una coerenza sconosciuta a quella di tanti suoi concorrenti. La stella polare non è in fondo cambiata, nonostante tutto, rispetto a un anno fa, quando, sempre in estate, Scilipoti lanciava frementi invettive contro il documento di programmazione economica del governo, chiedendo che a pagare fossero «non i poveri delle libertà», ma gli amici del «governo delle libertà», disse, e cioè manager pubblici da cinquecentomila euro, dirigenti tv da un milione di euro, governatori da trecentomila euro, direttori di Asl da duecentomila euro, alti funzionari tra trecentomila e seicentomila euro, star del video o del calcio... Non fu ascoltato, ci riprova.

Con numerose altre idee. Invoca interventi per il sud, i giovani, le donne, i disoccupati. Spiega, col suo linguaggio, che occorrerebbe «incentivare le piccole e medie infrastrutture per creare lavoro col turismo e l’agricoltura», «valorizzare l’enorme potenziale che il mezzogiorno racchiude al suo interno», «consentirgli di crescere al pari di quanto è stato sagacemente realizzato in altre aree in deficit del vecchio continente». Modello Irlanda del boom, per capirci. Poi l’Irlanda è semifallita.

E il bello è che, seguendo la strada aperta del paghi-il-centimetro-in-più, altri potrebbero poi estenderla a case, ville, terreni. Si potrebbero far pagare i centimetri di silicone male applicato, i colletti di camicia esorbitanti, le terrazze costruite in deroga al piano regolatore, i decimetri di righe di gessato troppo distanti, sicuro sintomo di cafoni danari; bisogna solo scilipensarci.

A giugno, dinanzi alla prima versione della manovra, Casini fece una battuta in tv, «può esser firmata solo da uno Scilipoti, non da gente seria». Quello s’è vendicato e ha fatto molto di più.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=14&ID_articolo=710&ID_sezione=6


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