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Antonio Di Pietro: «Questo governo non deve durare

fino a fine legislatura»

Pubblicato: mercoledì 21 dicembre 2011 da Alberto Puliafito















Oggi, Giorgio Napolitano ha difeso il governo Monti, sostenendo che non sia in atto in Italia una sospensione della democraziaAntonio Di Pietro, la cui compagine politica fatica a trovare una collocazione in questo contesto politico fortemente modificato, con la Lega a far l’opposizione barricadera e populista, Berlusconi apparentemente fuori dai giochi, e consenso formalmente unanime al governo Monti, cerca di trovare una dimensione a sé e all’Italia dei lavori. E, ai microfoni di TgCom24, spiega il suo punto di vista, commentando proprio il discorso di Napolitano.

«C’è al governo un governo non eletto. E questo è vero, ma è vero per l’emergenza. Se questo vuol dire che il governo tecnico debba rimanere fino alla fine della legislatura allora non va bene. Questa è una situazione contro natura. Da un lato c’è l’emergenza economica, ma dall’altra quella democratica. Se si pensa che Monti debba risolvere tutti i problemi d’Italia dovevano nominarlo presidente a vita. I provvedimenti del governo Monti devono essere votati per quello che sono e non mettere la fiducia. Berlusconi non c’è più e non dobbiamo votare la fiducia a Monti solo perché Monti è meglio».

La stoccata finale riguarda proprio il metodo adottato da questo governo, oltre ai contenuti della manovra: Monti, infatti, ha scelto di porre sul decreto salva-Italia la questione di fiducia. Che era la metodologia più criticata del precedente governo Berlusconi.

Il leader dell’IdV si è schierato anche a favore della posizione dei sindacati a proposito dell’articolo 18: fa notare che, fra l’altro, quello dei licenziamenti, in una situazione di emergenza economica, sia un falso problema. Anche perché l’imprenditore può già licenziare per giusta causa.

«Il ministro Fornero non può lanciare il sasso nello stagno solo per vedere che effetto fa. L’imprenditore può licenziare, ma per giusta causa. Il vero problema è l’emergenza economica e questo non c’entra. Bisogna portare pace tra datori e lavoratori, si faccia un contratto di apprendistato e all’esito di questo lo assume con tutti i diritti come l’indeterminato. Ci sono soldi nelle casse dello Stato che vengono elargiti agli imprenditori, ma onestamente sono gli imprenditori stessi a lamentarsi di come questi vengono elargiti. Che il ragionamento sull’articolo 18 lo faccia la Fornero è grave».

Sono dichiarazioni, in qualche modo, programmatiche. Ma che, nell’attuale panorama istituzionale, potrebbero facilmente rimanere isolate, o confuse con altre posizioni populiste, anche laddove sembrano, invece, estremamente ragionevoli.


http://www.polisblog.it/post/12929/antonio-di-pietro-questo-governo-non-deve-durare-fino-a-fine-legislatura



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