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Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

BERSANI DA MONTI: "NON TUTTO CI CONVINCE"


Bersani da Monti: «Non tutto ci convince»


Bersani, dopo incontro monti

Bersani in conferenza stampa
Il carico della manovra deve essere «attenuato» nei confronti delle fasce più deboli. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, al termine dell'incontro a palazzo Chigi con il premier, Mario Monti. «Nessuno più di noi conosce la gravità della situazione - ha premesso Bersani al termine di due ore e mezzo di colloquio con il premier - l'Italia si trova nel punto più esposto della crisi. Conosciamo l'esigenza di intervenire anche in maniera doplorosa - ha aggiunto - ma abbiamo portato le nostre proposte. In particolare sui grandi temi sociali». La richiesta del pd, ha spiegato Bersani, è quella di una maggiore «tutela maggiore dei pensionati e dei pensionandi e dei redditi più bassi». Il peso della manovra dunque, ha sottolineato, «va attenuato» nei confronti dei pensionati e delle fasce più deboli. 
  

È appena terminato l'incontro tra il presidente del Consiglio, Mario Monti, e i rappresentanti del Partito democratico. Il segretario, Pier Luigi Bersani, e i capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, si sono intrattenuti per più di due ore a colloquio con il premier, che gli ha illustrato le linee guida della manovra anti-crisi. 

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è arrivato a palazzo Chigi per incontrare il presidente del Consiglio Mario Monti. 


Gasparri, Pdl: nessun aumento Irpef
«Vi sto dando una notizia, non ci sarà un aumento dell'Irpef» per chi è nella fascia di reddito superiore «ai 55mila euro». Lo ha detto  durante la trasmissione In Onda, su La7, Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato.

La giornata
Il premier ascolta, prende nota, ma alla fine l'unica promessa su cui si sbilancia è un generico richiamo all'equità. Così, raccontano i partiti, si svolgono i colloqui con Mario Monti. Il presidente del Consiglio, affiancato dai ministri Corrado Passera, Elsa Fornero e Pietro Giarda, riceve le delegazioni dei partiti soprattutto per mettere a verbale le richieste dei leader politici, ma quando si tratta di raccontare la manovra continua a mantenere una certa dose di riservatezza: espone le linee, i capitoli, ma concede qualche dettaglio solo quando vengono fatte domande precise. E, comunque, alla fine prende un solo impegno: sarò equo, scontenterò tutti in egual misura. 

Raccontano, anzi, che Monti, tanto con il Pdl che con il 'terzo polò, abbia insistito soprattutto su un punto: l'Europa ci guarda, non c'è spazio per tentennamenti. Come dice una fonte del Terzo Polo: «Quello che è certo è che la manovra sarà complessa. E pesante!». Insomma, secondo i resoconti di chi ha partecipato ai colloqui, Monti non ha voluto entrare affatto in una trattativa con i partiti, e d'altro canto non poteva essere altrimenti visto che si tratta di colloqui bilaterali. Il premier mette a verbale le posizioni di Pdl, Terzo polo, Pd (lo farà stasera) e poi si riserva di tirare le somme. 

Secondo le voci che circolano già domani sera , dopo aver visto le parti sociali in mattinata, Monti potrebbe convocare il Consiglio dei ministri per l'approvazione del decreto. Provvedimento che, certo, il Parlamento può sempre correggere. Ma, di fatto, il messaggio del premier è del tipo: prendere o lasciare. Anche perché, sottolinea una fonte di governo, «un decreto entra in vigore subito: cambiarlo in Parlamento significa mettere mano a misure che hanno già prodotto effetti... Si darebbe un segnale di confusione». Insomma, i partiti hanno capito che le modifiche potranno anche esserci, ma solo a «saldi invariati» e, comunque, non sostanziali. 




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