Il Tribuno
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News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

PD VUOLE UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA SULLA P3. DI PIETRO E CICCHITTO CONTRO.



24/7/2010 (16:52) 
- AFFARI E POLITICA- LUNEDI' INIZIANO GLI INTERROGATORI ECCELLENTI
Il Pd: "Una commissione sulla P3"
Rosy Bindi è presidente dell’assemblea nazionale del Pd
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La Bindi: «Il monito del Colle
non deve cadere nel vuoto».
Di Pietro contro Napolitano:
«Gli anticorpi? Da dimostrare»
Caos nel Pdl, attacco ai finiani
ROMA
Il Pd spinge l’acceleratore sulla questione morale e annuncia la proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta sulla P3. Le altre opposizioni condividono le preoccupazioni dei Democratici, tuttavia esprimono dubbi sull’efficacia dell’indagine parlamentare. Antonio Di Pietro, certo che gli eventuali inquisiti «si autoassolverebbero», osserva che «sarebbe più appropriata l’istituzione di una commissione parlamentare d’indagine solo al termine dell’inchiesta dei giudici e basata sugli atti processuali». 

La sinistra radicale non crede che i numeri dell’attuale maggioranza permetterebbero l’avvio stesso della Commissione. «La vedo dura - dice il segretario del Pdci Oliviero Diliberto - perchè oggi non siamo più ai tempi della indagine presieduta da Tina Anselmi che fece un egregio lavoro». 

A lanciare la proposta del Partito democratico è, nel primo pomeriggio, Rosy Bindi, vicepresidente della Camera: «Se vogliamo evitare, come chiede il presidente Napolitano, un pericoloso massacro delle istituzioni, è necessario - sono le parole di Bindi - che il Parlamento faccia la sua parte per comprendere e analizzare le cause e le dimensioni reali del degrado della vita politica». Per Rosy Bindi è indispensabile che la politica dia una «prova di autonomia e consapevolezza assumendosi la responsabilità di una attenta e severa riflessione sul sistema di inquietanti degenerazioni che sta venendo alla luce». 

Negli stessi minuti i Democratici affidano a Filippo Penati, capo della segreteria politica di Bersani l’auspicio di «relazioni comuni nelle decisioni parlamentari», non solo con le forze di opposizione «ma anche con l’ala della maggioranza che ha a cuore la difesa della legalità ». 

Un chiaro messaggio ai “finiani”, ai quali il Pd chiede di non accettare vincoli di maggioranza su temi come la legalità e la democrazia per i quali deve valere «la libertà di coscienza». 

Ed un tentativo altrettanto chiaro di portare allo showdown, dopo mesi di polemiche, la crisi tra Berlusconi e Fini. Coglie l’aria che tira il berlusconiano Osvaldo Napoli. «Arrivano voci di una qualche attenzione del mondo finiano per la strampalata proposta di Bindi - osserva il vice presidente dei deputati del Pdl - per una commissione d’inchiesta sulla cosiddetta P3. Non nascondo una qualche curiosità per sapere se rispondono al vero». Gli esponenti Pdl vicini al presidente della Camera non si pronunciano sulla proposta, tuttavia Farefuturo oggi insiste sulla questione etica: «Forse è moralismo - si legge nel sito web della fondazione finiana - dire che, senza tanti giri di parole, chi ruba è un ladro e che un mafioso non è un eroe. Forse è moralismo ricordare che il sacrosanto garantismo non può trasformarsi in innocentismo “a Prescindere”. Se tutto questo significa “moralismo”, viene il dubbio che sia sempre più il caso di dichiararsi, ad alta voce, moralisti». 

La maggioranza liquida con poche battute la proposta Bindi: «Lasciamo lavorare la magistratura - dice Fabrizio Cicchitto capogruppo Pdl alla Camera - nella normale dialettica tra accusa e difesa». «Sulla P3 più che una Commissione di inchiesta serve un regista: la trama c’è, i personaggi pure, e con un bravo regista sarà la commedia del secolo», commenta ironico il ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi.




                 

CORRIERE DELLA SERA  24 luglio 2010

Bindi: commissione d'inchiesta sulla P3



Bocciatura anche da parte di Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: «Lasciamo lavorare la magistratura nella normale dialettica tra accusa e difesa».


Secondo il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, l'dea è «apprezzabile ma allo stato non attuabile: così facendo, si creerebbe un doppio binario, cioè quello riguardante la magistratura e quello inerente il Parlamento. Sappiamo bene da quali persone è composta la maggioranza di questo Parlamento. Ma siamo seri, ma ve li immaginate voi personaggi inquisiti come Verdini e Cosentino che si autocondannano in Parlamento? Piuttosto è certo che si autoassolverebbero. Sarebbe più appropriata, invece, l'istituzione di una commissione parlamentare d'indagine solo al termine dell'inchiesta della magistratura e sulla base degli atti processuali».



DI  PIETRO  E LA COMMISSIONE D'INCHIESTA.










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