Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

SCILIPETRO: "AIZZO VIOLENZA? CHI LO PENSA VADA A QUEL PAESE"... CHE NE DIREBBE DI CAMBIARE DESTINAZIONE ??

ROMANO, DI PIETRO: AIZZO VIOLENZA? CHI LO PENSA VADA A QUEL PAESE

29 Settembre 2011
Roma - Il leader Idv attacca i Radicali e il Pd: Il problema è chi li ha messi lì
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Roma - "Sulla violenza scherza col fuoco questo governo, non io". Lo ha detto il leader Idv Antonio Di Pietro, ospite di "24 Mattino" su Radio 24 all'indomani del voto di sfiducia al ministro Romano. "Io sono come il medico che scopre un'infezione - continua lìex pm -: e qui tutti se la prendono con il medico invece che con l'infezione. Il Paese brucia, c'è una disperazione sociale inarrivabile, gente senza lavoro, fabbriche che chiudono. E ieri in Parlamento si è parlato di due provvedimenti: le intercettazioni e il processo lungo, cose che servono solo al premier e agli amici suoi per arrivare alla prescrizione e dire 'sono un perseguitato'". Di Pietro respinge totalmente l'idea di poter essere considerato un aizzatore, dopo aver detto che 'se non si fa attenzione ci scappa il morto': "Io sarei responsabile di aizzare gli animi? Non diciamo sciocchezze, è una vergogna immaginare questo. Io non sto dicendo che voglio la violenza, sto dicendo che giro per le strade e noto cosa succede. C'è una rivolta sociale alle porte. Lancio l'allarme e mi dite che sono io il responsabile? A chi lo dice rispondo 'vai a quel paese'". Sul voto di sfiducia a Romano, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, Di Pietro ha detto: "E' inopportuno e scandaloso che al governo resti questa persona, si faccia giudicare ma non metta in imbarazzo le istituzioni. Stiamo parlando di voto di scambio. Non è una cosa da poco. La legge antimafia impone al ministro dell'Interno di sciogliere un Consiglio comunale ogni volta che all'interno c'è qualcuno che può avere rapporti di contiguità con la criminalità organizzata, ancorché non accertati. All'interno del Consiglio dei ministri c'è un ministro imputato per mafia. Un consiglio comunale si può sciogliere mentre non si può revocare un ministro. Ecco perché siamo in violazione di una legge antimafia".



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