Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
   
News by Dire
Rassegna stampa a cura di Francesco Ferrari

TUTTI GLI 'UOMINI' DELLA 2° REPUBBLICA: BERLUSCONI, BOSSI E DI PIETRO INSIEME CONTRO IL GOVERNO MONTI.

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15 dicembre 2011 

Berlusconi: "Monti disperato, forse non dura"
E attacca su pensioni e capitali scudati

L'ex premier critica la manovra del suo successore. In particolare su previdenza e scudo fiscale. E dice: "Perché si possa governare, bisogna cambiare l'assetto istituzionale dello Stato. Mussolini si lamentava dei suoi scarsi poteri e mi ritrovo in molte cose". Sulla Lega: "Da sola è destinata alla sconfitta". Poi boccia il nuovo accordo europeo: "Cameron ha fatto bene a porre il veto"


"Monti è disperato, con il suo decreto sta facendo marcia indietro su tutto". L'ex premier attacca la manovra del suo successore, in particolare su pensioni e capitali scudati, e ne approfitta per tornare su un suo vecchio cavallo di battaglia: il cambiamento dell'assetto istituzionale dello Stato. "Nessuno nella situazione italiana può pensare di fare le cose nel modo giusto, a meno che gli italiani non consegnino a una parte politica la possibilità di cambiare la Costituzione, per avere la possibilità di governare un Paese che è assolutamente ingovernabile". E addirittura dà ragione a Mussolini: "Sto leggendo i suoi diari e mi ritrovo in molte situazioni. Si lamentava della mancanza di poteri visto che non riusciva nemmeno a raccomandare una persona".

"Non è detto che Monti duri". Per quanto riguarda la manovra, ci sono due misure, in particolare, nel mirino dell'ex premier. "Non si possono cambiare le pensioni, se si toccano i diritti acquisiti, o fare la patrimoniale continuativa per i capitali rientrati con lo scudo fiscale. Non ne facciamo una battaglia perchè gli evasori non sono simpatici, ma uno stato non può e non deve fare queste cose". E aggiunge: "Pacta sunt servanda".


15 dicembre 2011

Monti mette la fiducia alla manovra
la Lega scatena il caos a Montecitorio

Ancora bagarre del Carroccio in aula dopo l'annuncio che il governo blinda il testo del decreto uscito dalle Commissioni. Berlusconi conferma il via libera: "E' il male minore". Bersani convince gli scettici del Pd: "Votare sì, ma sui lavoratori precoci sarà battaglia"


I deputati del Carroccio hanno prima chiesto il voto sul processo verbale, rallentando i lavori. Poi sono passati alla fase della protesta più attiva, esponendo cartelli con su scritto 'No Ici'. I due deputati protagonisti della protesta sono stati espulsi da Gianfranco Fini. Subito dopo, nel momento in cui il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda ha posto la fiducia, hanno intonato cori 'vergogna vergogna'. Proteste anche da Domenico Scilipoti, l'ex parlamentare dei 'Responsabili' strenuo oppositore del governo Monti, più volte ripreso dallo stesso Fini. "Si calmi", ha detto il presidente della Camera rivolgendosi al deputato. 
FOTO: LE CONTESTAZIONI 3



14 dicembre 2011

Manovra, Di Pietro conferma il no
Tra Bersani e Idv ormai è gelo

L'ex pm annuncia il voto contrario e accusa il Pd di sostenere "un governo del voto di scambio" sul caso frequenze. Durissima replica del segetario democratico: "Non si permettano di accusarci di inciucio". Il segretario democratico all'attacco sulle liberalizzazioni. Berlusconi: "Molte, molte perplessità sulle misure"


 L'ultima, gravissima, frattura in una costruzione che a molti era apparsa fragile già all'epoca 2 si è aperta oggi con l'ennesimo scambio di battute al vetriolo tra i due leader e soprattutto con l'annuncio che l'Idv non voterà la manovra economica del governo Monti 3, al quale eppure aveva dato la fiducia neppure un mese fa. Le misure non piacciono neppure al Pd, che per bocca di Bersani si dice "stupefatto dalla debolezza sulle liberalizzazioni", ma tra gli atteggiamenti dei due "promessi sposi" sembra essersi aperto un abisso.   





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"ORLANDO NON SLOGGIA DALLA CAMERA" LA LETTERA DI PROTESTA DI VATINNO, IL SUO SUCCESSORE, USCITO DALL'IDV.
SONIA ALFANO NON E' PIU' UN'EUROPARLAMENTARE DEL'IDV.
IDV REGGIO. I PADRONI DEL PARTITO RIFIUTANO LE ISCRIZIONI DELLA SOCIETA' CIVILE E CHIEDONO RISARCIMENTI A MATTEO RIVA.
"LA MIA SQUALLIDA, NAUSEANTE, MORTIFICANTE ESPERIENZA IN IDV"

 

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